Onstage

Cos’è successo ieri sera al Festival di Sanremo?

Siamo finalmente giunti alla finale della 69esima edizione del Festival di Sanremo. La gara è più o meno aperta, per cui le esibizioni potrebbero effettivamente decretare qualche sorpresa.

«Non so chi vincerà alla fine di questa serata, ma sicuramente ha vinto la musica». Con queste parole, dopo l’apertura sulle note di E adesso la pubblicità, Claudio Baglioni saluta il pubblico.

Si inizia subito con Daniele Silvestri e la sua Argento Vivo. Dopo i duetti, la versione del brano è differente e si arricchisce con la parte di Agnelli (registrata e meno urlata). Daniele ha fatto la sua porca figura in questo Festival. Comunque vada, sarà un successo.

La seconda a esibirsi è una dei miei guilty pleasure. Anna Tatangelo canta Le nostre anime di notte e alla fine del brano si commuove. Sento che canterò tantissimo questa canzone. Brava Anna.

Sul palco arriva poi un altro fuoriclasse. Quanto è stato bello questo Festival grazie al brano di Ghemon? Ieri avrebbe meritato il premio per il miglior duetto, ma anche senza premio Ghemon il suo Festival l’ha già vinto. Rose Viola è una vera perla. I Negrita tornano con I Ragazzi Stanno Bene. Ai nostri microfoni i “ragazzi” hanno detto che questo brano è una matura celebrazione dei loro 25 anni di carriera. E in questo senso la comprendiamo un po’ di più. E non possiamo che apprezzare.

I tuoi particolari di Ultimo raccoglie gli applausi del teatro e della sala stampa. È stato un anno pazzesco quello di Ultimo. E non deve essere stato facile viversi questo Festival con così tante aspettative e pressioni. Il giovane cantautore è però cresciuto tantissimo e questa esperienza – per citarlo – è “soltanto un bagaglio”. Che gli farà sicuramente bene.

Tocca a Nek. La sua Mi farò trovare pronto è già uno dei brani più trasmessi dalle radio. Il cantautore sembra aver trovato la sua dimensione. L’aveva detto che ci avrebbe fatto ballare anche stavolta, dopo Fatti avanti amore. E ha mantenuto la promessa.

Dopo l’ennesimo intervento di Bisio, Baglioni e Raffaele che non commentiamo (perdonateci), a sorpresa Lo Stato Sociale torna al Festival attraverso un RVM non annunciato, duettando con Renato Pozzetto in E la vita, la vita. Il vero primo ospite del Festival arriva subito dopo. Eros Ramazzotti attacca subito con Vita ce n’è. Con Adesso Tu viene giù la sala stampa. Sul palco arriva anche Luis Fonsi per presentare – per la prima volta dal vivo – il brano Per le strade una canzone. Il pubblico del teatro non riesce a stare seduto.

Si riparte con la gara. Tocca a Loredana Bertè, che riceve l’ennesima standing ovation. Se non la fate vincere, però, a sto punto è cattiveria. Francesco Renga, dopo la polemica, mentre canta Aspetto che torni tira in ballo sul palco una bionda che non riconosco. Non capisco.

Mahmood attesissimo sale sul palco e la voce non si sente. Ragazzi, non mi rovinate sta canzone che è una bomba vera. Quando finalmente ci riprova, infatti, ci conferma che Soldi è uno dei pezzi più forti del Festival (l’album uscirà a marzo, tenetelo d’occhio).

Gli Ex-Otago danno veramente tutto nella finale. La tizia tirata in ballo da Renga viene abbracciata anche da un membro della band. Serata fortunata per la ragazza, non c’è che dire!

I ragazzi de Il Volo finalmente lasciano in pace la povera spettatrice. Forse anche per questo, il pubblico dedica loro un applauso sentitissimo. La svolta pop di Piero, Ignazio e Gianluca contenuta in Musica che resta è stata apprezzata, pare.

Arriva il momento di Virginia Raffaele e stavolta è tempo di imitazioni. Quanto è brava Virginia? Tantissimo. Standing ovation meritata.

Paola Turci, per l’ultima serata del Festival, non si risparmia. L’outfit è super sexy e la carica è pazzesca. Che bello vederla così.

I The Zen Circus ci ripropongono L’amore è una dittatura. Solo la loro presenza al Festival è una ventata d’aria fresca. Questo è un pezzone, a livello sonoro non ci sono paragoni con le altre canzoni in gara. Per la finale, Patty Pravo ha sfatto i dread, ma l’acconciatura resta decisamente particolare. Un po’ come la vita cresce ad ogni ascolto. A me questa coppia piace.

Arriva poi il momento del secondo ospite della serata. Elisa propone il singolo Anche Fragile e poi duetta sulle note di Vedrai, vedrai con Claudio Baglioni. Un omaggio delicatissimo a Luigi Tenco.
La gara la riapre Arisa presentata da Claudia Pandolfi. È un vero disastro. In sala stampa gira voce che sia fortemente influenzata. Viene voglia di salire sul palco e abbracciarla. Arisa ti vogliamo bene. Insieme a Irama, sul palco, c’è anche La Ragazza con il cuore di latta del brano. La performance diventa quasi un’esibizione teatrale (e già senza Linda non è che mancasse di pathos).

Per fortuna arriva Achille Lauro a farci muovere un po’. Che Festival quello di Achille, pazzesco. Hanno provato in tutti i modi a infangarlo, ma cosa volete dirgli? È una rockstar fatta e finita.
Occasione un po’ sprecata invece per Nino D’Angelo e Livio Cori. Il brano non resta, peccato.

Federica Carta e Shade portano sul palco il mio secondo guilty pleasure di questo Festival. La verità è che le canzoni vanno contestualizzate e Federica Carta e Shade si rivolgono a un pubblico che li comprende e li apprezza. E nel loro sono perfetti.

Simone Cristicchi riceve un applauso meritatissimo alla fine della sua esibizione. Il cantautore si conferma su un altro livello. Ogni volta che torna sul palco dell’Ariston ci regala un po’ di poesia. Enrico Nigiotti ci ripropone la sua bellissima Nonno Hollywood. A fine esibizione, non risparmia una frecciatina per le sue esibizioni sempre a fine serata («A mezzanotte sono ancora svegli»). Che toscanaccio!

La carica dei Boomdabash a fine serata è una mano santa. La versione in studio di Per un milione, tra l’altro, è irresistibile. Chiudono Einar con Parole nuove (a me piace, che vi devo dire) e Motta con Dov’è l’Italia. Il mio pezzo preferito. Bellissimo e intenso. Motta è un animale da palcoscenico.

L’ultimo ospite del Festival di Sanremo 2019 è il Mago Forest. Anzi no. Ci tocca anche un numero musicale con il cast del Festival e del Dopofestival. Non commentiamo. Anche perché il pensiero della sala stampa è tutto rivolto all’annuncio della classifica. Volano fischi e proteste. C’è agitazione (ve l’avevo detto che la classifica sarebbe stata imprevedibile). Alla fine a spuntarla è Mahmood. Incredibile ma vero. Allora può capitare anche a Sanremo che a vincere sia il pezzo più contemporaneo. Felicità.

 

 

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