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Secondary ticketing, è scoppiata la polemica per i biglietti dei Rolling Stones a Lucca

Ci risiamo: dopo un’apparente pausa dovuta all’introduzione dei biglietti nominali per alcuni attesi concerti che si terranno quest’anno (Vasco Rossi, Harry Styles e Adam Lambert+Queen) si è tornati prepotentemente a parlare di secondary ticketing. Pietra dello scandalo il concerto dei Rolling Stones in programma a Lucca.

Secondo i dati riportati da Ticketone al termine del primo giorno di prevendita erano stati venduti complessivamente 19930 biglietti, ovvero il 35% del totale di ingressi disponibili (55mila) e sono stati cancellati 87 biglietti considerati a rischio ma dopo l’apertura della prevendita riservata ai possessori della app degli Stones o di carta di credito American Express, in pochi minuti 21.058 biglietti – secondo quanto riporta la SIAE in una nota – sono spariti dal sito del rivenditore autorizzato (Ticketone), per riapparire in brevissimo tempo sui siti di secondary ticketing e sui social network. Ovviamente a prezzi maggiorati.

Il direttore generale della Società Italiana degli Autori ed Editori, Gaetano Blandini, ha però dichiarato: «Leggo purtroppo, con riferimento al concerto dei Rolling Stones, qualche titolo strumentale. Per questo ritengo doveroso precisare che gli organizzatori D’Alessandro e Galli nulla ma proprio nulla hanno a che fare con il fenomeno vergognoso del secondary ticketing. Da oltre 30 anni sono tra i più seri organizzatori di eventi live, stimati e noti anche a livello internazionale. Da sempre rispettosi dei diritti del pubblico, degli autori, degli artisti e delle regole. Probabilmente senza di loro molti grandi artisti, ma in particolare gli Stones, non sarebbero venuti ad esibirsi nel nostro Paese. Hanno peraltro il merito di valorizzare, nei loro eventi, il nostro straordinario patrimonio culturale. È loro interesse, ma è nel loro DNA, aiutarci a combattere e limitare il fenomeno. Monitoreremo insieme giornalmente la situazione e concorderemo le migliori azioni a tutela del pubblico».

La società D’Alessandro e Galli ha ribadito la propria «avversità al fenomeno del secondary ticketing, pratica che contrastiamo e che non abbiamo mai incentivato. Abbiamo chiesto garanzie e ci siamo assicurati che il nostro partner Ticketone predisponesse tutte le tutele del caso e invitiamo una volta di più il pubblico a non acquistare biglietti dai siti di secondary ticketing».

Intanto SIAE, che invita tutti i consumatori e i fan a continuare a inviare email documentate all’indirizzo nosecondaryticketing@siae.it e ad utilizzare l’hashtag #nosecondaryticketing sui social per effettuare le segnalazioni dei casi ‘sospetti’, suggerisce come sempre di non acquistare biglietti a prezzi maggiorati, venduti su qualsiasi sito e su qualsiasi piattaforma.

Arianna Ascione

Foto di Roberto Panucci

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