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Metallica: S&M² celebra la carriera della band

A 20 anni da S&M, il riuscito esperimento che ha visto unire la musica classica al metal, i Metallica tornano sul palco insieme alla San Francisco Symphony per un evento che sarà proposto nei cinema italiani solo il prossimo 18 ottobre (elenco sale su Nexo Digital).

S&M², il concerto registrato il 6 e l’8 settembre 2019 al Chase Center della città californiana, non vuole solo essere il seguito ideale dei live originali tenutisi nella primavera del 1999 al Berkeley Community Theatre, ma anche e soprattutto una celebrazione e un omaggio alla carriera dei Metallica e alla fedeltà dei propri fan. Non è un caso infatti che quel 2 sia posizionato come apice di una potenza, a sottolineare come non si tratti di una semplice parte due, ma di un elevamento ulteriore, un passo avanti e non un punto di arrivo.

Come racconta la breve introduzione appena prima dell’inizio del live vero e proprio, le differenze tra il primo e il secondo S&M sono state sostanziali. In primo luogo, i soggetti coinvolti a seguito della scomparsa di Michael Kamen (direttore d’orchestra nell’evento del 1999 nonché artefice degli arrangiamenti), ovvero il direttore d’orchestra Edwin Outwater e l’arrangiatore Bruce Coughlin, guidati dal veterano Michael Tilson Thomas. Inoltre, come dichiarato dai Metallica stessi, il coinvolgimento della formazione è stato totale fin dai primi momenti, tanto che al contrario della precedente incarnazione più intima e “per pochi” di S&M, Ulrich e soci hanno spinto per la conformazione del palco a loro tanto cara, quella al centro del palazzetto, con la band in mezzo al parterre circondata dall’orchestra, a sua volta “abbracciata” dal pubblico. La figura del cerchio infatti è uno dei simboli ricorrenti anche negli impianti scenici e nei giganteschi led sovrastanti il palco, a evidenziare ulteriormente questo concetto di inclusione totale.

In S&M² l’epicità è ai massimi livelli, a partire dalla doppietta The Ecstasy of Gold e The Call of Ktulu (già presenti nel concerto del 1999), arrivando velocemente fino alla parte centrale dell’evento, nella pausa tra un set e l’altro, in cui Michael Tilson Thomas prende il comando conducendo l’orchestra e il pubblico in un’altra epoca con la Suite Scita di Prokofiev, descritta come il primo vero incontro tra musica classica ed heavy metal, per poi coinvolgere ancora i Metallica nella parentesi futuristica de La fonderia d’acciaio di Mosolov. Tra gli altri highlights della pellicola, segnaliamo The Unforgiven III, eseguita da James Hetfiled alla voce accompagnato dalla “sola” San Francisco Symphony, e l’omaggio da brividi a Cliff Burton ad opera del bassista dell’orchestra, Scott Pingel.

Le due ore e trenta di concerto scorrono veloci tra chicche e grandi successi (citiamo giusto For Whom the Bell Tolls, One, Master Of Puppets e l’immancabile Nothing Else Matters), regalando agli occhi e soprattutto alle orecchie degli spettatori uno show magniloquente ma mai ridondante. Le uniche forzature, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, sono l’inserimento in setlist di alcuni brani più recenti come Confusion e Moth Into Flame che poco si addicono all’arrangiamento orchestrale, a differenza della più azzeccata Halo On Fire. Un evento da non perdere per nessun motivo, sia per i fan dei Metallica e per chi ha apprezzato S&M, che per tutti gli appassionati di musica nel suo senso più ampio possibile, al di là di preconcetti e ragionamenti a compartimenti stagni.

Setlist:
Set I
1. The Ecstasy of Gold (Ennio Morricone cover) (eseguita dalla San Francisco Symphony)
2. The Call of Ktulu
3. For Whom the Bell Tolls
4. The Day That Never Comes
5. The Memory Remains
6. Confusion
7. Moth Into Flame
8. The Outlaw Torn
9. No Leaf Clover
10. Halo on Fire
Set II
11. Suite Scita, Op.20 (Sergei Sergeyevich Prokofiev cover) (eseguita dalla the San Francisco Symphony)
12. La fonderia d’acciaio (Alexander Mosolov cover)
13. The Unforgiven III (eseguita dalla the San Francisco Symphony)
14. All Within My Hands (acustica)
15. (Anesthesia) Pulling Teeth (eseguita dal bassista Scott Pingel)
16. Wherever I May Roam
17. One
18. Master of Puppets
19. Nothing Else Matters
20. Enter Sandman

Chiara Borloni

Foto di Elena Di Vincenzo

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