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Il racconto della terza serata del Festival

La terza serata del Festival di Sanremo vede esibirsi, come prevedibile, i 12 cantanti in gara che non sono saliti sul palco nel corso della seconda serata. E, ovviamente, una sfilata impressionante di ospiti.

Si parte con Mahmood, che ha senza ombra di dubbio uno dei pezzi più forti del Festival. Di sicuro è il più contemporaneo. Questa canzone è, senza ulteriori giri di parole, una bomba. Dopo tocca a Nonno Hollywood di Enrico Nigiotti. La penna di Enrico è intensa e questo è il suo pezzo migliore di sempre.
Il primo ospite della serata è Antonello Venditti, che al pianoforte canta Sotto il segno dei pesci. Il coretto è inevitabile. Su Notte prima degli esami, viene letteralmente giù la sala stampa.

Le nostre anime di notte di Anna Tatangelo al secondo ascolto convince. Non chiamatele solo canzonette, perché i pezzi di Anna sono quelli che cantate a squarciagola sotto la doccia quando meno ve lo aspettate.
I tuoi particolari di Ultimo è sicuramente uno dei brani favoriti per la vittoria finale. L’atteggiamento del cantautore sul palco è da fuoriclasse. Non sono però fan del brano.

Dopo un intervento di Claudio Bisio e Virginia Raffaele che sa di già visto, arriva Francesco Renga con Aspetto che torni: il brano non resta.
Con Irama e La ragazza con il cuore di latta invece arrivano veri brividi. Tutta la performance, del resto, è studiata e ideata proprio con questo obiettivo, no?
Alessandra Amoroso è il secondo ospite della serata. Dopo tutte le polemiche, vederla commuoversi così di fronte alla standing ovation è stato emozionante.
A distendere l’atmosfera tanto ci pensa Ornella Vanoni, che insieme a Virginia Raffaele ci regala il momento più bello del Festival. Le due, tra l’altro, annunciano Patty Pravo e Briga. Vedere la Vanoni e la Pravo insieme sul palco è più esilarante di molti dei siparietti visti nelle ultime sere all’Ariston.

Tornando alla musica, Un po’ come la vita al secondo ascolto cresce, ma soffriamo un po’ per Briga, che sembra patire l’aura inesauribile di Patty Pravo. Le sue strofe sono come al solito perfette. Tocca a Simone Cristicchi. La sua Abbi cura di me è una poesia. Non c’è da aggiungere altro. Con i Boombdabash finalmente ci svegliamo. Per un milione è trascinante e avrà sicuramente una vita al di fuori del Festival, comunque vada la gara.

Sul palco arrivano Raf e Umberto Tozzi. Non avremmo mai scommesso su questa ospitata, invece è stata la più carica della serata. Bravi.
Poi la gara ricomincia con due pezzi straordinari, Dov’è l’Italia di Motta è a mio parere il migliore. Irresistibile. E anche gli Zen Circus sono un altro livello.
Dopo l’intervento di Paolo Cevoli, è il turno degli ultimi artisti. Livio Cori e Nino D’Angelo, con Un’altra luce, si riscattano dopo una prima performance debole, però il brano rischia di annegare in un Festival così.

L’ospitata di Rovazzi è la cosa più bella che potesse capitare a questo Sanremo. La sala stampa non reagisce né alle gag né al sound del fido (ormai ex?) youtuber. Che noia.
Serena Rossi omaggia Mia Martini insieme a Claudio Baglioni sulle note di Almeno tu nell’universo. Un omaggio sempre dovuto. Il Festival si chiude con Rocco Papaleo, Simone Montedoro e Anna Ferzetti e un numero musicale con Baglioni, Virginia e Bisio. A quest’ora della serata sono interventi che sembrano lunghissimi.
Per fortuna domani ci sono i duetti. Ne vedremo delle belle (si spera).

Grazia Cicciotti

Foto di Elena Di Vincenzo

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