Onstage
killswitch-engage-the-end-of-heartache

The End Of Heartache dei Killswitch Engage compie 15 anni

Per i Killswitch Engage, The End Of Heartache è stato un salto nel vuoto, ma con l’atterraggio più morbido che si potesse immaginare. Infatti, il terzo disco della formazione statunitense rappresenta il primo successo commerciale dopo la già ottima prova del precedente Alive or Just Breathing (che si può definire senza troppi giri di parole come una pietra miliare del metalcore), confermando i Killswitch Engage tra le band più importanti del metallo moderno.

15 ANNI FA…
Insieme agli Shadows Fall (che pubblicano proprio nel 2004 uno dei loro album più emblematici, ovvero The War Within), i Killswitch Engage sono unanimemente considerati la formazione più rappresentativa di quel particolare tipo di metalcore infuso di thrash metal, tanto in voga in quel periodo. The End Of Heartache si traduce quindi nella definitiva consacrazione dei Nostri quali leader del nuovo movimento, che da inizio millennio è stato ascritto per comodità nella seconda era della New Wave Of American Heavy Metal, dopo che Pantera e Korn avevano settato gli standard della prima negli anni Novanta. Formatisi nel 1999 dalle ceneri di Overcast e Aftershock, i Killswitch Engage pubblicano due lavori prima dell’abbandono per problemi di depressione del vocalist Jesse Leach nel 2002, ma la band trova subito conforto nelle corde vocali di Howard Jones, ex cantante dei Blood Has Been Shed (combo dalla quale proviene anche il nuovo batterista, Justin Foley, sostituto di Tom Gomes dopo il suo addio nel 2003).

IL DISCO
Come accennato in apertura, The End Of Heartache si pone come opera spartiacque nella carriera dei Killswitch Engage, regalando alla formazione del Massachusetts un successo epocale. Il terzo lavoro dei Nostri infatti, raggiunge il ventunesimo posto della Billboard 200, oltre ad accaparrarsi un disco d’oro negli Stati Uniti e a guadagnarsi una nomination ai Grammy Awards del 2005 nella categoria Best Metal Performance con la title track. Prodotto dal chitarrista e mastermind Adam Dutkiewicz, The End Of Heartache è un album globalmente più cupo rispetto ad Alive or Just Breathing, ma che rimane comunque fedele al sound caratteristico dei Nostri, fatto di ottimi ganci melodici nei ritornelli (vedi oltre alle già citate title track e Rose Of Sharyn anche When Darkness Falls, giusto per citare gli esempi più noti) e di sconfinamenti thrash (Breathe Life), in un equilibrio perfetto tra aggressione e momenti catchy che in molti, con risultati più o meno convincenti, tenteranno di imitare negli anni successivi.

…E OGGI
In seguito a The End Of Heartache, la strada per i Nostri sarà decisamente in discesa, con due dischi (As Daylight Dies e Killswitch Engage, pubblicati rispettivamente nel 2006 nel 2009), che non faranno altro che confermare lo status dei KE. Ma il percorso della formazione prenderà una piega inaspettata nel 2012, momento in cui Howard Jones si vedrà costretto ad abbandonare i suoi compagni di viaggio dopo nove anni insieme, e nel quale tornerà a far sentire la propria voce il primo cantante della band, Jesse Leach. Dopo la pubblicazione di Incarnate (2016) è ormai imminente l’uscita dell’ottavo album dei Killswitch Engage (che conterrà tra l’altro un duetto tra Leach e Jones), nonostante gli alti e bassi che soprattutto negli ultimi dodici mesi hanno visto protagonista l’attuale vocalist, tra problemi alle corde vocali e ricadute nella depressione, dovute a touring schedule spesso serratissime.

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI