Onstage
necrophagist-epitaph-2004

Epitaph dei Necrophagist compie 15 anni

Per molti il death metal tecnico (e nelle sue espressioni più contemporanee progressivo) è stato la rovina della musica estrema propriamente intesa, rappresentata e difesa dal black metal piuttosto che dai mostri sacri del genere come Morbid Angel e Cannibal Corpse. Dai primi esperimenti firmati Atheist e Cynic che approcciavano jazz e fusion in chiave estrema, fino all’evoluzione continua e meravigliosa dei Death, fino ai matrimoni con il grind evoluto in intarsi melodici (vedere alla voce Carcass), i Novanta sono un fiorire di contaminazioni.
I Necrophagist in questo arrivano sostanzialmente a cose fatte, con un’ammirazione sconfinata per i Death post Human e altrettanto per il gore in stile primi Carcass.
Muhammed Suiçmez (tedesco di chiare origini turche) è il mastermind di un progetto che, in un modo o nell’altro, darà i natali agli Obscura e a decine di emuli da un certo punto dei Duemila in avanti. Per i fan dell’underground, la sua band è quella più accreditata per proseguire quanto proposto dai già citati Death, in realtà la visione del musicista è sicuramente vicina a quella del compianto Schuldiner, ma anche ben differente in alcuni punti.

L’incontro delle partiture complesse con un mood prettamente neoclassico (!!) è il germe che si coglie già nel primordiale esordio Onset of Putrefaction (1999), ma il mondo scopre i Necrophagist solo con Epitaph, seconda e ultima opera della band di Suiçmez. Insieme a lui ci sono anche Christian Münzner (chitarra) e Hannes Grossmann (batteria), futuri membri degli Obscura (che Kummerer fonda nel 2002) che si imporranno leader di questo sottogenere col fulminante Cosmogenesis (2009).

The Stillborn One e Only Ash Remains rappresentano alla perfezione il pensiero di Suiçmez e la dirompente forza comunicativa delle composizioni che compongono la tracklist dell’album. Impossibili da descrivere a parole semplici, le canzoni travalicano la classificazione e mostrano un modo di suonare e di comporre poche volte ascoltato in campo estremo fino a quel momento. In generale tutto Epitaph merita di essere vissuto senza soste ed elementi di disturbo. Un’esperienza vi renderà migliori.

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI