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Megadeth e Five Finger Death Punch dal vivo all’Alcatraz di Milano

Il 16 febbraio 2020 l’Alcatraz di Milano è stato letteralmente preso d’assedio da Megadeth e Five Finger Death Punch, un’accoppiata per molti versi inedita, ma data la resa finale dello show (e il sold-out annunciato), decisamente riuscita, oltre che l’occasione per tastare il polso di entrambe le formazioni, che per motivi diversi, hanno navigato negli ultimi tempi in acque a dir poco burrascose.

Iniziamo dai Megadeth, che preceduti dai giovani Bad Wolves, sono saliti puntualissimi sul palco della venue meneghina. Il pubblico non vedeva l’ora di riabbracciare Dave Mustaine dopo lo spavento della malattia degli scorsi mesi, e lo ha fatto con un affetto ugualmente intenso sia da parte dei fan di più vecchia data, che delle nuove leve. Lo storico frontman e chitarrista, seppur ancora debilitato e a tratti affaticato, ma sostenuto dall’instancabile di Kiko Loureiro alla sei corde, dallo storico David Ellefson al basso e dall’ex Soilwork Dirk Verbeuren dietro le pelli, ha condotto senza sosta il suo esercito di seguaci in una prova di forza, di fede e di coraggio, lungo una setlist da greatest hits, con le immancabili Hangar 18, Peace Sells e Symphony of Destruction, senza dimenticare qualche incursione in territori più recenti, con tre estratti dall’album del 2016, Dystopia. Da segnalare anche il recupero di pezzi come Angry Again e Dread and the Fugitive Mind.

Dopo un inevitabile cambio di pubblico, alle 21.30, scocca l’ora dei Five Finger Death Punch. Se il cantante Ivan Moody sembra finalmente aver ritrovato un equilibrio interiore dopo i trascorsi difficili tra dipendenze e problemi di salute mentale, la formazione di Las Vegas ha visto l’abbandono del batterista e membro fondatore Jeremy Spencer nel 2018 (sostituito dal collega Charlie Engen), oltre che la provvisoria defezione di Jason Hook alla chitarra per problemi di salute, il cui posto è stato preso per questo tour europeo da Andy James. Nonostante questi avvicendamenti, i Nostri hanno portato a casa uno show che, come da loro tradizione, non ha fatto prigionieri.

La opener Lift Me Up (tratta da The Wrong Side of Heaven and the Righteous Side of Hell, Volume 1 del 2013) ormai è un classico live dei Five Finger Death Punch, così come l’impianto e i costumi di scena della band, da sempre fiore all’occhiello per il loro impatto visivo. Tra luci, laser, mazze da baseball e dreadlocks rotanti (stiamo parlando ovviamente del chitarrista Zoltan Bathory e del collega Chris Kael), lo spettacolo dei FFDP dimostra quanto anche l’occhio pretenda la sua parte, pur senza dimenticare l’aggressione sonora a cui il pubblico è costantemente sottomesso.
Senza particolari sorprese, la setlist veleggia tra i grandi successi degli statunitensi (citiamo solo la cover di Bad Company dell’omonima band e Never Enough, estratta dal debutto The Way Of the Fist del 2007), toccando gli immancabili clou a cui i Nostri ci hanno abituato durante i loro live set, ovvero il delirio collettivo durante Burn MF e la versione a cappella di Wrong Side of Heaven, oltre che la chiusura con il classico The Bleeding. La carriera più recente del combo di Las Vegas è omaggiata da Trouble e Sham Pain (singoli di And Justice For None del 2018), ma soprattutto dalla nuovissima Inside Out, contenuta in F8, il nuovo disco dei Nostri in uscita il prossimo 28 febbraio.
A distanza di quasi tre anni dall’ultimo concerto in Italia (a Padova nel novembre del 2017), i Five Finger Death Punch si confermano degli showmen di tutto rispetto, in grado di chiamare a sé una folla trasversale di appassionati di musica pesante. Uno spettacolo che unito all’esperienza e alla passione dei veterani Megadeth, ha decretato il successo di questa unica tappa italiana del tour congiunto delle due formazioni.

La scaletta del concerto dei Megadeth
Hangar 18
The Threat Is Real
Sweating Bullets
Conquer or Die
Trust
Angry Again
Dread and the Fugitive Mind
Dystopia
Symphony of Destruction
Peace Sells
Holy Wars… The Punishment Due

La scaletta del concerto dei Five Finger Death Punch
Lift Me Up
Trouble
Wash It All Away
Jekyll and Hyde
Sham Pain
Bad Company
(Bad Company cover)
Burn It Down
Got Your Six
The Tragic Truth / Wrong Side of Heaven
(a cappella)
Battle Born
Blue on Black
(Kenny Wayne Shepherd cover)
Coming Down
Never Enough
Burn MF
Inside Out
Under and Over It
The Bleeding

Chiara Borloni

Foto di Elena Di Vincenzo

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