Onstage
MASSIMO-PERICOLO-MILANO-2019

Massimo Pericolo, Speranza e Barracano in concerto all’Alcatraz

La data del tour che vede Massimo Pericolo, Barracano e Speranza uniti sui palchi d’Italia, li ha portati il 12 novembre 2019 all’Alcatraz di Milano. Barracano e Massimo Pericolo si conoscono qualche anno fa attraverso i social, entrambi uniti dalla passione per il rap. Si scambiano pezzi, consigli, poi finalmente si incontrano a Milano. Con loro c’è anche Speranza, casertano come Barracano, con un rap incazzato come quello di Massimo Pericolo. Si forma così questo trittico speciale che parla di provincia, criminalità, (in)giustizia, esperienze vissute sulla propria pelle. Il difficile rapporto con lo Stato e le istituzioni in queste zone grigie dimenticate. Grazie alla loro musica e all’efficacia che acquistano le parole quando sono sincere e ben usate, i tre si fanno sentire. Sono l’esempio di come, senza ostentare catene al collo, cash, vestiti firmati e tatuaggi in viso si faccia rap. Esibendosi live danno la sensazione che ci ricorderemo di loro davvero per un bel po’.

Barracano è il primo a calcare la scena, fresco d’esordio con l’album Il Figlio di Scar. Tuta e marsupio, birra in una mano e microfono nell’altra, il pubblico gli sembra già affezionato e canta assieme a lui: “Ci manca Dio nel Casertano / Tutti hanno le orecchie, nessuno sente lo sparo”. Complici le centinaia di mani al cielo e voci che lo inondano di affetto, Barracano si sente a suo agio e fa una performance di livello. Sporca, grezza, com’è nel suo stile. In Vodka cita Diventerai una star dei Finley e, per chi non l’aveva ancora sentita, è un momento di incredulità divertita impagabile, che raddoppia quando Chicoria lo raggiunge sul palco per il feat.

A dargli il cambio è Speranza che, come sempre, alterna sul palco pezzi carichissimi in cui ogni barra sembra una mitragliatrice, a momenti di chiacchiere e bevute. Mentre si esibisce sale su un rialzo e una luce puntata dritta in viso aiuta a rendere ancora più aggressiva la performance. Manfredi, Sparalo, Sirene, Givova sono i classici di una scaletta collaudata. Suoi ospiti Ketama 126 per Problema e Izi su Ok. Il gran finale, come sempre, lo fa sventolando la bandiera sinti, tra gli applausi.

Cambio di scena e, al buio, parte il beat di Scialla Semper, che però si interrompe subito. “Di solito entro sulla base ma questa volta vi voglio prima vedere” Massimo Pericolo arriva con occhiali da sole, giubbotto, chocker e orecchie da gatto. “Di solito quando incontri una persona, prima di dire qualcosa di importante ti bevi una cosa, figuratevi che stasera devo parlare a 3000 persone, fatemi bere no?” si scola la birra in un fiato e aggiunge con autoironia: “Volevate un concerto di canzoni avrete un concerto di rutti, fatti vostri, mandami il beat”.

Massimo Pericolo sul palco chiacchiera spesso, scherza tra una birra e l’altra, suda, s’impegna, si accalda, toglie giubbotto e affiliati fino a rimanere a torso nudo e cerchietto felino, come sulla copertina dell’album Scialla Semper. E’ il primo a divertirsi, ad essere felice di ciò che fa e lo trasmette al pubblico, che partecipa quanto lui. Massimo Pericolo ha appena cominciato la sua carriera e sembra essere già un’istituzione. E’ un aizzatore di folle naturale, canta Sabbie d’oro con l’amico Generic Animal, chiede di alzare il dito medio in protesta e dice a tutti i peccatori: “Preghiamo il signore del bosco” per annunciare Totoro.

“Milano Alcatraz è il cuore del Polo nord e per questo lo considero un po’ il mio secondo concerto a Varese. Lo dedico a tutte le province del mondo… se nel resto del mondo esistono le province. E adesso scusate ma mi devo incazzare” così annuncia Cella senza Cesso, pezzo simbolo delle sue tematiche più sociali. Poi arriva “il momento delle canzoni d’amore” ride e sbuffa. Che comunque l’amore cantato da Massimo Pericolo in Cocco, Miss e Ramen Girl (la sua preferita) è un’altra cosa: è sofferente ma incazzato, è ironico, volgare, depresso, rancoroso ma in via di guarigione. Perché, come dice lui: “Anche la rabbia è un’emozione”. Massimo poi precisa: “Sono fidanzato e innamorato, non perché ne ho bisogno ma per scelta. Devi prima stare bene con te stesso” e detto da chi è passato attraverso la depressione è un messaggio meno banale di quanto possa sembrare.

Suoi ospiti Ugo Borghetti per Ansia e Ketama 126 per la canzone disco di platino – “e chi l’avrebbe mai detto” – Scacciacani. E’ una fratellanza che funziona e che celebra in Amici. Dopo essersi scolato un’altra birra, ma assicurandosi prima che anche il pubblico stia bevendo, parte la base di In my mind, su cui attacca il riuscitissimo remix di Polo nord fatto da Crookers e Nic Sarno. Lo dedica alla madre, presente al concerto, e a Martina “ex tossicodipendente senza una gamba che tra poco verrà buttata fuori dall’ospedale senza sapere dove andare – fa una pausa poi continua parlando in nome di tutti e tre – noi facciamo quello che si può ma cambieremo tutto, fanculo”. Barracano, Speranza e Massimo Pericolo si riuniscono per un finale esplosivo tra 7 miliardi e Criminali. Il “Cane a tre teste” di cui parla Barracano in Criminali riferendosi al loro trio, è più affamato che mai e sta davvero cambiato le regole del gioco.

Anna Zucca

Foto di Elena Di Vincenzo

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