Onstage

Il racconto del concerto di Mecna a Milano

Un sold out annunciato da tempo, una gabbia di luci e un pubblico che non voleva nient’altro che il suo idolo sul palco. Questi sono gli ingredienti di una serata targata Mecna, all’anagrafe Corrado Grilli, che quando non canta fa i manifesti, le scritte, i disegni. Sono da poco passate le ventidue quando Mecna sale sul palco del club milanese, lo fa portando con sé tutto il suo stile, ma anche Lunar, uno dei suoi fedelissimi producer.

«Come va? Mi scuso da subito se non parlo troppo tra un pezzo e l’altro. Ogni volta mi giuro che devo trovare qualcosa da dire, ma non trovo mai un cazzo. In fondo, a che servono le parole con un pubblico così?». In effetti, il live di Mecna comincia senza troppe chiacchiere; d’altronde, è la musica a valere il prezzo del biglietto. E di musica ce n’è, tanta, tantissima. Una scaletta, quella della data milanese del rapper foggiano, che non lascia spazio a critiche: c’è davvero di tutto. C’è Bagagli a Mano, l’EP pubblicato nel 2011, ci sono Disco Inverno, Laska, Lungomare Paranoia e Blue Karaoke. Guai, dunque, a lamentarsi. A scandire il ritmo del concerto, l’ormai celebre trilogia del trentuno: 31/07, 31/08 e 31/09 sono infatti i momenti in cui il pubblico davvero non ce la fa a trattenersi, e questo Mecna lo sa benissimo, a lui va il merito di esser riuscito a legare periodi diversi della propria discografia creando così quello che è per i fan un appuntamento fisso.

Non sono mancati, nel corso del concerto, veri e propri momenti amarcord: Chilometri, Cerotti, A modo mio, brani capaci di resistere al logorio del tempo, pur non essendo stati inseriti in nessun album, e che negli anni risultano sempre tra i più richiesti nelle setlist. Di contro, anche tanta roba nuova, da Senza di me a Bugie, passando per Pratica e la più recente Akureyri, prodotta da Sick Luke, il regalo di Natale che il rapper foggiano ha fatto al proprio pubblico. A voler trovare una pecca: Mecna, dove sono gli ospiti? Sarebbe stato bellissimo veder duettare Ghemon su Ottobre rosso e CoCo su Tu ed io, ma in fondo va bene anche così.

In chiusura, anche la sua apparente strafottenza si arrende al calore dei presenti: «Se diciamo stronzate sui social e perché vogliamo vedervi dal vivo, per farvi venire ai concerti. Vi voglio bene, raccontatelo in giro». Un passo importante per chi ha da sempre fatto delle nuvole e del freddo il proprio manifesto. La sensazione che si ha alla fine del concerto è quella di aver assistito ad uno dei momenti più importanti della carriera di Mecna: dal sold out nella città che lo ospita ormai da anni al ben più rilevante apporto del pubblico a tutto lo show, continuo, incessante, segno di un rapporto che non si limita a guardare i numeri. Tutto questo è ben chiaro nella testa dell’artista, che pur non chiacchierando molto, alla fine del bis si concede lo sfizio di sedersi sul bordo del palco per godersi la concretizzazione del proprio lavoro.

La scaletta:
Senza di me
Pratica
31/07
Non sono come te
Roar
Piano B
Infinito
Faresti con me
Akureyri
Bugie
Cerotti
71100
Chilometri
Fatto così
Pace
Superman
Ottobre rosso
Non serve
Taxi
Non ci sei più
31/08
Il tempo non ci basterà
A modo mio
Un drink o due
31/09

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