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NOFX, Punk In Drublic compie 25 anni

Un quarto di secolo per Punk In Drublic, il quinto album in studio dei NOFX. Il disco, pubblicato il 19 luglio 1994 sotto etichetta Epitaph Records, è il più grande successo commerciale della band americana e uno dei titoli più amati del punk a stelle e strisce.

25 ANNI FA…
Il 1994 è un anno pazzesco per gli amanti del punk. Pochi mesi prima della release dei NOFX, infatti, vedono la luce due dischi entrati nella storia del punk rock americano: Dookie dei Green Day e Smash degli Offspring. Il successo commerciale di queste due pietre miliari degli anni Novanta fa sì che anche altre formazioni godano di un bella spinta commerciale.
Per i NOFX l’uscita di Punk In Drublic è un bel punto di svolta, perché riescono a raggiungere un notevole successo nonostante abbiano sempre sistematicamente rifiutato ogni scorciatoia, da MTV ai contratti con le major. Pur restando fedeli ai loro assiomi, si lasciano comunque trasportare dall’onda melodica che ha trasformato una scena underground in un’esplosione mainstream.

IL DISCO
Le tracce sono 17, i minuti 40. Dieci dei quali sono rappresentati dagli ultimi due pezzi in tracklist. Il titolo del disco è l’anagramma di “Drunk in Public” e descrive con estrema efficacia chi sono i NOFX e qual è il loro ruolo: sono quelli che arrivano, creano scompiglio, offuscano le idee, ma lasciano il segno.
Il disco contiene tre dei pezzi più importanti e famosi di tutto il repertorio del combo americano: Linoleum, Don’t Call Me White e The Brews. Insieme compongono un formidabile manifesto del sound (dall’hardcore allo street punk) e delle tematiche dei NOFX. Don’t Call Me White, in particolare, con la sua irruenza e il suo potente messaggio socialmente impegnato contro stereotipi e categorizzazioni, questa volta da un punto di vista differente.
Siamo nel territorio del punk-hardcore più melodico, ma tra i pochi compromessi accettati dai NOFX c’è anche qualche piccola incursione addirittura nel pop punk. Ne è un esempio Flea, la più fruibile del lotto, che fa il paio con la bella ballata My Heart Is Yearning e concede qualche attimo di respiro in un album che altrimenti correrebbe come un treno senza freni.

…E OGGI
I NOFX non hanno mai superato l’apice di metà anni Novanta e negli ultimi anni hanno anche vissuto momenti complicati, specie dopo le infelici dichiarazioni di Fat Mike e Melvin sul palco del Punk Rock Bowling & Music Festival di Las Vegas. In quell’occasione i due membri del combo statunitense si lasciarono andare a battute di cattivo gusto sulla sparatoria al Route 91 Harvest Festival dell’1 ottobre 2017, quando 59 persone persero la vita. Inutile dire che l’episodio portò diverse grane in casa NOFX, compresa una discreta operazione di boicottaggio poco sensibile alle doverose scuse dei diretti interessati. Nonostante questo Fat Mike e soci sono riusciti a organizzare di recente il loro Punk In Drublic Craft Beer & Music Festival, un evento che doveva essere un esperimento e che invece ha portato la celebrazione dei NOFX in giro per il mondo, Europa compresa, insieme a tantissimi comprimari della scena punk: Bad Religion, Lagwagon, Less Than Jake, Anti-Flag e tanti altri.
In poche parole i NOFX sono ancora oggi i portabandiere di un modo di fare e concepire il punk che dal 1994 a oggi ha prodotto tanti tentativi di imitazione, più o meno riusciti. Merito anche e soprattutto di Punk in Drublic, che la band stessa oggi celebra, insieme a tutti noi.

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