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Vent’anni fa usciva Showbiz, il primo album dei Muse

Il 7 settembre 1999, in Francia, in anticipo di qualche settimana rispetto al resto del mondo (Showbiz uscirà il 28 settembre in USA e solo il 4 ottobre in UK per esempio), veniva pubblicato il disco d’esordio di una delle band di maggior successo degli ultimi vent’anni: i Muse.

20 ANNI FA…
Raccontare i Muse di fine anni Novanta è surreale per chi ha ancora gli occhi pieni di uno degli ultimi esplosivi tour del trio britannico. Si comincia dallo scantinato della nonna di Matthew Bellamy. Ma ve li immaginate i Muse, quelli che oggi ci accecano negli stadi, a insonorizzare una stanza umida con i cartoni delle uova? Ecco, è proprio in questo affascinante contesto che è nato Showbiz, i cui brani – o almeno buona parte di essi – vennero scritti da Bellamy nella seconda metà di quel decennio, ben prima che la band assumesse il nome che oggi si legge su magliette, fascette e cappellini.

Il 1999 è caratterizzato dall’esplosione di Internet come fenomeno di massa e dalla sua diffusione sempre più capillare. In ambito musicale il figlio di questa rivoluzione è Napster, la piattaforma di file sharing creata da Shawn Fanning e Sean Parker proprio nel giugno ‘99 e destinata a cambiare per sempre l’industria musicale. La fruizione digitale porta a un ammorbidimento delle strutture di genere, con alcune delle correnti di successo che iniziano a flettersi e a contaminarsi tra loro. In questo scenario la proposta dei Muse viene accolta generalmente in maniera positiva, ma con qualche riserva dovuta più che altro alla sensazione che si tratti di un lavoro poco originale e vagamente derivativo.

Nonostante questo il disco vende molto bene (300mila copie nel Regno Unito e oltre 700mila a livello globale) e permette alla formazione di farsi notare, specialmente negli Stati Uniti, concentrando l’attenzione dei più su uno dei tanti loro punti forti: le performance dal vivo.

IL DISCO
Di Showbiz colpiscono subito due cose: quel piano e quella voce. Nonostante la compattezza del trio, il ruolo del frontman e principale autore dei Muse è egemonicamente primario. Già dai primi secondi di Sunburn il talento del poliedrico Bellamy prende il sopravvento sull’ascoltatore e lo accompagna alla scoperta di un disco cupo e dominato da acuti da brivido.

In realtà già in Muscle Museum, secondo pezzo in tracklist, il ruolo della sezione ritmica rende giustizia all’apporto di Dom e Chris. Le influenze progressive sono ancora al primo stadio, ma esercitano già un discreto fascino. Ne è la prova la splendida title-track, forse il punto più alto del songwriting dei primi Muse, che mette in bella mostra l’ampio range vocale di Matthew e la grande qualità compositiva che il trio già padroneggia.

I Muse danno un assaggio della loro potenza in Cave e nella rabbiosa Uno, le quote più squisitamente alternative del disco. Ma restano le atmosfere oniriche dei pezzi più lenti a dominare la scena: sono infatti Falling Down e Unintended a smuoverci le viscere e farci credere che ci sia qualcosa di straordinario in questo progetto. Si intravede quel tessuto epico sul quale i Muse ricameranno i loro amati concept, tra suggestioni post-apocalittiche e fantascientifiche.

…E OGGI
Otto album e vent’anni dopo, Showbiz osserva i fratelli minori con diffidenza e forse un pizzico di complesso di inferiorità. Sa di essere il meno eclettico della famiglia e di essere quello che aderisce con maggior fatica alla definizione della band. La profonda inquietudine rock e i toni cupi e primordiali dei giovani inglesi, lo lasciano un passo indietro rispetto all’universalità (che non si traduce necessariamente qualità) dei successivi capitoli della discografia. Ma Showbiz sa anche di essere l’innesto fondamentale tanto per i Muse quanto per l’alternative rock moderno.

Showbiz è l’album che ha reso possibile l’edificazione della maestosa carriera di uno dei nomi di maggior successo del Terzo Millennio. Una delle poche formazioni rimaste inalterate fin dalla loro fondazione. Sono Matthew, Dominic e Chris sin dal principio e in due decenni di musica non hanno mai dato modo alla stampa di speculare su possibile fratture interne al gruppo. Una rarità che sicuramente ha contribuito alla riuscita di un progetto così ambizioso.

Vuoi sentire dei musicisti sopraffini suonare dal vivo con un mixing di prim’ordine? Vai a sentire i Muse. Vuoi vedere un concerto rock esplosivo? Vai a vedere i Muse. Vuoi vedere uno show faraonico, pieno di trovate sceniche pazzesche da lasciare di stucco anche i fan dei Kiss? Vai a vedere i Muse. Vuoi prendere parte a un rito collettivo tra i più divertenti tra quelli che il mondo dell’entertainment ha da offrire oggigiorno? Vai a vedere i Muse.
Vuoi sapere da dove tutto questo ha avuto inizio? Vai a sentire Showbiz.

Umberto Scaramozzino

Foto di Francesco Prandoni

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