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I concerti potrebbero ripartire nel 2021. Le parole del Presidente di Live Nation Entertainment

Se in Italia le regioni vengono colorate in modo diverso da un giorno con l’altro mentre i casi di positività al coronavirus continuano a crescere, il mondo, dopo l’elezione di Joe Biden come Presidente degli Stati Uniti, accoglie un’altra notizia attesa con ansia: Pfizer e BioNTech hanno annunciato gli ottimi dati ottenuti dalla sperimentazione del loro vaccino (l’efficacia è superiore al 90%) contro il Covid-19. Se gli ulteriori test daranno indicazioni altrettanto positive, la distribuzione negli States potrebbe iniziare già a cavallo tra fine 2020 e inizio 2021.

Dopo l’annuncio, tra le conseguenze immediate in borsa, il segnale più interessante per chi, come noi, si occupa di musica ed eventi dal vivo è sicuramente questo: alla Borsa di New York le azioni di Live Nation Entertainment sono salite di quasi il 15%.

In un lungo approfondimento pubblicato ieri, Music Business Worldwide ha fatto il punto della situazione sulla ripresa dei concerti, analizzando le parole di Michael Rapino, presidente di Live Nation Entertainment, alla luce della chiusura del terzo trimestre 2020, durante un incontro con gli investitori.
La perdita complessiva di fatturato del colosso degli eventi dal vivo è, come prevedibile, pesantissima: 95% in meno rispetto al 2019. 3,77 miliardi di dollari nel 2019 e 184 milioni nel 2020.

Tuttavia, secondo il CEO, che parlava prima della notizia sul vaccino prodotto da Pfizer, i segnali di una ripresa ci sono tutti: “Il segnale più importante è che l’83% di chi ha comprato biglietti per un concerto non ha chiesto il rimborso. Questo vuol dire che i fan vogliono tornare a vedere i concerti e le band vogliono tornare in tour non appena sarà possibile farlo in sicurezza (…) Proviamo a ricominciare, nell’estate 2021 si svolgeranno tutti gli eventi riprogrammati dal 2020, aggiungeremo nuovi tour in autunno fino al 2022 quando avremo più chiara la situazione in previsione di gennaio 2022. Non abbiamo necessità di forzare la programmazione di nuovi eventi al momento, la Compagnia crede di avere un livello di liquidità sufficiente per sostenersi basandosi sui concerti già riprogrammati“.

Un altro passaggio decisamente interessante riguarda i cachet degli artisti. Rapino dichiara: “La ripartenza dovrà necessariamente essere lenta. Gli artisti riprenderanno tutti il proprio lavoro e dovranno adattarsi alla realtà delle cose, inizialmente sarà inevitabile essere flessibili relativamente ai propri guadagni, visto che la capienza delle venue crescerà lentamente e arriverà nel tempo da un 25% iniziale al 100%“.

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