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I migliori album di rap italiano del decennio

Il rap italiano continua senza sosta a dominare le classifiche. Ultimo, in ordine cronologico, Marracash che con il suo nuovo album Persona ha esordito al primo posto nella classifica Fimi degli album e dei singoli. Partito come un genere di nicchia, il rap ha ormai fatto breccia nel cuore degli ascoltatori diventando un fenomeno pop a tutti gli effetti. È quindi arrivato il momento di tirare le somme, andando a ripercorrere gli ultimi dieci anni di rime e beat con una selezione degli artisti che più di altri hanno contribuito a far esplodere il rap italiano.

Fabri Fibra – Controcultura (2010)
Il sesto album in studio di Fabri Fibra presenta al suo interno quello che fino a oggi è il suo singolo più riuscito: Tranne te. Il rapper di Senigallia portò in giro per oltre un anno l’album Controcultura lungo tutto lo Stivale. Gli servirono tre anni per riprendersi da quel successo travolgente.

Guè Pequeno – Il ragazzo d’oro (2011)
Partito come side project, parallelo alla sua carriera con i Club Dogo, questo disco ha in realtà aperto le porte a una lunga carriera solista piena di certificazioni. Il ragazzo d’oro è già un classico di questo genere. Guè si dimostra uno dei rapper più versatili in circolazione. Ancora oggi è possibile sentire la titletrack del disco a tutto volume dalle macchine con i finestrini abbassati.

Marracash – King del rap (2011)
È l’album della consacrazione di Marracash. La strada del King del rap come lo conosciamo oggi è partita da qui, dal suo terzo album. Marracash passa dal rappare sui beat dolci fino al dubstep senza battere ciglio. Una playlist di stile e contenuti senza rivali.

Emis Killa – L’erba cattiva (2012)
L’esordio di Emis Killa è uno di quelli che hanno cambiato le regole del gioco. Emis ha messo le tende nelle radio italiane grazie a singoli di rap ibrido con forti ritornelli pop. Dopo il successo del brano Parole di ghiaccio quasi tutti i rapper italiani hanno provato con meno fortune a emularne lo stile.

Fedez – Pop-Hoolista (2014)
È l’album di rap italiano più venduto. Spinto dai singoli Magnifico e L’amore Eternit, Fedez ha dominato in lungo e largo le classifiche, esordito al Forum di Assago e preso parte alla giuria di X Factor. Un’escalation senza precedenti per un artista partito dai bassifondi del rap. Pop-Hoolista è un concept album davvero riuscito.

Gemitaiz e Madman – Kepler (2014)
Quando Gemitaiz e Madman uniscono le forze il risultato è sempre vincente. I due dopo un mixtape e un Ep hanno dato vita all’album Kepler. Tra extrabeat e ritornelli riusciti non c’è mai modo di annoiarsi durante l’ascolto. I due qui sono al meglio della forma.

Sfera Ebbasta – XDVR (2015)
Se ancora oggi si parla di trap il merito è di Sfera Ebbasta. Il primo insieme a Charlie Charles a rivoluzionare e dare nuova linfa al genere in Italia. Il suo è un percorso strabiliante, fatto di numeri da capogiro. Grazie all’avvento dello streaming e all’uso smodato dei social network il suo brand ha avuto una rapida ascesa. XDVR è uno di quei dischi che hanno cambiato la storia del rap italiano.

Salmo – Hellvisback (2016)
Il dominio di Salmo è iniziato a tutti gli effetti dopo l’uscita di questo album. Se prima era conosciuto solo da chi masticava quotidianamente pane e rime, con l’arrivo di Hellvisback ha definitivamente varcato il confine del mainstream entrando negli impianti audio di tutti. Grazie a dei live curati e senza rivali nell’ambiente, ha fin da subito dato filo da torcere ai colleghi che sono corsi ai ripari iniziando a inserire le band nei loro set live.

Marra e Guè – Santeria (2016)
Era la collaborazione che tutti i fan del rap italiano aspettavano. Due amici e due tra i rapper più forti del nostro paese finalmente insieme. Santeria è un album solido con all’interno uno dei brani più belli dell’ultimo decennio come Nulla accade. Un disco senza tempo.

Noyz Narcos – Enemy (2018)
Con il settimo e, probabilmente, ultimo album della sua carriera, Noyz Narcos ha tirato fuori il coniglio dal cilindro. Un progetto godibile dal primo all’ultimo minuto con barre crude e sonorità forti e decise. Il rapper romano non è mai stato così a fuoco.

Stefano Mazzone

Foto di Elena Di Vincenzo

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