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Kara Marni: «Cerco la mia musica in un luogo di verità»

Vent’anni, londinese, di origini greche, Kara Marni è considerata dagli addetti ai lavori il nuovo astro nascente dell’R&B internazionale. Fresca della pubblicazione del suo nuovo singolo Lose My Love – brano che parla di come una relazione tesa la stia spingendo al limite e prodotto, come l’Ep d’esordio uscito poco più di un anno fa, Love Just Ain’t Enough, dal trio The Invisible Man, candidato ai Grammy nel 2014 per Fancy di Iggy Azalea – l’artista britannica arriverà in Italia il 26 ottobre 2019, per un’unica data al Biko di Milano.

Cresciuta in una casa piena di musica, con il padre appassionato di soul e la madre pianista, Kara è venuta su ispirandosi alle grandi cantanti soul e R&B, da Minnie Riperton, a Aretha Franklin, Lauryn Hill e Amy Winehouse, arrivando presto a pubblicare sul suo canale YouTube notevoli cover di artiste come Whitney Huston e Angie Stone, alla quale il talento della giovane cantante non è passato inosservato.

Di lì al primo Ep, Love Just Ain’t Enough, il passo è stato breve. Sei canzoni, in cui emergono potenti la voce e lo stile unico di Kara, tra soul, R&B, pop e deep house, sempre con un occhio di riguardo a temi come l’amore, i sentimenti, il corpo e la sua estetica, trattati in maniera mai banale e schierandosi apertamente contro le discriminazioni di genere o basate sul colore della pelle. Un impegno che l’ha spinta a prendere parte attiva nella campagna contro il razzismo LoveMusicHateRacism’s, nonché all’International Women’s Day 2019, celebrato con il brano You Might Need Somebody.

Dopo avere girato come opening act di Rita Ora in alcune date del Phoenix World Tour, Kara Marnie ha debuttato nel mese di maggio sui palchi di alcuni dei più importanti festival inglesi, come il Liverpool Sound City Festival e il Great Escape 2019 a Brighton, mentre a luglio sarà all’International Music Festival, sempre a Liverpool, e tra qualche giorno farà il suo esordio al festival di Glastonbury, un bel banco di prova in vista del suo tour autunnale da headliner.

Come stai vivendo questa fase così intensa della tua vita?
Sto cercando di prendere ogni singolo momento così come viene e di continuare a lavorare e affinare le mie abilità come autrice, cantante e performer.

Raccontaci un po’ della tua storia, come ti sei innamorata della musica?
Mio padre suonava sempre le grandi voci del soul, diciamo che sin da quando posso ricordare qualcosa andava così a casa, ti parlo di Diana (Ross), Minnie (Riperton), Aretha (Franklin). Credo che questo abbia influito molto nel farmi avvicinare alla musica e da allora non ho più smesso! Per quel che ricordo ho sempre saputo che era ciò che volevo fare nella vita, niente mi è mai interessato tanto quanto la musica.

Ora il tuo sound va oltre il soul e l’R&B, la deep house e il pop, quali sono gli ingredienti che caratterizzano il tuo universo sonoro?
L’ingrediente principale è scrivere dal mio cuore e credo che questo sia il vero significato della musica soul, viene da un luogo di verità.

Al tuo Ep d’esordio hai lavorato con The Invisible Men, com’è nata questa collaborazione, che hai rinnovato nel nuovo singolo Lose My Love?
Sono stati molto importanti nella mia crescita artistica. Credo che abbiano colto nel profondo il mio sound e la mia visione e quando trovo una collaborazione che funziona mi piace portarla avanti.

Love Just Ain’t Enough è un affermazione piuttosto disillusa per una ragazza di diciannove anni all’epoca. Trovi che l’amore sia sopravvalutato?
Ha che fare con quello che mi è stato insegnato, specialmente da mia madre, ossia che l’amore significa molto di più che desiderarsi a vicenda e alla fine credo di essere semplicemente realista a riguardo. Se non altro è una cosa che aiuta a gestire le aspettative!

Nei tuoi pezzi, soprattutto in Lose My Love, proponi una visione indipendente della donna, ma senza obliterarne la vulnerabilità, in nome di una fredda concezione di forza o potere. Ti definisci una femminista?
Assolutamente. Proprio stamattina ho ricevuto il messaggio di una ragazza, che mi diceva di come quella canzone l’abbia ispirata a mollare il suo fidanzato, che da tempo stava continuando a comportarsi male con lei. L’idea di poter ispirare della forza nelle donne mi rende molto felice.

Parliamo di live. Hai suonato in qualche festival importante in UK, com’è andata?
Mi sono divertita un sacco e sono state tutte esperienze molto formative per me. Adesso non vedo l’ora di suonare a Glastonbury! È sempre stato uno dei miei sogni più grandi suonarci e in più sarà un bel riscaldamento per il mio primo tour da headliner, che partirà in ottobre!

La tua migliore esperienza live finora?
Aprire per Rita Ora alla Brixton Academy di Londra! Da spettatrice ho visto così tanti concerti di artisti incredibili lì, quindi suonare sul quel palco è stato indescrivibile.

Proprio con Rita Ora sei stata per la tua prima volta in Italia, dove tornerai il 26 ottobre. Che rapporto hai con il nostro Paese?
Sì, quella volta con Rita Ora è stato davvero divertente e sono felicissima di tornare. Adoro l’Italia e ci sono già stata svariate volte, perché il mio migliore amico è italiano. L’anno scorso siamo andati a Venezia e Milano insieme ed è stato bellissimo.

Allora immagino che conoscerai anche un po’ di musica italiana, c’è qualcosa che ami in particolare?
Andrea Bocelli è uno dei pochi artisti in grado di farmi commuovere. La sua voce è assolutamente meravigliosa.

Essendo di origini greche, scommetto che ti piace mangiare… il tuo piatto italiano preferito?
Spaghetti alla bolognese, tutto il giorno, ogni giorno. La vostra pasta è da pazzi!

Tornando alle cose serie, cosa possiamo aspettarci per il tuo live al Biko?
Un concerto soulful, energetico e passionale. Ho una live band incredibile con me e suoneremo anche qualche canzone nuova.

A proposito, a quando l’album?
Non sono ancora esattamente in modalità album, ma sto lavorando al prossimo Ep e posso anticiparvi che includerà una collaborazione speciale.

Cinzia Meroni

Foto di Jack Bridgland

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