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Migliori album: gli anniversari più importanti del 2019

Qui a Onstage abbiamo da sempre delle necessità irrinunciabili. Soprattutto da paio d’anni a questa parte: vedere più concerti possibili e ascoltare buona musica. Spesso per ottemperare degnamente a questa seconda e fondamentale attività serve andare a recuperare album usciti diverso tempo fa. Nell’ultimo anno, oltre a lanciare #ConcertiMemorabili, abbiamo deciso di celebrare degnamente (nei giorni giusti d’uscita) alcuni dischi che hanno segnato la storia della musica, parlandone e raccontandoli in un modo diverso e approfondito. Nel 2019 proseguiremo quanto iniziato, cercando di essere sempre più completi e puntuali.

Sebbene in questi giorni di festa gli antipasti a tavola non vi mancheranno, accettatene uno anche da parte nostra, che vi farà capire quanto il 2019 sarà incredibile se visto dal punto di vista delle ricorrenze e degli anniversari “tondi” di alcuni lavori indimenticabili.

Preview: Gli anniversari degli album più importanti del 2019

1969 – 50 anni fa
Fa impressione vedere quanti dischi essenziali per la storia del rock festeggeranno 50 anni nel 2019. Tra questi spiccano senza dubbio il debutto dei Led Zeppelin, Kick Out The James degli MC5, l’opera omnia degli Who Tommy, il clamoroso omonimo degli Stooges e In The Court Of The Crimson King dei King Crimson. C’è l’imbarazzo della scelta al punto che quasi ci dimenticavamo di Abbey Road, uno dei tanti lavori imprescindibili dei Beatles.

1979 – 40 anni fa
In Italia Vasco pubblicava Non siamo mica gli americani, Battiato l’incredibile album L’era del cinghiale bianco. Nel mondo rispondevano degli australiani incontenibili con Highway To Hell, un power trio clamoroso con Reggatta de Blanc e una band già monumentale con The Wall. Vero, usciva anche London Calling. Dobbiamo davvero dirvi i nomi dei gruppi autori di capolavori di questo livello?

1989 – 30 anni fa
Madonna conquistava ancora di più il mondo con Like A Prayer, mentre lo street rock iniziava a rispondere agli ultimi colpi di coda dell’era glam: uscivano gli Skid Row e i Motley Crue piazzavano il pazzesco Dr. Feelgod. Non stavano a guardare gli Aerosmith che sbancavano con Pump, mentre negli States prendeva forma sia la leggenda Soundgarden, sia quella dei Nirvana. In UK gli Stone Roses fondavano Madchester mentre in Italia Zucchero alzava il livello con Oro, incenso e birra e Jovanotti pubblicava La mia moto. Non c’era molto tempo per annoiarsi a fine anni ottanta (e ci siamo dimenticati di Disintegration dei Cure…).

1999 – 20 anni fa
Fa impressione pensare che siano già passati vent’anni da uscite come Squerez, Zero o Microchip emozionale. Specialmente se pensiamo all’evoluzione che avrebbero poi avuto le carriere di Cremonini, Morgan e dei Subsonica. A parte questo, l’ultimo anno del Novecento passerà agli annali come quello di Eminem e dei Backstreet Boys, come quello dei Blink-182, dei Limp Bizkit e dell’esordio (anche se in realtà era il loro secondo studio album) degli Slipknot. A dire il vero c’è molto ma molto altro di cui parlare, ma ha poco senso bruciarsi tutto adesso no?

2009 – 10 anni fa
Qui i ricordi sono migliori e sicuramente più precisi. Come dimenticarsi Sounds of the Universe dei Depeche come 21st Century Breakdown dei Green Day? The E.N.D. dei Black Eyed Peas o Candy di Paolo Nutini? O ancora Lungs di Florence + The Machine, The Resistance dei Muse e The Boy Who Knew Too Much di Mika? Impossibile. Esatto.

Redazione

Foto di Francesco Prandoni

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