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I 40 anni di Pink e il girl power nella musica che devi conoscere

L’8 settembre 2019 compie quarant’anni Alecia Beth Moore, cantautrice statunitense che tutti conosciamo come P!nk. Un’artista che ha iniziato la sua carriera poco più che ventenne con un disco di successo come Can’t Take Me Home, trascinato dai singoli Most Girls e There You Go, che ha dato l’inizio ad una lunga carriera costellata di numerosi successi.
Pur raggiungendo la sua prima numero uno in collaborazione nel 2001 con Lady Marmalade, il brano inciso per la colonna sonora del Moulin Rouge di Baz Luhrmann insieme a Christina Aguilera, Lil’ Kim e Mya, e quello da solista nel 2008 (So What), la discografia di P!nk vanta decine di milioni di copie vendute, concerti sold out in tutto il mondo (nutre un successo enorme in Australia) e uno stile che la distingue dalla massa.

Perché è questo il punto di forza dell’artista statunitense: quello di essere stata sin dagli esordi un soggetto al di fuori di ogni schema, la vera e propria personificazione del Girl Power, più di altre colleghe come le quasi contemporanee Spice Girls, che ne fecero un vero e proprio claim: anticonformista, atletica (il video del già citato singolo Most Girls ne è un esempio) e dalla personalità debordante. Inoltre negli anni ha anche ricoperto un ruolo da attivista per i diritti degli animali, facendo da testimonial anche per PETA, e della comunità LGBT, esponendosi a favore del matrimonio fra persone dello stesso sesso.

P!nk è stata una delle esponenti del Girl Power in musica, che già timidamente si era fatto sentire negli anni ma che poi, nel terzo millennio, è letteralmente esploso. Un mondo che cerchiamo di esplorare con un elenco che non è esaustivo (mancano tanti nomi, soprattutto nel mainstream), ma che prende ispirazione sia dalle star da classifica ma anche dai nomi un po’ meno noti.


Aimee Interrupter – The Interrupters
In un mondo prettamente maschile come lo ska, la figura di Aimee è quell’eccezione che, pur confermando la regola, non può lasciare indifferenti: uno stile personale che ha permesso alla band di ottenere un successo sin da subito.


Alice Merton
La cantante tedesca è esplosa anche nel nostro paese con No Roots all’inizio del 2018. Una vera e propria cittadina del mondo (possiede passaporto canadese e britannico e nel corso della sua vita ha vissuto tra Europa e Nordamerica) che ha voluto urlare la sua opinione con il suo primo singolo, ad oggi il suo brano più famoso.


Azealia Banks
Per un momento sembrava essere il nome pronto a rivoluzionare il mondo dell’hip hop da un momento all’altro, ottenendo un successo fulmineo con 212 al punto di ottenere elogi pubblici anche da NME. Poi si sarà anche persa via, ma l’impatto di questa canzone uscita ormai otto anni fa è ancora devastante.


Billie Eilish
Ultima arrivata del lotto, da teenager è riuscita a scompigliare le carte in tavola proponendo un pop elettronico adorato dai giovanissimi ma che affascina anche insospettabili adulti.


Courtney Love – Hole
Una delle rappresentanti della vecchia scuola, diventata famosa per essere stata la consorte di Kurt Cobain ma che poi è riuscita a ritagliarsi un ruolo come leader delle Hole. Una delle bad girl più note del panorama internazionale.


Cristina Martinez – Boss Hog
Compagna di vita del leggendario Jon Spencer, è stata anche cantante dei Boss Hog, nei quali militava anche il noto chitarrista statunitense. Una donna dal carisma incredibile e che ha giocato molto sulla sensualità, al punto di presentarsi completamente nuda al suo primo show.


Debbie Harry – Blondie
La madrina di ogni nome presente in questa lista: iconica, influente, carismatica, leader dei Blondie e simbolo della scena punk newyorkese. Non serve altro.


Hayley Williams – Paramore
Per un periodo ha rischiato di diventare un’icona della musica alternativa del terzo millennio. Anche se non ha raggiunto l’impatto di una Debbie Harry la sua influenza in un preciso filone, quello del pop punk, è stata innegabile.


Janelle Monàe
Una delle popstar più clamorose del secolo è anche un’icona di stile, un’artista a tutto punto e un’eccellente autrice, capace di collezionare numerose nomination ai Grammy. Anche lei sensibile alla causa LGBT, ha dichiarato la sua pansessualità.


Juliette Lewis
Attrice e musicista, sotto ogni fronte Juliette Lewis ha dato sfoggio di un carisma e di una grinta seconde a nessuno. Anche se la carriera musicale non è mai stata caratterizzata da grandi sprazzi artistici, la sua interpretazione della cantante Faith nella pellicola Strange Days l’ha consegnata di diritto nei libri di storia.


Karyn Crisis – Crisis
Colei che ha sdoganato il sesso femminile come cantanti nel genere death metal. Non fosse stato per lei, Walls Of Jericho, Arch Enemy e tanti altri non sarebbero mai esistiti. A suo modo, un’icona.


Kim Gordon – Sonic Youth
Bassista di una delle band simbolo dell’alternative rock a stelle e strisce, Kim Gordon è stata uno dei membri storici dei Sonic Youth dalla nascita allo scioglimento, non trascurando la sua femminilità per un istante e diventando un simbolo del rock al femminile.


Lauryn Hill
A distanza di vent’anni Lauryn Hill ha inciso quel Miseducation Of Lauryn Hill che rimane uno degli episodi, se non il miglior episodio, del pop contemporaneo. Un disco che è arrivato dopo i successi inanellati con i Fugees ma al quale non è seguito nessun altro lavoro in studio. Questo a causa del genio e sregolatezza di una delle personalità più dirompenti del pop.


Lynn Gunn – Pvris
Artista destinata a diventare un nome forte del panorama alternative pop mondiale (l’abbiamo vista di recente sul palco del Milano Rocks), Lynn Gunn è una persona che ad oggi è tra le musiciste e le voci del movimento LGBT più in vista.


MIA
Colei che ha di fatto codificato il pop contemporaneo, è un’artista a 360°: musicista, cineasta, autrice e pittrice, la londinese di origine Tamil si è più volte esposta pubblicamente per la causa del suo popolo e in difesa dei più deboli, tema che è tra i fil rouge dei suoi testi. Una delle artiste più importanti di questo millennio.


Missy Elliott
Uno dei nomi più in voga dell’hip hop al femminile, è considerata da molti come la vera e propria regina del genere. Un motivo più che sufficiente per inserirla in questa lista.


Neneh Cherry
Pur avendo raggiunto una grandissima popolarità a metà anni novanta con la hit 7 Seconds incisa con Youssou N’Dour, la cantante svedese ha deciso di mantenere negli anni un profilo basso, senza inficiare la qualità artistica dei suoi lavori, sempre a livelli superlativi, e collaborazioni di grido come quelle con i Gorillaz.


Nic Endo – Atari Teenage Riot
Insieme ad Alec Empire il motore musicale del collettivo tedesco. Lei, oltre a sfornare un disco iconico come 60 Second Wipeout, sarà tra i compoenti attorno al quale ruota il gruppo dopo il ritorno avvenuto nel 2010, dopo 10 anni di silenzio a causa del decesso di Carl Crack.


Sandra Nasic – Guano Apes
Pur essendo finita in sordina negli ultimi anni, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Zero Sandra Nasic è stata una vera e propria personalità carismatica nell’alternative rock europeo, grazie anche al seguito mediatico e a video come quelli di No Speech e Open Your Eyes.


Shirley Manson – Garbage
L’unica vera e propria icona rock insieme a Debbie Harry: carismatica e sensuale, Shirley Manson ha creato uno stile che è diventato riconoscibile ed è stata, insieme agli altri componenti dei Garbage, protagonista di alcune delle più interessanti pagine del rock di fine anni Novanta.

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