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Morrissey fermato a Roma, la sua versione dei fatti e quella della Questura

La (dis)avventura di Morrissey a Roma, fermato per un controllo in pieno centro della Capitale e a suo dire minacciato da un poliziotto, sta riempiendo giornali e blog online per la sua naturale carica virale. Cosa gli è successo davvero è un trattato di notizie e giornalismo musicale, al di là dei complottismi facili cui ci ha abituati l’ex cantante degli Smiths nel corso degli ultimi anni.

Morrissey fermato a Roma, la sua versione dei fatti e quella della Questura

La storia prende il via da un post su Facebook caricato dal nipote di Morrissey, Sam Esty Rainer, anche fotografo ufficiale del cantante. Il post racconta che Morrissey è stato fermato alle 19.45 in via del Corso da un poliziotto che, traduciamo testualmente, “ha terrorizzato Morrissey per 35 minuti chiedendogli i documenti. Morrissey non aveva documenti”.

A quanto emerge dal racconto del fotografo, il poliziotto avrebbe comunque riconosciuto Morrissey, che si è trincerato dietro “Conosco la legge, conosco i miei diritti, non ha ragione di fermarmi”. Intanto si erano raggruppate oltre cento persone a guardare la scena, e sembra che il poliziotto tenesse la mano sulla pistola per tutta la durata della conversazione. Dopo 35 minuti di confronto, Morrissey se ne sarebbe andato senza che venisse seguito in alcun modo.

Le dichiarazioni di Morrissey sono ancora più dure: “È stato un atto di terrore deliberato da parte di un poliziotto, che non aveva il numero identificativo ma una moto la cui targa era G2458. Non ho violato la legge e non mi sono comportato in modo sospettoso. Lui ha sbloccato la pistola e mi ha urlato in faccia, alcune persone sono venute a salvarmi. È successo fuori dal negozio Nike, molte persone hanno filmato questo uomo impazzito. Credo che mi abbia riconosciuto e che mi volesse spaventare. Non ho risposto nonostante credessi che fosse prossimo a spararmi. Mi appello alle persone perchè facciano attenzione a questo poliziotto aggressivo e pericoloso, potrebbe uccidervi” ha concluso Morrissey nella dichiarazione seguita al post del nipote.

Il post di denuncia di Sam Esty Rainer è stato corredato dalla foto dell’ufficiale di polizia.

La Questura di Roma ha replicato a Morrissey attraverso le pagine di Repubblica e la storia sarebbe andata in maniera un bel po’ diversa da quanto emerso dal post indignato su Facebook. Moz e nipote sarebbero arrivati in macchina a tutta velocità e contromano su Via del Corso, nella zona parzialmente pedonalizzata, che in quel momento era piena di gente impegnata a fare shopping. Dato l’alto livello di allerta terrorismo, i poliziotti in moto hanno fermato immediatamente la macchina per identificare gli occupanti.

Stando alla replica della Questura, a Morrissey sono stati chiesti i documenti per quattro volte e invece di dire che li aveva dimenticati in albergo, l’ex cantante degli Smiths si è impuntato nel sostenere che non avessero il diritto di controllarlo. Alla fine una ricerca su Google e qualche spiegazione hanno chiarito chi fosse il fermato d’eccellenza, e la questione si sarebbe risolta con la consegna della multa. L’agente non avrebbe mai sfoderato la pistola come sostenuto da Moz.

Morrissey avrebbe poi detto all’agente “lei diventerà famoso”, alludendo probabilmente alla foto pubblicata sui social dal nipote; fotografia resa pubblica che potrebbe costare a Moz e a Sam Esty Rayner una denuncia per diffamazione da parte del poliziotto e della stessa Questura di Roma.

Per quanto riguarda il mistero delle presunte sette date di concerti in Italia di Morrissey, il cantante avrebbe deciso di cancellarle senza nemmeno ufficializzarle. Tutto al condizionale, ovviamente, perché di queste sette date non c’era alcuna notizia in giro: l’unica certa è quella ancora in programma allo Sferisterio di Macerata il 6 settembre. Sempre che l’imprevedibile Moz non ci ripensi, in nome della libertà di girare senza documenti in tempi di allerta terrorismo o per l’ennesima polemica sui brutti posti dove deve suonare nel nostro Paese.

Arianna Galati

Foto di Cristina Checchetto

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