Onstage
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Gli album italiani più importanti pubblicati nel 2019

Siamo giunti a fine Dicembre, il periodo per antonomasia dedicato ai ricordi dell’anno ormai trascorso. E come farlo, se non riavvolgendo i nastri o spulciando – come ormai in uso per la gran parte della platea musicale -le playlist delle maggiori piattaforme musicali? Sarebbe impossibile, infatti, non esaminare quella seconda direzione che ha favorito la fuoriuscita di parecchi artisti, celebrandoli anche in questo 2019 con quell’agognato disco d’esordio che fa trasparire dichiarazioni d’intenti e talvolta fa respirare aria di consacrazione come per Tha Supreme (23 6451), Mamhood (Gioventù bruciata) e gli Psicologi (2001).

Nell’excursus italiano, però, non sono mancate stelle brillanti che, raccomandano i fan più calorosi, abbiano iniziato a seguire traiettorie nuove e coraggiose, come Tiziano Ferro (Accetto miracoli) o lo stesso Cesare Cremonini (2C2C The Best of) nel finale di ‘stagione’. Nuovi accompagnamenti in cabina di produzione (Francesco Renga, Zucchero), temi onirici e tabù rinforzati (da Vinicio Capossela a Myss Keta) e soprattutto show interattivi e immersivi in grado di stravolgere un genere, come dimostra il Playlist Live di Salmo e l’incredibile Jova Beach Party.

Insomma un 2019 ricco di spunti, in grado di cavalcare l’onda cantautorale del passato (dalle ispirazioni di Coez, Franco 126, Ultimo e Levante alle sfide di Gianni Togni e la coppia inedita Mina/Fossati) e anticipare i suoni del futuro (dal fenomeno Tha Supreme al dialogo fra trap e altri generi di Achille Lauro e Massimo Pericolo). In una parola? Esplosivo, come tutti i palazzetti sold-out che abbiamo raccontato o vissuto con i nostri scatti sotto il palco!
Di seguito eccovi la rassegna di quegli album che, a rigor di numeri e tematiche originali, hanno rappresentato al meglio questi 365 giorni, in ordine mensile.

Franco 126 – Stanza Singola
Un esordio solitario e riflessivo per il componente della 126 crew, in grado di attualizzare il cantautorato italiano degli anni ’70 e ‘80 nell’indie pop, sfornando un importante sold-out in casa sua, all’Atlantico e registrare un settimo posto in classifica FIMI.

Lazza – Re Mida
Ha guadagnato la medaglia d’oro ricucendo il rap con la classicità del pianoforte: Jacopo Lazzarini ha  raggiunto l’alveo dell’hip-hop con una creatività anacronistica e  17 pezzi pieni di feautring importanti. Ragazzo d’oro pure per le classifiche, con i successi in FIMI per entrambi le due produzioni discografiche.

Mamhood – Gioventù Bruciata
Un esordio memorabile: Mamhood è l’apripista di questo 2019, fra la vittoria di Sanremo e le sue collaborazioni prestigiose. In questi 10 pezzi emerge tutta la forza originale di quel moroccan pop che si estende fra solitudine e malinconia urban, portando onstage – partendo dal Circolo Ohibo di Milano – quella creatività fino a poco fa nascosta fra i fogli di molti artisti italiani.

Ligabue – Start
Pronti per un nuovo inizio? Il Liga torna a ruggire con un album di 10 pezzi diretto ed essenziale sotto la produzione di Federico Nardelli. Fra prove generali avanzate nella sua Reggio Emilia e travolgenti successi negli stadi, il cantautore ha modificato i brani con un approccio più personalizzato e un sound che strizza l’occhio alla contemporaneità.

Coez – E’ sempre bello
Guai a parlare di colpo di fortuna: il cantautorapper campano termina la sua prima decade artistica con un album che apre un nuovo capitolo di vita e di ulteriori traguardi, dopo quello storico dell’Arena di Verona. 10 tracce inossidabili, frutto della collaborazione con Niccolò Contessa de I cani, che perseguono la via dal pop/rap con suoni prettamente ‘80s.

Coma_Cose – Hype Aura
La coppia più bella del mondo: Fausto e California finalmente uniscono i puntini dei vari singoli realizzati in questi 2 anni con un un crossover di stili che fanno brillare ogni club italiano, come accadde al Fabrique di Milano. Non ci sono segretisotto gli occhi del produttore Mamakass che assembla nei 9 pezzi di questo primo album new wave, punk e rap fra righe serrate e originali.

Myss Keta – Paprika

La lussuria non è mai stata così travolgente: la trapper milanese del Motel Forlanini ha sdoganato nei 14 brani del suo secondo album una sensualità trasgressiva che l’ha resa quasi un idolo pagano, soprattutto fra le fila dell’Alcatraz.

Ultimo -Colpa delle favole
Un lieto fine in ogni stadio italiano e un album dei record: il cantautore romano ha chiuso la sua trilogia con un climax assoluto e un’incetta di successi strabilianti per l’età che ha. Nonostante la piega storta sanremese, l’artista ha carburato tantissimi consensi e soprattutto ha acquisito una maturità formidabile in questi 13 brani che lo getta nei primi titoli della prossima decade.

Massimo Pericolo – Scialla Semper
L’irruenza genera riscatto: il rapper di Varese ha debuttato con 8 pezzi, dal sound grunge. Attraverso la descrizione cruda del disagio provinciale, l’album ha fuso trap e rap con un risultato ottimo, vedendo ad esempio la reazione dell’Alcatraz.

Fabrizio Moro – Figli di nessuno
L’autodeterminazione per raggiungere la maturità: il cantautore romano, al preludio dei suoi 20 anni di carriera, ha regalato ai fan 11 brani dalle ritmiche serrate e un impegno civile verso il basso, nei confronti di coloro che rivendicano rispetto e dignità. Abbracciando idealmente il pubblico di ogni palazzetto, come successo al Palalottomatica, Moro ha dimostrato di aver superato quel blocco creativo con un album liberatorio e molto ispirato.

Francesco Renga – L’altra metà
Guardare oltre, per coinvolgere i “figli”: l’ex frontman dei Timoria ha annullato le distanze con la contemporaneità, usufruendo per questi 12 pezzi del sound prodotto da Michele Canova Iorfida. Ne è derivato un registro più colloquiale che strizza l’occhio all’itpop e diminuisce quei picchi emotivi diventati forse obsoleti per la nuova generazione.

Achille Lauro -1969
La scia della rivoluzione: il trapper romano ha sfumato i confini del suo marchio di fabbrica, passando prima per l’Ariston e poi realizzando 10 brani versatili e imprevedibili che viaggiano nel tempo. Ne esce fuori, infatti, un concept retrò e trap che guadagna dignità con generi molto più consolidati e un successo irrefrenabile, come visto al Fabrique.

Clementino – Tarantelle
Bentornato Clemente! Le sue 14 tarantelle di Maggio si snodano fra rap e pop, fungendo da redenzione per quel periodo buio che l’ha attraversato in questi 2 anni di assenza.

Daniele Silvestri – La terra sotto ai piedi
Le nozze d’argento artistiche con impegno civile e vulcanicità testuale: il cantautore romano ha festeggiato i suoi 25 anni di carriera attraverso 14 pezzi sinceri e maturi con quello stile inconfondibile che tanto piace agli intenditori di musica. Nonostante si rivoluzionino gli strumenti in possesso, la sensibilità verso i piccoli dettagli sono il fil rouge che ha unito un album curato al millimetro in questi 3 anni di preparazione.

Vinicio Capossela – Ballate per uomini e bestie
Signori, ecco la società: la teatralità del menestrello di Hannover ha stupito ancora una volta per la sua capacità di racconto e credibilità artistica. Attraverso ben 14 pezzi di altrettanta lunghezza, Capossela ha fornito un vademecum della società moderna, simile ad un “moderno Medioevo”, con l’inconfondibile tocco folk

Psicologi – 2001
Il manuale della generazione Z: hanno debuttato da pionieri del nuovo millennio il duo metà romano e metà napoletano degli Psicologi. Affidandosi a quell’indie rap in forte tendenza fra i giovanissimi, Lil Kaneki e Drast hanno raccontato in questo ep di 5 brani tutti i disagi della contemporaneità, dalla precarietà all’arroganza con un forte richiamo a Carl Brave x Franco 126.

Gue Pequeno – Gelida Estate
Un promemoria per i suoi fan: è suonato così l’ep street del rapper milano, uscito a metà giugno, contenente 5 brani che hanno mostrato come sempre varietà stilistica e temi premonitori per sé stesso e per la società.

Rocco Hunt – Libertà
Che sapore ha il ritorno? L’enfant prodige del rap è tornato sotto il sole cocente di Agosto dopo 4 anni sulla scena con una clamorosa maturità artistica e una naturalezza di temi che quasi fanno gridare all’onestà intellettuale di un semplice 24enne.

Junior Cally – Ricercato
Via la maschera vicino all’ombrellone: il rapper romano ha rilasciato 12 tracce autentiche sulla coda dell’estate che hanno reso credibile il suo primo passaggio criptico di “Ci entro dentro”, fra banger, love song e pop.

Fred De Palma – Uebe
Il reggaeton all’italiana: citiamo l’ultima fatica del rapper torinese che, con uno spensierato album di 12 pezzi dopo essere già stato anticipato da singoli di successo, ha italianizzato il genere latino-americano con sonorità catchy e forte attenzione ai refrain.

Linea 77 – Server Sirena
L’onda elettronica sui volti alternative metal: i Linea 77 si sono risvegliati in questo 2019 con un vortice di suoni innovativi, ma pur sempre malleabili per lo stile da loro proposto. Unendo infatti hardcore e rap, il collettivo torinese ha realizzato 6 tracce immediate e spensierate che ben si collaudano alla contemporaneità.

Levante – Magmamemoria
Quando l’indie colpisce il mainstream: Claudia Lagona ha consolidato la sua posizione cantautorale con un album sicuramente più ermetico rispetto a quello del 2017, ma in grado di fondere ogni sentimento ad uno strumento in dotazione, grazie all’uso dell’orchestra. 13 pezzi incentrati perlopiù sulla riflessione pacifica della nostalgia, scalzando stereotipi e barriere fra generi, come dimostrò il tripudio per il suo primo concerto nel tempio di Assago!

Niccolò Fabi – Tradizione e tradimento
Come si supera la perfezione? Attraverso lo smarrimento nella modernità, verrebbe da pensare dopo l’ascolto dell’11° fatica del cantautore romano. Infatti Fabi ha confezionato un album di 11 album senza forti pretese dopo il sorprendente “Una somma di piccole cose” del 2016 che persegue, con complessità minimalista, le paure quotidiane e le esternalizza con intimità nei suoi live, come accaduto all’Arcimboldi di Milano.

Gemitaiz e Madman – Scatola Nera
Un cambiamento ammorbidito dal successo: i due fratelli del rap tornano assieme per mostrare l’evoluzione naturale del rap con 12 brani che strizzano gli occhi al pop e alla spenseratezza dei testi, in attesa di fuoriuscire live nel 2020.

Emma – Fortuna
Una decade “fortunata”: ha inaugurato così l’avvento dei suoi primi dieci anni di carriera la cantante di Firenze, con produttori importanti al fianco e suoni rinnovati. Infatti Emma ha navigato in questi 14 brani fra ballad, rock e addirittura rap, sintetizzando quella versatilità artistica troppe volte sminuita e che verrà formalizzata nei live previsti nel 2020.

Cesare Cremonini – 2C2C Best Of
L’importanza del repertorio: il cantautore bolognese ha svolto un lavoro eccezionale per i suoi 20 anni di carriera, offrendo ai suoi fan ben 6 dischi con altrettante sfumature. Dagli inediti del primo CD, si passa alle versione piano e voce dei suoi maggiori successi, senza scordare rarità e addirittura lati strumentali del suo percorso discografico. In pratica si può ascoltare in beat la sua “storia della vita”, pronta a essere proiettata negli stadi italiani per tutta l’estate 2020.

Tiziano Ferro – Accetto Miracoli
Internazionalizzarsi per non estinguersi: è un Ferro fortemente volto ai suoni oltreoceanici che ci ha accolto a Novembre, dopo 3 anni di assenza. Grazie alla collaborazione fornita da Timbaland, il cantante di Latina ha ritrovato la sua verve stilistica con 14 pezzi originali che hanno ufficializzato la sua uscita dalla crisi interiore artistica che lo avevano frenato.

Willie Peyote- Iodegradabile
La forza dell’ironia per una società “usa e getta”: il rapper torinese ha allargato il suo target per la sua quinta comparizione discografica, analizzando con la classica risata tutti quei risvolti dell’epoca attuale. Smuovendosi fra pop e rock, Peyote ha mostrato tutta la sua versatilità artistica, celando un forte strato di riflessione sociale.

Marracash – Persona
Continuare a stupire, sempre: il King del Rap non ha deluso le aspettative, scavando a fondo fra anima e corpo fino a toccarne le parti anatomiche. Infatti ogni traccia ha celebrato una parte del fisico, attraverso featuring azzeccati e un sound calibrato, in grado di confermare l’originalità artistica che contraddistingue l’artista.

Tha Supreme – 23 6451
Il suono prima di tutto: Davide Mattei ha esorcizzato il dono dell’esordio con un album ricco di tracce (20), ma soprattutto di collaborazioni prestigiose, da Lazza a Fabri Fibra. Incentrato essenzialmente su quella spontaneità e impulsività giovanile, il disco ruota sulla varietà strumentali, dando quasi l’impressione di una voce aggiunta in post-produzione.

Zucchero – DOC
Rifugiarsi nella natura: ha agito così Fornaciari per annullare le preoccupazioni verso la deriva della modernità. Muovendosi in contesti prettamente ameni, l’artista di Roncocesi  si è avvalso di una produzione giovanile che potesse concretizzare ancor di più i suoi messaggi, fino a mostrarne l’importanza della libertà.

Jovanotti – Lorenzo sulla luna
Buon compleanno luna! Jovanotti non si è fermato ai suoi travolgenti party sulle spiagge italiane per caricare di attenzioni il nostro satellite, ma anzi si è concentrato con un album di cover improvviso, dove si è divertito essenzialmente nella libertà d’interpretazione. Infatti negli 11 pezzi prescelti, Cherubini ha fatto rivivere lo spirito freak dell’allunaggio con un sound moderno e come sempre originale.

Mina e Fossati
Il passato bussa sempre alla finestra: i due miti della musica italiana non hanno saputo resistere alla lontananza dalle scene, sfornando un disco-evento di altri tempi, che si smuove fra pezzi scenografici e stralci di ricordi densi di ritmi classici.

Salmo – Playlist Album
L’indipendenza del live: il rapper sardo ha ridisegnato i confini della performance, mettendo a nudo quella ricchezza sonora che caratterizza tutta la sua opera discografica. Nonostante i due inediti, fra denigrazione del Natale e autocelebrazione (“Salmo 23”), l’album ha raccolto essenzialmente i suoi 25 maggiori successi con la grinta e il coinvolgimento del pubblico, quasi rivoluzionandone il sound principale.

Gianna Nannini – La Differenza
Un tocco statunitense per ripartire: la rocker senese si è lasciata influenzare dall’energia creativa di Nashville per elaborare la sua 19° fatica in studio. Degna prosecuzione del precedente “Amore gigante”, l’album di 10 pezzi è servito a far riscoprire alla Nannini le sue radici folk-blues-rock, sfruttando tratti spontanei durante la scrittura dei testi ma soprattutto celebrando il classico amore con la “a” maiuscola.

Vasco Rossi – Vasco Non Stop Live 2019
Difficile riassumere in poche parole gli ultimi cinque anni di Vasco. Il Kom è tornato in cima al trono del rock italiano riempiendo stadi ed enormi spazi all’aperto. Quanto testimoniato nell’ultimo live album non è altro che la conferma di una ritrovata verve e di una voglia incontenibile di esibirsi davanti ai suoi felicissimi fan.

Luca Vincenzo Fortunato

Foto di Roberto Panucci

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