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Vent’anni tutti in una notte: la festa de Le Vibrazioni

Vent’anni tutti in una notte. La festa de Le Vibrazioni è andata in scena ieri al Forum di Assago, nell’abbraccio del loro pubblico e con la partecipazione di tanti ospiti, amici e colleghi, che hanno celebrato insieme alla band milanese due decadi di carriera. Per la prima volta sul palco del palazzetto milanese Francesco Sarcina (voce e chitarra), Stefano Verderi (chitarra e tastiera), Marco “Garrincha” Castellani (basso) e Alessandro Deidda (batteria) hanno raccontato la loro storia in musica, nata, decollata, interrotta e ripresa con la stessa voglia di una volta nel 2017, dopo cinque lunghi anni di stop.

«Siamo esseri umani quindi nell’arco di vent’anni qualcosa cambia, sarebbe strano se fosse il contrario, siamo anche diventati padri in tutto questo, una cosa che ti cambia proprio radicalmente. Per quanto riguarda l’approccio musicale, invece, abbiamo trovato un ulteriore entusiasmo, simile a quello degli inizi, però, più consapevole, perché oggi abbiamo il background di questi vent’anni», ha raccontato la band durante l’incontro con la stampa avvenuto nel backstage, poco prima del concerto.

Non è sempre stato facile per Le Vibrazioni, ma i successi e le cadute di queste due decadi fanno il netto di una vicenda da celebrare. «A volte, forse perché ci sono un sacco di cose che accadono e che sono dovute a fattori esterni, tecnologie, mode che cambiano, discografiche che collassano, le radio che si evolvono, da musicista, che fondamentalmente vive in sala prove o su un furgone, non ci si rende pienamente conto di quello che sta accadendo, soprattutto quando si lavora così tanto. Si suona si suona si suona e intanto il mondo ti cambia attorno».

«Oggi va tutto ancora più veloce quindi è stato difficile tenere botta, ci siamo ritrovati consapevoli di queste difficoltà e quindi ora affrontiamo quello che gravita attorno con un minimo di distanza. Oltretutto da indipendenti (con l’etichetta L’Equilibrista dall’album V del 2018, ndr) possiamo dire benissimo che quelle siamo padroni di noi stessi, riusciamo a muoverci in maniera più fluida e naturale, quindi senza dover per forza stare dietro a tutti gli schemi, che poi, un minimo, si devono comunque seguire».

In scaletta accanto ai pezzi storici, che il pubblico ha amato in questi vent’anni e che vuole sentire, come quella Dedicato a te che «ha sempre il sapore del primo amore», Le Vibrazioni hanno inserito i brani più importanti per la band stessa, più qualche cover d’eccezione, come Toro Loco suonata con Piero Pelù, Rolls Royce fatta con Achille Lauro e Caramelle eseguita con Davide Carone e i Dear Jack, tra gli ospiti della serata insieme a Samuel dei Subsonica, Elio, Enrico Nigiotti e I Ministri.

«Li abbiamo scelti facendo un ragionamento sul percorso che abbiamo fatto finora, quindi molti artisti che abbiamo incrociato negli anni, nostri amici, oltre a situazioni nuove, fino ad arrivare alle nuove generazioni. Insomma, abbiamo cercato di mantenere un equilibrio tra quelli che per noi sono stati cantanti di riferimento, come Piero Pelù, Elio e Samuel e invece quelli che sono le nuove leve, che ci piacciono anche se fanno cose diverse, è il caso di Achille Lauro o dei Ministri», ha spiegato la band.

«È chiaro che qualcuno ci ha detto di no, non per antipatia, semplicemente perché avevano impegni, per cui non potevano veramente esserci, da J-Ax, agli Afterhours, a Skin, che doveva venire fino all’ultimo, ma è uscita con gli Skunk Anansie e quindi ora è presa su quel fronte. Di base comunque le collaborazioni fanno bene alla musica, soprattutto quando arrivano da mondi diversi e, quando c’è un evento così grande, così bello, con così tanta gente, il senso è a prescindere dai generi la condivisione: mettere insieme anche amici, che hanno già fatto questo e supportano la tua esperienza su un palco del genere e dall’altra è anche tirare in mezzo gente che questa cosa non l’ha vista ancora».

Anche per Le Vibrazioni è una prima volta questa al Forum, un placo che forse avrebbero potuto calcare anche prima, ma sul quale, invece, non erano mai arrivati fino a ieri. «Sono veramente cambiati i tempi, prima il Forum era veramente una kimera adesso, invece, è un po’ meno irraggiungibile – hanno osservato -. Prima si suonava più nei club, c’era più fermento e anche meno televisione o i social a pompare certi fenomeni. Ma poi la nostra ideologia, che siamo cresciuti nei club, era di vederli proprio esplodere, fino a poi dovere andare in posti più grandi. Probabilmente c’è stato anche un lavoro sbagliato a un certo punto, eravamo giovani e inesperti. Ora, però, ci siamo e speriamo che questo sia un nuovo inizio per noi, ma comunque lo show che facciamo oggi, non l’avremmo fatto quindici anni fa. Oggi abbiamo un background, una preparazione musicale e un’esperienza, anche da singoli, che ci consente di stare su quel palco».

Tutto intorno, un pubblico, che continua ad acchiappare nuove generazioni, come testimonia la presenza accanto ai fan della prima ora, di una discreta quantità di giovanissimi. «Con Così Sbagliato a Sanremo molti giovani hanno iniziato a conoscerci e vedere diverse generazioni che ti seguono è tanta roba. Speriamo che ne arrivi anche un’altra, ma poi crediamo che ci sia tutta una fazione di giovani che si è rotta le palle di sentire musica plastificata e ha voglia di sentire le chitarre e un po’ di rock. È un movimento che esiste e quindi noi oggi, forse, rappresentiamo anche un po’ i vecchi rockers rimasti in questo marasma di musica tutta abbastanza uguale».

La scaletta del concerto
Così sbagliato
Seta
Electrip
Raggio di sole
Dimmi
Insolita
Sono più sereno
Portami via
(con I Ministri)
Se
Non mi pare abbastanza
Ogni Giorno
(con Enrico Nigiotti)
Angelica
L’Ultima Neve
(intro piano – Ridono gli dei)
Respiro
Caramelle
(con Pierdavide Carone e i Dear Jack)
Pensami Così
Cambia

E se ne va (Samuel)
Ovunque Andrò (Elio)
Sani Pensieri
The Boogie
(solo batteria)
Aspettando (con Piero Pelù)
Toro Loco (con Piero Pelù)
Amore Zen
Rolls Royce
(con Achille Lauro)
Drammaturgia

Bis:
Dedicato a te
In una notte d’estate
Vieni da me
Su un altro pianeta

Cinzia Meroni

Foto di Francesco Prandoni

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