Onstage

Maneskin, al Carroponte la chiusura di un ciclo

Un tour lungo un anno, quello che ha visto i Måneskin girare, in lungo e in largo, Italia ed Europa. Per la chiusura de Il Ballo della Vita Tour, nemmeno la loro Roma si è potuta sostituire a Milano: un rapporto, quello con la città meneghina, che sin dalle prime esibizioni post X-Factor si è subito dimostrato idilliaco.

Il concerto prende il via, puntualissimo, sulle note di Fear for nobody per poi passare a tutte le tracce del fortunato Il ballo della vita. Un disco fatto e pensato per le esibizioni dal vivo, perché è sul palco che possiamo apprezzare la carica di questi quattro ragazzi sulle note di un album che sentono loro al 100%. Tra i brani più apprezzati della serata, il nuovo singolo fresco di videoclip, Le parole lontaneche, insieme a Torna a casa, rappresenta il momento più intenso di tutto Il ballo della vita. Non sono mancate nemmeno le cover, alcune nel loro repertorio da tempo, altre, come My Sharona, aggiunte per l’esigenza di regalare al pubblico e allo show – rivela Damiano – «un momento di puro rock ‘n’ roll».

Damiano che, nel corso della serata, si lascia andare ad una delle sempre più frequenti proteste anti-telefonini: «vi chiedo un favore personale: dovete togliere tutti i telefonini. Li dovete togliere perché la musica va vissuta. Godetevi le vostre canzoni preferite. Dovete tornare a casa più stanchi di noi». Una richiesta, la sua, non del tutto rispettata dal pubblico, ma che dimostra quanto la band tenga ai propri show e alle emozioni dei propri fan.

La data del Carroponte diventa quindi un importante crocevia per la carriera del quartetto romano: con il concerto di ieri, infatti, si chiude un ciclo a cui, per forza di cose, dovrà seguirne un altro altrettanto convincente. Un tour, quello appena concluso, studiato per conferire a Damiano & Co. la sicurezza –  ché in quanto a esuberanza, hanno davvero poco da imparare – giusta per quello che, nel prossimo futuro, sarà il livello successivo. Uno step certamente difficile, ma che, conoscendo i Måneskin, non può che galvanizzarli, spingendoli a dare il meglio di loro stessi. E chissà che ad attenderli non ci siano i palazzetti.

Felice Ragona

Foto di Francesco Prandoni

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