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Far Beyond Driven dei Pantera compie 25 anni

Cos’hanno in comune Lady Gaga, Bradley Cooper e i Pantera? Tutti hanno avuto un disco al numero uno della classifica americana nel mese di Marzo. Classifica Billboard 200 eh. Quella seria. I Pantera. Nel ’94. Alla faccia del grunge che ammazza il metal.

Far Beyond Driven compie 25 anni e quel disco rimane la summa di cosa significhi il marchio Pantera, nel bene e nel male. E’ allo stesso tempo il disco più Pantera di tutti, e meno Pantera di tutti: prende a pugni in faccia i due dischi precedenti ma le loro influenze sono lampanti. Sarà per loro il punto di arrivo (artisticamente parlando) ma anche il punto di partenza per i loro progetti alternativi (Down, Superjoint Ritual etc etc) e per il metal americano del futuro. Il nu metal che fu e il metalcore di oggi partono da qui, con questo album in prima posizione nel Marzo 1994.

25 ANNI FA…
I Pantera erano un gruppo di orribili e sporchi Texani (nel senso letterale di mancanza di igiene) che per tutti gli anni ’80 non aveva imbroccato un disco. Nel ’90 la svolta con Cowboys From Hell: nuovo look, nuova attitudine, sound nuovo di zecca. Ribaltarono il mondo metal a colpi di groove e con una carica energetica travolgente. Al megafestival Monsters of Rock in Russia, davanti a 500 mila e passa persone, gli AC/DC sono i grandi vecchi headliner, i Metallica la band numero uno al mondo e i Pantera il nuovo che avanza. Nel ’92 con Vulgar Display of Power si capisce che non sono un fuoco fatuo: più groove, riff indimenticabili, più schiaffi ma canzoni che si riescono ancora a cantare. Poi si inizia a fare sul serio: i Nostri sbroccano.

IL DISCO
Può essere indicativa la copertina con un culo trivellato (ve l’hanno mascherata per farlo sembrare un teschio ma fidatevi: è un culo trivellato). Far Beyond Driven è una mattonella di 56 minuti dove la melodia è un superfluo di cui si sono quasi completamente sbarazzati (riusciranno pure a fare di peggio/meglio, a seconda dei gusti). Il batterista picchia come un fabbro, il chitarrista vi scartavetra la faccia e il cantante vi sbraita addosso tutto quello che ha dentro. Le canzoni non sono ‘schegge impazzite’: pur non avendo durate eccessive, sono chirurgicamente costruite per avere cambi di tempo e atmosfera, come se ci fossero un altro paio di mini-brani contenuti in ciascun pezzo. Insomma, sapete che verrete fatti a pezzi, ma non sapete ancora come.

Certo c’è una Slaughtered che ti tira giù dalle scale e ti calpesta, ma la velocità non è sempre smodata, anzi: ci sono parecchi rallentamenti spaccacollo, figli dei Black Sabbath, tributati direttamente con la cover finale di Planet Caravan, unico momento di respiro nel disco. Ci sono gli arpeggi sinistri degli Slayer, ci sono i fill di batteria dei Judas Priest di Painkiller (Strength Beyond Strength). Il lento e cadenzato è il loro pane, vedere 5 Minutes Alone, e Dimebag Darrell rimane uno dei più innovativi mostri della sei corde (gente come Zakk Wylde ne farà una malattia per quella strizzata di whammy alla fine del riff di Becoming).

Phil Anselmo -il cantante- sta male. In tutti i sensi. I’m Broken è un resoconto realistico delle sue sofferenze, quella doppia ernia alla schiena per cui non si curerà adeguatamente (quando hai un disco al numero uno non cancelli il tour), andando a finire schiavo dell’eroina. Ma anche di testa non stava benissimo: “Mi sono scopato la tua ragazza ieri notte/mentre russavi e sbavami, mi sono scopato il tuo amore/mi chiamava paparino/e io la chiamavo baby mentre la sculacciavo/la chiamavo zuccherino mentre la mangiavo viva fino all’alba”. Scoprite voi come finisce la storia.

I Pantera si erano trovati improvvisamente al top, considerati i più cattivi, i più pericolosi, i più senza controllo. Anselmo è l’apice di questo muro sonoro: ce l’ha con il padre (25 Years), con chi cerca di imprigionarlo in una relazione (Shedding Skin), con il nuovo status della band (Becoming).
E’ un muro sonoro che porta il thrash a nuovi livelli. Use My Third Arm va quasi nel death metal, una lezione di violenza in musica mentre i grandi del genere (vedi Metallica e Megadeth) smorzavano decisamente di toni.

…E OGGI
Da qui in poi sarà un gran casino, la band verrà divorata dalla droga e dalle lotte intestine. I quattro faranno ancora tanta musica, a volte buona, a volte dimenticabile, ma all’apice di quel 1994 non si tornerà mai. La tragica scomparsa di Dimebag Darrell (assassinato mentre suonava dal vivo nel 2004), e la recente scomparsa del fratello Vinnie Paul hanno definitivamente chiuso la possibilità di rivedere parte del nucleo storico di una delle band più importanti di ogni tempo del metal su un palco. Oggi comunque potete ancora passare un pomeriggio di allegre mazzate ascoltando l’ultima versione del disco, rimasterizzata e pubblicata nel 2014, contenente anche un disco bonus con l’esibizione al Monsters of Rock del ’94, con una scaletta da professionisti del pogo. Oppure vedervi Phil Anselmo dal vivo che ripropone le canzoni dei Pantera del tempo che fu. Ma nulla sarà mai più paragonabile a quella macchina da guerra inaudita che erano i quattro negli anni novanta.

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