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Mike Shinoda a Padova: proseguire onorando il passato

L’ombra di Chester Bennington e dei Linkin Park, è scontato dirlo, è aleggiata per tutto lo show di Mike Shinoda al Gran Teatro Geox di Padova. Il suo passato musicale è il leit motiv di tutta l’attesissima serata, seconda data del mini tour italiano dell’artista nippostatunitense.

Ma c’è stato un passaggio nel quale questo fantasma si è palesato nella sua forma più commovente, ed è stato quello più intenso dell’intero tour di Shinoda: l’accoppiata In The End / Numb proposta al pianoforte verso la fine del primo set. Una cosa che non è inattesa ma che arriva a culmine di un crescendo trascinato da un discorso, uno dei tanti della serata, sul non farsi mettere in mezzo nelle faide e nei clic bait, essendo i Linkin Park “una band di inclusione senza discriminazioni di orientamento sessuale. E se sei razzista, beh, puoi uscire da questa fottuta sala“.

Ma se il discorso può esser visto come una frase di circostanza, in un’epoca dettata dall’odio verso il diverso, il brivido sulla schiena arriva quando Mike Shinoda svela che queste parole furono dette dallo stesso Chester Bennington durante uno degli ultimi show dei Linkin Park in Regno Unito: “Di solito mi preoccupavo dei suoi sfoghi di rabbia, ma quella volta mi stupì”, ha puntualizzato il musicista.

Tolta questa ampia parentesi sul momento topico dell’intero concerto, la cosa che emerge da questo Post Traumatic European Tour è il fatto che, pur essendo considerato a ragione il mastermind della band californiana, Mike Shinoda da solo non ha la stessa potenza che ha se inserito nel perfetto meccanismo della band che lo ha reso famoso. Questo anche a causa della scelta di farsi accompagnare da due turnisti che non aggiungono, e anzi tolgono, impatto alla sua proposta al di fuori dei tanti pezzi dei Linkin Park suonati.

Quando Shinoda si presenta da solo o in pezzi hip hop oriented come negli estratti dei Fort Minor (e, diciamola tutta, il suo flow è entrato dritto nell’immaginario collettivo) lo spettacolo regge ed è coinvolgente, ma nelle parti iniziali e in altri momenti della serata, come sull’accoppiata Welcome e Hold It Together, fatica a decollare.

Sulla scaletta che varia di frequente è già stato detto tutto: una grande scelta in un’epoca nella quale gli artisti propongono delle setlist che non variano di una virgola per un’intera annata. Il merito di Padova è quello di vantare alcuni pezzi che sono al debutto in questo tour. Una scelta dovuta grazie soprattutto al pubblico, numeroso (ma non da far raggiungere il sold out al Gran Teatro Geox) e capace di esprimere un calore e un boato da palazzetto gremito.

E se The Catalyst arriva a sorpresa ad inizio encore, guidata dal coro del pubblico, non da meno sorprendente è Can’t Hear You Now anch’essa proposta per la prima volta in questo contesto. Un calore che sfocia in veri e propri momenti karaoke, che confermano ancora di più la fedeltà incondizionata dei fan dei Linkin Park a certi pezzi, ricambiata dallo stesso Shinoda che scenderà in alcuni momenti dal palco per abbracciare i propri aficiondaos.

Nessuno probabilmente vorrebbe essere nella situazione di Mike Shinoda: è tangibile la sensazione che debba ancora superare il lutto che ha colpito sì la band della quale fa parte, ma prima di tutto un compagno di un lungo capitolo di vita.
Un plauso quindi per questa scelta di continuare da solo, in una sorta di percorso di liberazione da certi fantasmi.
Ma se le basi sono solide, quello che manca è la scelta di comprimari di livello che possano rendere questo suo progetto solista non una riproposizione del suo passato inframmentata da alcuni singoli (buoni, come Running From My Shadows, o anonimi, come Ghosts) ma un qualcosa con una sua identità.

La scaletta del concerto
Welcome (Fort Minor)
Hold It Together
Remember the Name
(Fort Minor)
When They Come for Me (Linkin Park)
Ghosts
Nobody Can Save Me (Linkin Park)
Make It Up as I Go
Sorry for Now (Linkin Park)
Can’t Hear You Now
Waiting for the End / Where’d You Go
Hands Held High (Linkin Park)
In the End (Linkin Park)
Numb (Linkin Park)
About You
Over Again / Papercut (Linkin Park)
The Catalyst (Linkin Park)
Wisdom, Justice, and Love (Linkin Park)
Iridescent (Linkin Park)
Prove You Wrong
Castle of Glass (Linkin Park)
Good Goodbye / Bleed It Out (Linkin Park)
Running From My Shadow

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Nicola Lucchetta

Foto di Francesco Prandoni

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