Onstage
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Concerto da record per i Metallica (ma che diluvio!)

E’ la diciottesima volta che assisto a un concerto dei Metallica. Dal 1996 a oggi ho avuto diverse occasioni per devastarmi sotto il palco, guardare lo show in modo distaccato in tribuna, gustarmi chicche più e meno note. Tuttavia non avevo ancora visto i Four Horsemen impegnati in uno show di fronte a così tanti fan italiani (47.427 presenti, dati ufficiali forniti dal promoter, ndr) bardato con sciarpa e giacca a vento come se fossi in piazza per Capodanno.

La pioggia e il freddo (10 gradi l’8 maggio, niente male, ndr) hanno attanagliato il pubblico sin dalle prime ore del mattino. Ma quando la band ha attaccato alle 20:45 precise con Hardwired la fatica e la stanchezza sono scomparsi in un istante. Grazie a una produzione imponente (senza dubbio la più ambiziosa di sempre per Hetfield e compagni) con un palco immenso, maxi schermi a led veramente maxi, fuoco e fiamme ovunque, i Metallica hanno cercato di far dimenticare ai fan i disagi di un clima veramente ostico. La band a dire il vero ha carburato lentamente, accusando probabilmente le stesse problematiche con cui hanno dovuto confrontarsi i fan. Se per la prima parte dello show non ha praticamente più piovuto (ma faceva un bel freddo), dopo le 22 un ulteriore scroscio di pioggia ha messo a dura prova la resistenza della Metallica Family.

Fortunatamente in quel momento sono arrivati i cavalli di battaglia giusti: One, Master Of Puppets, For Whom The Bell Tolls, Creeping Death e Seek and Destroy hanno scaldato la platea oltre misura, fino al consolidato finale con Nothing Else Matters/Enter Sandman. Non molte le chicche per i vecchi appassionati, esclusione fatta per Ride The Lightning e The God That Failed. Divertente, tutto sommato, l’omaggio ai Litfiba con El Diablo, improvvisata da un Rob Trujillo decisamente infervorato.

Il grosso problema dello show è stato in realtà il vento, che non ha permesso a tutti i numerosi presenti di godere di una resa sonora accettabile. Se nel pit sotto palco e nella zona “centrale” della venue l’impatto era comunque buono, ai lati i volumi erano decisamente bassi ed estemporanei.

Nonostante qualche comprensibile difficoltà dovuta a un meteo inclemente, i fan italiani hanno comunque dimostrato per l’ennesima volta il loro amore verso i Metallica, riempiendo a dismisura l’Ippodromo e rassicurandoci sia sullo stato di salute di una musica data da anni per morta e sepolta (certo, tra 10 anni sarà complicato capire chi riuscirà a fare questi numeri dal vivo suonando metal), sia sui Metallica, continua forza trainante della scena (insieme agli Iron Maiden) a quasi 40 anni di distanza dall’album di debutto.

La scaletta del concerto
Hardwired
The Memory Remains
Ride the Lightning
The God that Failed
The Unforgiven
Here Comes Revenge
Moth Into Flame
Sad But True
Halo on Fire
St. Anger
One
Master of Puppets
For Whom the Bell Tolls
Creeping Death
Seek & Destroy
Lords of Summer
Nothing Else Matters
Enter Sandman

Le foto del concerto

Jacopo Casati

Foto di Elena Di Vincenzo

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