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De Mysteriis Dom Sathanas dei Mayhem compie 25 anni

Lasciate ogni speranza, o voi che entrate. O voi che ascoltate, in questo caso. De Mysteriis Dom Sathanas, il disco capolavoro dei Mayhem pubblicato il 24 maggio 1994, è un lugubre scorcio su un Inferno che a dirla tutta di dantesco ha ben poco, essendo lungi dall’“ordine” quasi matematico dei gironi infernali. Il primo full-length della storica band black metal è una delle migliori rappresentazioni in musica di un aldilà fatto di caos, oscurità e disperazione insensata, che si riflette in un’opera definibile senza retorica realmente maledetta, pregna di morte in ogni nota e in ogni testo.

25 ANNI FA…
Come già sappiamo, il 1994 è stato un anno fondamentale nella storia del black metal, il nuovo genere preferito tra i fan del metallo più estremo dopo l’esplosione del death metal, grazie ai dischi di Burzum, Emperor, Darkthrone e appunto, Mayhem. La storia della formazione norvegese inizia nel 1984, per volere del chitarrista Øystein Aarseth (in seguito noto come Euronymous), del bassista Jørn Stubberud (Necrobutcher) e del batterista Kjetil Manheim, che rendono omaggio ai Venom ispirandosi a Mayhem with Mercy per il nome della loro band.

Dopo la pubblicazione di un demo e un EP, il nome dei Mayhem inizia a risuonare insistentemente nell’underground norreno, ma è solo dopo l’arrivo in line-up del vocalist Per Yngve Ohlin, o meglio Dead, che la fama dei Nostri supera ogni confine e ogni limite. Il cantante, che si dice sia stato uno dei primi se non il primo in assoluto a sfoggiare il corpsepaint all’interno della cerchia black metal locale, amplifica l’aura già maledetta della band (che aveva iniziato a sconvolgere con le sue performance live cariche di sangue e violenza) mettendo in mostra la sua personalità geniale ma gravemente disturbata, che lo porterà al suicidio nel 1991 a soli 22 anni. Un atto estremo che oltre a essere utilizzato da Euronymous come propaganda del vero black metal contro la commercializzazione del genere, rappresenta l’incipit di una catena di eventi nefasti nella scena norvegese, che culminerà con l’uccisione dello stesso Euronymous per mano di Varg Vikernes nel 1993.

IL DISCO
De Mysteriis Dom Sathanas, rappresenta l’eredità di Euronymous, ma soprattutto di Dead (autore di tutti i testi del disco). Nonostante la pubblicazione dell’album sia slittata per ovvi motivi al 1994, e il lavoro fosse stato registrato tra il ’92 e il ’93, il songwriting è iniziato a tutti gli effetti nel 1987. Una gestazione estremamente lunga e travagliata quindi, dovuta anche a una serie di cambi in formazione. Oltre al contributo alla chitarra di Euronymous e alla scrittura delle lyrics da parte di Dead, hanno partecipato a De Mysteriis Dom Sathanas anche il batterista Jan Axel “Hellhammer” Blomberg (uno dei migliori della scena), il vocalist Attila Csihar (ex Tormentor) e Varg Vikernes (in breve pausa dal suo progetto principale, Burzum) al basso.

Da una line-up frutto di un allineamento astrale irripetibile, non può non nascere una pietra miliare, oltre che un esempio di violenza e follia reale, lontano da qualsiasi posa. Nonostante sia distante dalle velleità sinfoniche degli Emperor, dal minimalismo dei Darkthrone e dall’ossessività di Burzum, De Mysteriis Dom Sathanas è un’opera unica nel suo genere, impossibile da imitare. Il disagio, la malvagità e il malessere che traspaiono prepotenti da questo lavoro sono amplificati dal cantato di Csihar, un lamento straziato e teatrale ma al contempo lontano dagli stilemi dello scream e del growl. La registrazione, pur essendo come da tradizione minimale, denota un livello tecnico superiore alla media del periodo, trovando la sua espressione principale nei cambi di tempo di brani simbolo di un’epoca quali Funeral Fog, Freezing Moon, Pagan Fears e Life Eternal.

…E OGGI
La prima incarnazione dei Mayhem cessa di esistere ancor prima che De Mysteriis Dom Sathanas veda la luce, ma non passerà troppo tempo prima che la band, pur se decimata e tra mille polemiche dei fan più oltranzisti (e non solo), torni per volere di Hellhammer in una veste completamente rinnovata. Con il passare del tempo, i Nostri iniziano a flirtare con il progressive metal e con l’avant-garde, pur senza rinnegare del tutto le proprie radici, come dimostrano Chimera (2004) e soprattutto Ordo Ad Chao, disco del 2007 che testimonia il ritorno al microfono di Attila Csihar.

Ad oggi, i Mayhem continuano a esibirsi nella loro attuale formazione, che vede attivi, oltre al cantante ungherese, altri due storici membri, ovvero Hellhammer e Necrobutcher, il primissimo bassista della band. Il loro ultimo passaggio in Italia risale al 2017, anno in cui i Nostri hanno proposto per intero De Mysteriis Dom Sathanas durante il tour mondiale celebrativo.

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