Onstage
marco-di-noia-live

Il racconto del live sperimentale di Marco Di Noia e Stefano Cucchi

Un live in cuffia quasi al buio, tre persone sul palco: un cantante, un tastierista e un “mago dei pulsanti”, in grado di trasmettere ai presenti effetti 3D audio direttamente nelle orecchie. Non è Matrix, ma il live sperimentale di Marco Di Noia e Stefano Cucchi andato in scena a Milano qualche sera fa.

Dopo aver pubblicato il loro concept album Elettro Acqua 3D via app, stavolta il duo Di Noia-Cucchi, che per l’occasione si è avvalso dell’esperienza in sede di live programming di Alberto Cutolo, si è spinto oltre, provando a replicare l’innovativa esperienza audio del loro lavoro in un concerto da vivo. Impresa ardua, considerando la quasi totale unicità dell’esperimento e le particolari complicanze di replicare gli effetti binaurali in simultanea.

Dopo una breve introduzione incentrata sui precursori di questo tipo di esperienza sonora (Pink Floyd su tutti), si comincia col viaggio di Elettro Acqua 3D. In circa un’ora di musica si gira il mondo, partendo da Milano e spingendosi fino in Africa, passando i Balcani e il Tibet. I testi sono vividi e attingono a piene mani dalle esperienze personali dell’autore e dai suoi mondi letterari di riferimento.

Il centro del palco è tutto per Di Noia, affiancato da un singolare microfono composto da due orecchie di gomma in cima ad un’asta. Oggetto molto familiare per gli amanti dei video ASMR (in cui solitamente ragazze sussurrano frasi e toccano oggetti vicino ad un microfono come questo), il jolly della serata è proprio quello che tecnicamente prende il nome di microfono binaurale. Il suo utilizzo, seppur ridotto rispetto a quanto mi aspettassi, ha permesso agli artisti di smistare in modo molto suggestivo i suoni in cuffia, tra orecchio destro e sinistro dei presenti.

La sensazione è che trovare un equilibrio per questo genere di esperienza dal vivo sia stato molto impegnativo per i ragazzi sul palco, e lo stesso Di Noia ci tiene a sottolinearlo più volte. Tuttavia, a vederli in azione non si direbbe. Il frontman è disinvolto e stupisce con il suo canto insolito: molto serrato nelle strofe e barocco nei numerosi falsetti. Alle sue spalle i suoi angeli custodi, Cucchi e Cutolo, indaffarati a domare sintetizzatori e mixer. Il progetto, così come il live, ha un’anima prog che parla ad un pubblico ben preciso, ma che non disdegna inframezzi tipicamente synth pop anni 80. L’epopea narrativa di Elettro Acqua 3D è circolare e pertanto si chiude nuovamente a Milano, con la canzone Piccoli Navigli, seguita dall’epilogo Sirene.

Follia o visione? Difficile dare una risposta nell’immediato, il futuro di questo progetto potrà sicuramente fornire tutte le risposte del caso. Ciò che oggi rimane è il coraggio di voler proporre sul mercato un’esperienza innovativa, indubbiamente lontana dal modo di concepire la musica di oggi, e per questo motivo dall’anima autentica e passionale.

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI