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Salmo a Bologna si conferma Artista di prima categoria

Non so se ci siano ancora biglietti disponibili per il Playlist Tour di Salmo, partito di recente da Torino e visto da un numero decisamente alto di persone, tra cui il sottoscritto, ieri sera all’Unipol Arena di Bologna. Ma se mai ci dovessero essere, nonostante la grandissima richiesta, fatevi un favore: comprateli e andateci. Perché in un panorama desolante come quello della nuova musica italiana così forte sui social e sulle piattaforme streaming quanto debole e priva di personalità dal vivo, la proposta di Salmo viaggia sul versante opposto. Il suo è l’evento da non perdere. Il più genuino e carico di adrenalina presente oggi sulla piazza.

Il live dell’artista sardo, e sottolineo artista, perché è di questo stiamo parlando, è impeccabile sotto ogni punto di vista. Per prima cosa, e credetemi non è un aspetto banale oggi, rappa alla grande dal vivo. Magari ogni tanto si scorderà qualche parola ma poco importa ci penserà il pubblico a fargli da spalla. L’errore è il bello degli esseri umani, la perfezione la lasciamo alle foto ritoccate di Instagram.

Impossibile poi non spendere qualche secondo sulla band di sei elementi che lo accompagna sul palco. I brani suonati e arrangiati come Dio comanda hanno dato vita, in molteplici occasioni, a delle vere e proprie nuove canzoni, tanto che per una volta avrebbe davvero senso pubblicare un cofanetto live. Salmo, pensaci. Ultimo ma non ultimo, la forte connessione tra artista e pubblico. Il vetro che separa la star dalla gente “comune” si è infranto al primo secondo. Una grande festa in cui ognuno ha il preciso compito di gasare l’altro.

Salmo ha inevitabilmente messo in scaletta molti pezzi tratti dal suo ultimo album Playlist, partendo da quella 90 min che ha lanciato il progetto e frantumato ogni record possibile. Sparare alla Luna, Dispovery Channel cantata con Nitro ospite a sorpresa, Perdonami e Russel Crowe hanno contribuito a mandare giù tutto il palazzo dello sport bolognese, ma l’impressione, durante le due ore di show, è che Salmo abbia a disposizione un repertorio di hit fuori dal comune. Mai nessun momento di calo, niente riempitivi o chiacchiere tra una canzone e l’altra per riportare alta l’attenzione dei presenti.

Se con Playlist Salmo era entrato di diritto tra i big delle scena musicale italiana, con questo tour l’artista sardo ci ha messo proprio le tende. Da qui non si sposta. La sua è una proposta che rimarrà nel tempo e che non avrà la durata di una storia di Instagram. Non è una moda passeggera ma è il frutto di tanto lavoro e fatica che ogni tanto, per fortuna, paga. È la prova che in un mondo frivolo e materialista come quello di oggi si può arrivare al successo seguendo altre strade. Magari meno pratiche, magari meno immediate. Ma essenziali per essere fuori dagli schemi e per sorprendere la concorrenza. Godiamocelo e teniamocelo stretto finché avrà voglia di divertirsi con la musica prima di affacciarsi ad altri campi come quello cinematografico.

Stefano Mazzone

Foto di Mathias Marchioni

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