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Stones a Lucca, il Codacons lancia un’azione risarcitoria collettiva per gli spettatori

Con un comunicato stampa il Codacons ha fatto sapere di aver lanciato un’azione risarcitoria collettiva in favore degli spettatori del concerto dei Rolling Stones a Lucca dello scorso 23 settembre. Attraverso il sito dell’associazione, chiunque ha subito un disagio in quell’occasione può chiederne il risarcimento.

Nella nota diffusa oggi, 4 ottobre, si legge:

«Come annunciato nei giorni scorsi, dopo una attenta valutazione del caso e la decisione della Procura di Lucca di aprire una indagine, il Codacons lancia oggi una azione risarcitoria collettiva riservata agli spettatori del concerto dei Rolling Stones tenutosi a Lucca lo scorso 23 settembre.
“L’apertura dell’inchiesta da parte della magistratura, avvenuta a seguito di esposto Codacons, rende ora possibile avviare l’iter per chi ha subito disagi durante l’evento – spiega il presidente Carlo Rienzi – In questi giorni siamo stati letteralmente sommersi dalle proteste degli spettatori che non hanno potuto godere pienamente del concerto, a causa di gravi problemi di visuale, numero di bagni insufficiente, problemi durante il deflusso e altri aspetti organizzativi. Segnalazioni che per numero e contenuto smentiscono categoricamente quanto affermato dall’organizzatore, Mimmo D’Alessandro, secondo il quale le proteste sarebbero riconducibili ad un numero limitato di utenti, e la responsabilità dei disagi sarebbe da attribuire agli stessi spettatori, “colpevoli” di aver risparmiato sui biglietti acquistando quelli a prezzo più basso”.
Grazie all’azione pubblicata sul sito dell’associazione, tutti coloro che hanno partecipato al concerto e non hanno potuto godere pienamente del servizio acquistato a causa dei problemi riscontrati nel corso dell’evento, possono costituirsi parte offesa nell’inchiesta della Procura, passo indispensabile per giungere a risarcimenti in caso di accertamento di irregolarità o illeciti. Gli interessati possono scaricare il modulo di costituzione dalla pagina dedicata».

Il Codacons ha rilevato le prime lamentele degli spettatori nelle ore immediatamente successive al live e già nella giornata del 25 settembre aveva annunciato di voler chiedere alla Procura di Lucca di valutare il sequestro cautelare dell’incasso del concerto dei Rolling Stones quale forma di garanzia per eventuali azioni risarcitorie da parte degli spettatori delusi.

Questo quanto dichiarato nel comunicato stampa rilasciato allora:
«Durissima replica del Codacons a Mimmo D’Alessandro che, in merito alle proteste degli spettatori per il concerto dei Rolling Stones a Lucca, ha accusato da un lato l’associazione di cercare visibilità, dall’altro gli utenti di aver acquistato il biglietto a prezzo più basso, affermando testualmente in una intervista apparsa oggi su Il Tirreno: “A chi ha protestato perché dal prato non ha visto bene il concerto faccio presente che sul prato si pagava il biglietto più basso. Bastava comprarne uno diverso per assicurarsi una visuale migliore”.

È una dimostrazione scandalosa di arroganza e un boomerang per la D’Alessandro e Galli, perché dal punto di vista legale e contrattuale la vendita di un servizio prevede una prestazione completa che, se non viene fornita, rende possibile la risoluzione del contratto per inadempimento – attacca il Codacons – Invece di chiedere scusa per gli errori e per gli innegabili disagi causati, si accusano gli spettatori di essere andati “al risparmio”, e chi li difende di cercare facile visibilità. Una azienda che eroga servizi agli utenti dovrebbe invece fare tesoro delle critiche dei cittadini, cospargersi il capo di cenere ed imparare dagli errori per migliorare in futuro.

Per quanto riguarda le accuse al Codacons – proseguiva l’associazione – evidentemente D’Alessandro non sa che la nostra organizzazione si occupa di tutelare gli utenti, e se gli spettatori del concerto hanno chiesto il nostro intervento, è preciso dovere statutario del Codacons attivarsi. Accusare l’associazione di cercare visibilità se si fa portavoce delle proteste dei cittadini, è come accusare a esempio un calciatore di andare a caccia di visibilità se segna un gol. Una affermazione insulsa quella di D’Alessandro che si commenta da sola.

Il Codacons presenterà oggi stesso l’annunciato esposto alla Procura di Lucca in cui si chiederà, tra le altre cose, di valutare il sequestro cautelare degli incassi del concerto, come forma di garanzia per eventuali azioni risarcitorie da parte degli spettatori delusi. E proprio sul fronte dei risarcimenti il Codacons sta studiando una azione collettiva sulla base degli artt. 1453, 1456 e 1460 del codice civile, per conto di tutti gli spettatori del concerto che hanno avuto problemi di visibilità del palco, alla luce della “confessione” di D’Alessandro sulla presenza di gazebi e strutture varie che oscuravano la visuale a chi ha pagato biglietti meno cari, finalizzata a far ottenere agli utenti delusi il rimborso totale o parziale del biglietto».

Redazione

Foto di Elena Di Vincenzo

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