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Niccolò Fabi in concerto a Milano, un lungo viaggio emotivo e multisensoriale

Un lungo viaggio emotivo, tra scenari musicali e visivi densi di colori, forme e sapori. In altre parole, multisensoriale. Così potremmo descrivere il concerto sold out di Niccolò Fabi, che ieri sera ha incantato il pubblico del teatro degli Arcimboldi di Milano.

La seconda tappa del tour nei teatri della Penisola a supporto del nuovo album Tradizione e Tradimento era molto attesa e la città ha saputo dimostrare il proprio affetto e calore nei confronti del cantautore romano. Due ore di spettacolo, anche se forse questo termine è riduttivo nel descriverlo. Partendo dalla parte più “spettacolare” della scena, sul palco sono disposti led verticali luminosi e schermi, quasi come a voler creare una cornice agli strumenti musicali. Su di essi si alternano colori, forme, oggetti, paesaggi naturali e umani che toccano i sensi dello spettatore e accompagnano magistralmente le canzoni, passo dopo passo.

Il concerto inizia quasi timidamente con i brani del nuovo disco, suonati uno dietro l’altro, e caratterizzati da una produzione più innovativa e sperimentale rispetto ai dischi precedenti, pur rimanendo fedele all’identità del cantautore. Fabi saluta il pubblico solo dopo il quinto pezzo, rompendo il momento di apnea emozionale instaurato. L’atmosfera si riscalda con le canzoni dell’album Una somma di piccole cose che il pubblico canta sussurrando, forse per paura di rompere la magica atmosfera ma desideroso di partecipare a quanto sta accadendo.

La voce di Niccolò non è mai in difficoltà, e non lo sono nemmeno i fedeli musicisti che lo accompagnano, legati da una sintonia evidente. Roberto Angelini, Pier Cortese, Alberto Bianco, Daniele Rossi e Filippo Cornaglia non sono disposti dietro al cantautore, ma lo circondano, disposti simmetricamente e dando l’impressione, anche a livello visivo, di essere una vera band che prende per mano lo spettatore e lo accompagna in un viaggio. I picchi emotivi della traversata nel viaggio musicale e di vita del cantautore, che ad oggi conta oltre venti anni di carriera, sono rappresentati dai brani più famosi del suo repertorio, come Una buona idea, Costruire e l’encore costituito dal trittico Vento d’estate, Il negozio d’antiquariato e Lasciarsi un giorno a Roma, che vale una vera e propria standing ovation di tutto il teatro.

La scaletta, costruita in maniera ragionata ed equilibrata, segue un climax efficace. L’idea è quella di aver assistito ad un concerto intimo, silenzioso, dove idee, sentimenti ed emozioni non vengono gridate ma sussurrate, arrivando in maniera dolce, commovente e tagliente a chi ha avuto la fortuna di assistervi.

La scaletta
A prescindere da me
Amori con le ali
Io sono l’altro
I giorni dello smarrimento
Nel blu
Una somma di piccole cose
Facciamo finta
Filosofia agricola
È non è
La promessa
Solo un uomo
Una buona idea/Indipendente
Ecco
Vince chi molla
Una mano sugli occhi
Costruire
Scotta
Tradizione e tradimento
Vento d’estate
Il negozio di antiquariato
Lasciarsi un giorno a Roma

Sara Beretta

Foto di Alessandro Bremec

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