Onstage
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Il racconto del concerto di Ron Gallo a Milano

A meno di un anno dal suo ultimo passaggio dalla Penisola con il concerto del 13 agosto 2018 a Castellina Marittima (PI) e del 14 a Ravenna, Ron Gallo è tornato a trovarci con una serie di cinque date, che dopo la prima di Zero Branco (TV), è approdata ieri sera al Circolo Magnolia di Segrate (MI), dove lo abbiamo visto, per poi ripartire verso Torino, dove suonerà questa sera, e chiudere sabato a Roma, ma tornerà, ah se tornerà: il 4 giugno a Ravenna.

Una serata per appassionati quella di ieri al Magnolia, aperta dai Freez, giovane band di Schio (VI), con all’attivo l’EP Routine e una marea di date in giro per l’Italia e l’Europa. L’album d’esordio Always Friends arriverà quest’anno, surf garage psichedelico e suonato veloce, per certi versi sull’onda di Ron Gallo, per il quale hanno debitamente scaldato l’atmosfera.

Accompagnato sul palco, come di consueto, dal bassista Joe Bisirri e dal batterista Dylan Sevey, l’artista americano ha portato in scena una scaletta di quattordici pezzi, per poco più di un’ora di musica. Una sequenza tesissima, con i brani inanellati uno dopo l’altro, quasi senza soluzione di continuità e – escluse Emotional Impact For Sale e Really Nice Guys, tratte dall’omonimo disco del 2018 – incentrata in egual misura sull’ultimo lavoro Stardust Birthday Party, come sull’esordio da solista Heavy Meta.

Se il primo album sviscerava la frustrazione di Ron Gallo verso l’umanità, il nuovo disco «parla di me che sto seduto con me stesso per la prima volta a confrontarmi con la grande domanda “cosa sono io, davvero?”. Parla di amore e compassione per tutte le cose che entrano quando scopri che sei niente e tutto. Ecco di cosa parla l’album, sono io che ballo mentre distruggo la persona che credevo di essere, spero per sempre».

Dopo qualche problema con il cavo del microfono, prontamente risolto, si parte. L’attacco affidato a Always Elsewhere è travolgente, garage-surf-art-southern-psichedelic-punk-rock, provate a inscatolarlo uno che ci ha fatto un disco sulla scoperta di essere «tutto e niente»! Meravigliosa segue Love Supreme (Work Together), un brano che rende omaggio a John Coltrane, al suo album A Love Supreme e al risveglio spirituale che aveva sperimentato nel corso del ’57: «A quel tempo, con gratitudine, ho chiesto umilmente i mezzi e il privilegio di rendere felici gli altri attraverso la musica», scriveva Coltrane nelle note di copertina, una visione che ha profondamente ispirato Ron Gallo e l’album del suo risveglio, Stardust Birthday Party.

Do Your Love Your Company? – un’altra di quelle domande epocali da farsi davanti allo specchio – Poor Trait Of the Artist e Please Yourself sono tre mine, che ci catapultano verso il giro di boa rappresentato da OM e Really Nice Guys, con le suo sonorità tra Beatles e Iggy & The Stooges. Alleggerita la tensione si riparte con una scarica di quattro pezzi ad alta tensione, Kill the Medicine Man, con quel coro pazzo e contagioso, It’s All Gonna Be Ok, Party Tumor e la storica Put the Kids To Bed, intervallate dalla ballad Emotional Impact For Sale.

A chiudere, infine, due cavalli di battaglia: Young Lady, You’re Scaring Me e All the Punks Are Domesticated, suonata come bis a seguito della sommossa popolare innescata dall’uscita di scena dopo solo un’ora di live. In effetti ci si poteva aspettare qualcosa di più in termini di durata, ma non di intensità e così, dopo sessanta minuti abbondanti di onesto rock’n’roll, anche gli ultimi freak rimasti in giro possono andare a dormire con l’anima in pace.

Scaletta:
Always Elsewhere
Love Supreme (Work Together)
Do You Love Your Company?
Poor Traits Of the Artist
Please Yourself
OM
Really Nice Guys
Kill the Medicine Man
It’s All Gonna Be Ok
Party Tumor
Emotional Impact For Sale
Put the Kids To Bed
Young Lady, You’re Scaring Me
Bis:
All the Punks Are Domesticated

Cinzia Meroni

Foto di Pagina Facebook dell'artista

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