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La festa di Salmo a Milano, tra ospiti e premi speciali

Sono serviti cinque mesi a Salmo per cambiare il mondo del rap italiano. Dall’uscita di Playlist, ai record di streaming, alle anteprime di dicembre e al tour esteso nei palazzetti, l’artista ha completato idealmente un percorso di lenta e inesorabile affermazione assoluta iniziato in realtà lontano dagli occhi dei più dal 2011 con la pubblicazione di The Island Chainsaw Massacre.

Una proposta qualitativa indiscutibile affiancata a performance live di livello assoluto che, anno dopo anno, hanno coinvolto sempre più fan passando da club minuscoli fino agli impianti indoor più capienti del nostro stato. Anche a livello discografico il percorso è stato praticamente privo di difetti. L’evoluzione in artista mainstream è avvenuta senza forzature, senza la fretta e la rincorsa al numero prima di ogni altra cosa che caratterizza il nostro panorama.

Un successo pazzesco pensando che Salmo ha conservato la stessa furia iconoclasta di Death USB, affinando nel frattempo la propria penna anche in direzione “musica leggera” (come dimostrato per esempio in Lunedì e in Il cielo in una stanza). Vederlo duettare sul palco insieme a Fabri Fibra (altro monumento del rap nazionale), rappresenta la chiusura di un cerchio che ha portato l’hip hop a risplendere nel Belpaese come mai successo in precedenza.

L’affermazione ottenuta ai recenti Onstage Awards 2019 inoltre, ha confermato come Salmo sia in cima alla catena alimentare grazie a meriti ottenuti in sede live, dove la sua credibilità (e quella della rock band che si porta dietro) non teme confronti con nessuno. Ieri sera è stata un’occasione speciale anche per il sottoscritto, che ha consegnato insieme all’amico Max Brigante un premio che Salmo ha accettato davanti a oltre 10mila fan, circa 1/4 di quelli che lo hanno votato poche settimane fa sul nostro sito nella categoria “Miglior Artista Rap”.

Per il resto è abbastanza inutile commentare un altro concerto strepitoso, che ha visto una partecipazione del pubblico che a tratti faceva tremare le pareti del Forum. Come già detto a dicembre (e più recentemente dall’ottimo Mazzone nel post show di Bologna), Salmo trasmette nota dopo nota la sua immensa passione per la musica, un sentimento genuino e completo, che lo porta a omaggiare non solo le radici del rap e del rock (gli arrangiamenti live dei pezzi nuovi spaziano dal reggae al metalcore senza nessun timore), ma anche a proiettare in una dimensione classica uno dei generi maggiormente di rottura, rendendolo alla portata delle masse.

Un successo che con ogni probabilità continuerà la prossima estate all’aperto, periodo in cui Salmo sarà nuovamente protagonista sui palchi italiani.

Jacopo Casati

Foto di Francesco Prandoni

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