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La scaletta ideale del concerto degli Iron Maiden a Firenze Rocks 2018

Gli Iron Maiden suoneranno a Firenze Rocks sabato 16 giugno 2018. L’attesa per questo concerto è spasmodica, anche perchè coinciderà con la prima di tre tappe italiane (le altre saranno a Milano il 9 luglio e Trieste il 17 luglio) interne al Legacy Of The Beast World Tour.

I Maiden sono una delle più grandi live band di sempre, icone dell’heavy metal e amati in ogni angolo del globo. Però, nonostante siano attivi da quasi quarant’anni, non hanno mai brillato per imprevedibilità nella scelta delle canzoni da inserire nelle loro scalette. La discografia da cui attingere è decisamente abbondante, ma i Nostri solo nell’ultimo periodo (grazie a indimenticabili tour celebrativi) hanno accontentato almeno parzialmente i desideri dei propri fan più fedeli.

Contrariamente ad esempio ai Metallica, altro monumento indiscutibile della musica pesante, quando gli Iron stabiliscono le 16/17 canzoni che comporranno la propria setlist, questa non cambierà praticamente più fino alla conclusione del tour. Il Legacy Of The Beast World Tour è ispirato dal videogioco per smartphone rilasciato nel 2016, ma è stato classificato da management e musicisti stessi come un’occasione per proporre al pubblico le canzoni degli anni ottanta, con qualche intrusione in ere più recenti.

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I rumor e i desideri dei fan a dire il vero sono abbastanza variegati:

1 – c’è chi si aspetta l’ennesima riproposizione degli immancabili cavalli di battaglia come The Number of the Beast, Iron Maiden, Hallowed Be Thy Name, Fear of the Dark, Run to the Hills, The Trooper e 2 Minutes to Midnight;

2 – chi sogna di ascoltare finalmente dal vivo Alexander The Great o le rarissime Caught Somewhere In Time, Infinite Dreams e Flight Of Icarus;

3 – chi si colloca nel mezzo, accontentandosi di chicche già sentite nei Duemila come Where Eagles Dare, Phantom Of The Opera o Revelations insieme ai soliti classici;

4 – o ancora chi estremizza i concetti, interpretando le grafiche del tour e leggendoci chiari segnali che indirizzano verso The Duellists o Seventh Son of a Seventh Son;

5 – non mancano nemmeno i progressisti, che chiedono a gran voce di (ri)ascoltare The Clansman piuttosto che pezzi più recenti come For the Greater Good of God e Ghost of the Navigator;

6 – infine c’è chi ritiene sia giunto il momento di far iniziare nuovamente il set con la furia di Be Quick or Be Dead e recuperare qualcosa dal sottovalutato No Prayer For The Dying.

Personalmente rientro nella categoria numero 2, benché sia consapevole che con ogni probabilità la scaletta sarà un mix delle opzioni 1 e 3 con una sorpresa (ma una sola) di quelle contenuta nel gruppo numero 2.

Resta un fatto: l’attesa è incredibilmente elevata, forse più alta ora rispetto a ogni altro tour che i Maiden hanno fatto negli ultimi anni. La sera del 26 maggio avremo tutte le risposte necessarie.

Jacopo Casati

Foto di Roberto Panucci

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