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Sign O’ The Times di Prince al cinema, 84 minuti per ammirare il folletto di Minneapolis

A 30 anni di distanza dall’uscita nei cinema, torna nelle sale in versione restaurata Sign O’ The Times, il film-concerto scritto, diretto e interpretato da Prince. La pellicola sarà nuovamente nelle sale di tutto il mondo martedì 21 e mercoledì 22 novembre per coloro che hanno ancora voglia di ammirare da vicino ciò che il “folletto di Minneapolis” ha rappresentato nel corso dei suoi oltre trent’anni di carriera.

Il 1987 è stato senza dubbio un anno cruciale per l’artista americano che, dopo aver chiuso la trilogia di album assieme ai The Revolution (l’ultimo fu Parade del 1986), uscì col doppio disco Sign O’ The Times a nome “Prince”. Nonostante le vendite non abbiano bissato il successo commerciale dei precedenti lavori, l’album fu universalmente riconosciuto come uno dei suoi migliori pubblicati fino a quel momento.
Lo slancio creativo di Prince appare evidente nel disco, sia in termini di scrittura che di composizione: si passa dall’R&B del primo singolo omonimo al funk di U Got the Look, dal pop di I Could Never Take The Place Of Your Man al soul di If I Was Your Girlfriend passando per il blues rock di The Cross. Inoltre, Prince suona la maggior parte degli strumenti nelle canzoni dell’album, tra cui chitarra, basso e drum machine.

Quando Prince decise di pubblicare un film-concerto da abbinare alla fatica discografica, si rese conto che quanto girato durante i suoi concerti in Olanda e Belgio non era all’altezza del progetto che aveva in mente. Perciò decise di ri-registrare gran parte delle riprese in un live che organizzò ad hoc presso i suoi Paisley Park Studios, esattamente dove nell’aprile del 2016 è stato trovato senza vita all’età di 57 anni.

La magia del film Sign O’ The Times rivive grazie alle riprese restaurate digitalmente e all’audio pulitissimo che sembra catapultare lo spettatore in prima fila.
Tutto il disco è riproposto dal vivo, inframezzato da qualche breve parentesi recitata raffigurante situazioni di vita di strada, più vicini al mondo del musical che del cinema in senso stretto. La presenza femminile è cruciale all’interno dello spettacolo: su tutte emergono la ballerina Cat Glover, calamita di tutta la carica erotica sprigionata in scena, e Sheila E, incredibile batterista capace di far impallidire un qualsiasi rocker del sesso opposto. Entrambe si cimentano anche col canto in modo eccezionale.

Il centro della scena ovviamente è di Prince, che sul palco è una furia per tutti gli 84 minuti. Senza mai concedere un respiro a se stesso e allo spettatore, canta, suona diversi strumenti, recita e balla incessantemente tra le luci al neon di una città immaginaria. Delle 13 canzoni proposte, 11 appartengono a Sign O’ The Times, con l’aggiunta di una versione rimaneggiata di Little Red Corvette, tratta dal disco 1999 (1983), e una cover di Now’s The Time di Charlie Parker. Da segnalare anche la presenza di Sheena Easton in duetto con Prince su U Got The Look, che valse a entrambi due nomination ai Grammy Awards di quell’anno.
Non resta che vestirsi “color pesca…o nero”, così come invitava a fare lo stesso Prince ai suoi show, e correre al cinema il 21 e 22 novembre per celebrare ancora una volta la stella di Prince Rogers Nelson, con la speranza che di artisti così ne nascano ancora.

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