Onstage
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La smisurata eleganza di un fuoriclasse senza tempo

Ci sono serate che ti riconciliano con ogni cosa, che esprimono il senso maggiormente raffinato della musica, che ti rendono semplicemente più consapevole. Quelle serate che ti prendono per mano e che ti guidano piano piano nella recondita lettura dei tuoi sentimenti, fra colori, suoni, silenzi e spensierati sorrisi. Ieri sera al concerto di Mark Knopfler abbiamo vissuto tutto questo grazie ad percorso musicale nobile, edulcorato, di grande professionalità ed infinita passione.

Mark e’ uno dei musicisti più influenti degli ultimi cinquant’anni: il suo modo di cantare, il suo personale modo di comporre, il suo inconfondibile tocco chitarristico sono un marchio indelebile che contraddistingue ed esalta ogni sua composizione. La lunga carriera solista, dopo i grandi successi con i Dire Straits, lo ha portato ha disegnare atmosfere più calde e riflessive, a sperimentare nuove sonorità e a percorrere strade musicali adulte.

La sua musica oggi e’ costruita per essere suonata live, ogni suo bellissimo disco (Down The Road Wherever , l’ultimo lavoro è uno di questi) è solo un pretesto per calcare ancora una volta un palco e dedicarsi al proprio del pubblico. Davanti ad un Forum gremito, Mark sfoggia una grande lezione di stile confezionando uno show perfetto, coadiuvato da ben dieci musicisti capitanati del superlativo Guy Fletcher da sempre accanto a Knopfler nelle sue avventure musicali.

Archi, percussioni e fiati aggiungono personalità ai brani e il suono equilibrato consente alla band di accelerare e frenare in qualsiasi momento del concerto, fra ambientazioni rarefatte e trascinanti cadenze. La scaletta è un appassionato viaggio fra presente e passato, senza troppi retorici amarcord, costruita in perfetta armonia fra vecchi successi e nuovi racconti.

Molti i momenti suggestivi: un dolce flauto traverso introduce Once Upon a Time In The West tratta dal repertorio degli Straits di inizio carriera, Romeo And Juliet accarezza vellutata il cuore, l’autobiografica Matchstick Man racconta in acustico le avventure personali di un giovane vagabondo in un’ innevata vigilia di Natale.

Mark è solare: dialoga, comunica e coinvolge a suo modo. La band si diverte spaziando fra mille atmosfere attraenti: struggente il sax di Your Latest Trick, travolgente il ritmo latino di Postcards From Paraguay. I bis omaggiano come previsto alcuni degli immortali successi dei Dire Straits: il parterre si alza in piedi per l’ eterno riff di Money For Nothing e si commuove per l’ incantevole riedizione di Brothers in Arms. Una serata emozionante, che illumina ancora una volta la straordinaria sensibilità di un artista speciale, un elegante fuoriclasse innamorato della musica.

Claudio Morsenchio

Foto di Francesco Prandoni

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