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Primavera Sound 2017, 10 buoni motivi per non perderselo

In un mondo che concede davvero poche certezze, ce n’è una che fortunatamente rimane salda e incrollabile: anche quest’anno sul finire di maggio la città di Barcellona ospiterà la nuova edizione del Primavera Sound. Se non siete fra i tanti che ormai acquistano l’abbonamento “early bird”, quello più economico ma a scatola chiusa (si può acquistare pochi giorni dopo la fine del festival per l’edizione dell’anno seguente, ma senza sapere da chi sarà composto il cast) e cercate delle motivazioni per teletrasportarvi a Barcellona il prossimo weekend – o per seguirlo in diretta streaming – ecco a voi dieci buoni motivi per i quali anche quest’anno il Primavera Sound è da non perdere.

1. Le prime due righe del cast
Se avete dato un’occhiata al poster promozionale del festival, le prime due righe avrebbero già dovuto convincervi: una line up che da sola vale il prezzo dell’aereo, dell’hotel, dell’abbonamento. Arcade Fire (con il nuovo album in anteprima), Bon Iver, The XX, Aphex Twin, Grace Jones, Slayer, Van Morrison… continuiamo?

2. L’altro festival dell’Auditori Rockdeluxe
Se conoscete il Primavera Sound, sapete già di cosa stiamo parlando, ma se siete alla prima visita vale sempre la pena spendere due parole sull’Auditori. Una struttura avveniristica dalla bellezza aliena e dall’acustica che definir sovrannaturale è poco, è quell’enorme costruzione blu che vedrete appena arrivati al Festival. Anno dopo anno la proposta dell’Auditori si è andata caratterizzando verso “l’altro”: jazz, sperimentazioni sonore, world music, performance che difficilmente potrebbero trovare spazio sui palchi dislocati nel Parc Del Forum. Anche quest’anno c’è più di un buon motivo per fare la lunga fila per entrare qui: il concerto della newyorkese Annette Peacock, storica pioniera della sperimentazione, quello dell’attivista brasiliana Elza Soares e il doppio live dei Magnetic Fields.

3. Primavera Bits
Quest’anno la sezione relativa alla musica elettronica è stata considerevolmente ampliata rispetto ad edizioni precedenti e il fu Beach Club è diventato il Primavera Bits, con un’area molto più vasta (e attigua alla spiaggia) ed un cartellone spaventoso che vanta 62 concerti e 18 ore di musica non stop al giorno. Party People, siete avvisati.

4. Riserva Indie
Nei primi anni del 2000 muore l’Indie rock per come l’abbiamo conosciuto e per come l’abbiamo imparato ad amare negli anni ’90, alcune band piccolissime diventano famosissime e noi ci ritroviamo con una ruga in più sulla fronte. Per fortuna al Primavera Sound non si sono dimenticati di noi e anche quest’anno hanno previsto nel cartellone alcuni baluardi del genere musicale che ha formato le ossa ad una generazione: i Broken Social Scene, i Magnetic Fields, gli Arab Strap (al posto dei Grandaddy) ma anche l’indie più recente come quello dei Local Natives, Cymbals eat Guitars e Mac DeMarco.

5. Performing Acts
Non ricordo chi per primo abbia lanciato questa “moda”, ma da qualche anno alcune band hanno la velleità, probabilmente per “vendere” meglio il loro live, di suonare una determinata cosa e una soltanto, generalmente il loro album più famoso per intero. Lo scorso anno i Beach Boys lo hanno fatto con Pet Sounds, due anni fa i Television con Marquee Moon. Quest’anno sarà la volta dei The Zombies che suoneranno Odessey And Oracle per festeggiarne i cinquant’anni e di Seu Jorge, chitarrista Brasiliano che nel 2005 pubblicò The Life Aquatic, colonna sonora dell’omonimo film di Wes Anderson in cui rielaborava le canzoni di David Bowie in portoghese. Questa scelta, probabilmente, vuole anche essere un omaggio al Duca Bianco a poco più di un anno dalla sua scomparsa.

6. Primavera + Sofar
Come se non bastassero le centinaia e centinaia di concerti organizzati prima, durante e dopo il festival, ogni anno il Primavera si allarga un altro po’ e conquista terreno, stringendo collaborazioni con altre realtà musicali, proponendo eventi sempre più esclusivi e interessanti. Quest’anno, in collaborazione con Sofar Sounds (la piattaforma che organizza concerti nelle case di privati in tutto il mondo) il Primavera A Casa Teva ha organizzato cinque live in altrettante case private, ai quali si potrà accedere, come da regolamento Sofar, fino a esaurimento posti e dopo aver fatto richiesta di partecipazione. Nel cast: Romare, Kelly Lee Owens, Operators, The Wedding Present e i Songhoy Blues.

7. L’Opening day e il Primavera al Raval
Ok, vi siete convinti e adesso volete venire al Primavera Sound: vi siete accorti però che gli abbonamenti sono andati sold out e che di biglietti singoli ne sono rimasti pochi e soltanto per il giovedì. Quindi che si fa? Nessun problema, gli eventi gratuiti bastano a motivare il viaggio. Si comincia con l’Opening Day mercoledì 1 al Forum, con gli Animic, i Local Natives e Sant Etienne (fra gli altri) per continuare quotidianamente all’interno del Macba con decine e decine di concerti, fino alla chiusura, domenica 4 giugno (sempre al Macba) con un cartellone ancora più folto (21 live) e con la conclusione affidata al live incendiario dei !!! (chk chk chk). Vi basta?

8. Gli italiani
Gli artisti scelti quest’anno per rappresentare il nostro Paese sono delle realtà affermate, che non sfrutteranno solamente la vetrina internazionale del festival per promuoversi, ma ne arricchiranno il cartellone con la loro proposta. Se non sono mai passati nella vostra città o se non avete ancora avuto occasione per sentirli, correte ad ascoltare Persian Pelican, gli Shijo X, Wrongonyou e IOSONOUNCANE. I primi tre si esibiranno anche nell’area gratuita del cortile del Macba.

9. Gli Shellac
Lo sanno tutti (o quasi), ma vale la pena ribadirlo: non c’è Primavera Sound senza Shellac. Ormai fissi nel cartellone da almeno dieci anni, la band hardcore americana (una delle preferite dagli organizzatori) pur pubblicando ormai un disco ogni sette anni, ha un posto assicurato nel cartellone. E meno male. Se volete dare un’occhiata alla fiamma primigenia della musica, fate un salto al loro live. Se non ce la fate, sarà per l’anno prossimo.

10. Il ponte del 2 giugno
Voci di corridoio vogliono che il numero di italiani presenti al Festival (fra pubblico e gli addetti ai lavori) sia notevolmente aumentato e abbia superato il numero degli inglesi, che fino a due anni fa detenevano il primato. Che sia vero o meno, quest’anno per la prima volta il festival coincide con il ponte del 2 giugno… che altro devono fare per convincervi?

Bonus track:
Per chi non potesse andare a Barcellona c’è sempre il NOS Primavera Sound a Porto, dall’8 al 10 giugno. Il cartellone si fa sempre più interessante e chi ci è stato lo descrive come un posto meraviglioso immerso nella natura. Per chi non potesse proprio muoversi… non disperate, da quest’anno grazie a Redbull TV potrete vedervi gran parte del festival seduti davanti al vostro pc.

Emanuele Mancini

Foto di Eric Pàmies (Primavera Sound Facebook)

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