Onstage

Post Malone accende lo Sziget 2019

La quinta giornata dello Sziget Festival è stata una vera festa. Complice una line up molto twenties, fresca e contemporanea, l’atmosfera che si respira è ancora più distesa e rilassata, ma è comunque palpabile l’attesa per il concerto di Post Malone, headliner della giornata dell’11 agosto. Complice, anche, il nostro secondo giorno sull’isola della libertà: pur sulla scia dell’entusiasmo dell’arrivo, si inizia già a prendere confidenza con calendario, spostamenti (chilometri e chilometri percorsi a piedi!), attività, palchi ed esibizioni.

In attesa del main act abbiamo deciso di andare alla scoperta dell’isola di Obuda per raccontare alcune delle “bandiere” che sventolano sulla mappa. Sì, perché il pezzo di terra galleggiante sul Danubio su cui, per l’intera settimana di agosto, ogni anno, accorre una sterminata folla non solo dall’Europa ma anche da Oltreoceano, è una città in miniatura.

Collegato da ampi sentieri sterrati che attraversano la vegetazione e le tende dei campeggiatori, lo Sziget conta innanzitutto tre villaggi. Il Global Village racchiude l’eterogeneità degli artisti provenienti da tutto il mondo; l’Afro-Latin-Raggae Village, con workshop di capoeira, samba, danze egiziane ed esibizioni dal ritmo tribale, è un tripudio di colori; l’Hungarikum Village è una porta aperta sulla cultura e sulle tradizioni ungheresi.

Proseguendo, cartina in mano o facendosi guidare dalle insegne a forma di freccia ad ogni incrocio, si individuano le aree di riferimento con le rispettive attività. Varcate le soglie dell’Artzone, ci si ritrova in un prato di casottini con laboratori di fotografia, cucito e disegno. Si possono testare direttamente alcuni marchingegni costruiti per generare strani suoni, muovere turbine, produrre energia. Chi sale in sella e pedala una vecchia bici arrugginita collegata a degli ingranaggi, chi ascolta le onde sonore con lo stetoscopio… insomma non ci si annoia mai!

Lo confermano (anche con immenso coraggio, date le temperature altissime!) i frequentatori dell’area sport dove sono allestiti campi da beach volley, calcio, tennis, un box di crossfit e corsi di varie discipline. Lasciando alle spalle il dovere e tornando al piacere, si arriva direttamente alla spiaggia dello Sziget, sulle rive del Danubio. Uno spazio che si estende tra bar, aree relax, divanetti, poltrone, piccole consolle per i dj e, soprattutto, un piccolo lido affollatissimo. Bikini, cocktails, musica, abbronzatura per un’ambientazione che ricorda le feste in spiaggia stile californiano.

Una volta tornati sulla “terra ferma”, si può scegliere se fermarsi al circo per assistere a fantasmagorici spettacoli in programmazione durante tutto l’arco della giornata, vivere l’esperienza del Luminarium – Daedalum (l’installazione – labirinto composta da diciannove ambienti con speciali effetti di luce ispirati all’albero della vita e al Pantheon Romano), scrivere la propria frase sul muro del “Before I Die…” o godersi un giro sulla ruota panoramica.

Il tutto creato e sviluppato con l’obiettivo di mantenere un bassissimo impatto ambientale. La filosofia che vige è quella del riciclo, della cura dell’ambiente, del rispetto per la natura. Una scelta issata a sigillo e testimoniata dalle conferenze, punti di informazione, laboratori dedicati alla tematica “Green Sziget”.

Abbiamo esplorato questo, ieri, prima di stendere di nuovo il telo vicino al Main Stage. Alle 19.45, il parterre è già in visibilio per gli Years & Years, la band inglese capitanata dall’eclettico ed emozionatissimo Olly Alexander. I successi dell’album di debutto, Communion, e, soprattutto i brani dell’ultimo lavoro in studio, Palo Santo, sono l’occasione per sottolineare l’importanza della libertà, in ogni sua forma espressiva e di amore.

Alle 21.30 è tutto pronto per Post Malone, l’artista americano diventato il fenomeno musicale e mediatico degli ultimi anni. Con uno stile che unisce rap, hip hop e sfumature di quella macro categoria che oggi chiamiamo trap, il giovanissimo Austin Richard Post (il suo vero nome) accende la distesa sconfinata di anime di fronte a lui. “Questo è il mio primo festival, vi ringrazio di cuore per essere qui!” – dice, riconoscente, nel suo stile inconfondibile, nell’espressione felice contornata da tatuaggi, nella timidezza per niente nascosta. Si salta, si balla, si muove la testa su e giù per le hit Better now e White iverson. Sunflower è dedicata a tutti i fan con l’invito a non perdere mai la speranza nei propri sogni, ad essere sempre se stessi e a crederci, perché nessuno può fermarci.
Un set che vede il solo Post come protagonista, nessun altro sul palco, se non gli effetti della voce e le basi su cui rappa. Ospite speciale la chitarra acustica con cui esegue una versione intima di Stay e che verrà poi sacrificata durante l’esplosione di Rockstar. Con Congratulations, Post Malone saluta lo Sziget, scende in transenna e stringe le mani come a voler ringraziare uno ad uno, come a volergli dire, guardandolo negli occhi, il tanto ripetuto “Thank you so fucking much!”.

La setlist del concerto di Post Malone

Too Young
Over Now
Better Now
No Option
Goodbyes
Sugar Wraith
Candy Paint
Wow.
Psycho
Paranoid
I Fall Apart
Stay
Go Flex
White Iverson
Sunflower
Rockstar
Congratulations

Laura Faccenda

Foto di Rockstar Photographers

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