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I 30 anni di Beneath The Remains dei Sepultura

Possono quattro brasiliani arrivare a dominare il mondo del metal estremo fino a insidiare la posizione assoluta di supremazia degli Slayer? Possono eccome. I Sepultura dei fratelli Cavalera, di Andrea Kisser e di Paulo Jr. riuscirono in un lustro a far tremare le fondamenta di un genere in bilico tra l’oblio indotto dal grunge e la definitiva esposizione alle grandi masse dovuta ai successi apocalittici di Metallica e Guns N’ Roses. Solamente i Pantera riuscirono a essere così fondamentali negli anni Novanta quanto i Seps nell’aiutare un filone che altrimenti sarebbe ritornato inevitabilmente nell’underground.

Beneath The Remains affranca i Sepultura dalle correnti raw thrash e death metal primordiale da cui erano partiti. Le lyrics si spostano da satanismi e massacri assortiti per assestarsi su tematiche sociali e legate a guerra e discriminazioni. Non cambiano però le ritmiche, quasi sempre velocissime e capaci di comprendere al proprio interno quei breakdown che, nei Novanta, saranno al centro dell’alternative che verrà (per non parlare del metalcore dei Duemila). In questo senso Inner Self è un manifesto assolutamente efficace nel presentare la proposta del gruppo, ma sono le devastanti titletrack e Mass Hypnosis a definire meglio la potenza distruttrice del quartetto. Nel lato B spiccano Slaves Of Pain e Lobotomy, furibonde tracce che grazie a ripartenze nervose trasformano i pit dei club dove i ragazzi suonano in luoghi molto pericolosi da frequentare.

Tra il 1989 e il 1993 i Sepultura colonizzano frequenze e magazine grazie a un thrash che si fonde al death e si regge sui riff degli Slayer, che prende molto dall’hardcore e dall’istinto primordiale di Venom e Motorhead. L’impatto della band dal vivo è devastante e, dopo la pubblicazione del successivo Arise (1991), permetterà ai Nostri di esibirsi sui palchi di tutto il mondo diffondendo sempre più il proprio verbo. Verbo che diventerà sempre più orientato al groove (Chaos AD, 1993) e alla fusione con le ritmiche latine, all’insegna di un crossover (Roots, 1996) che verrà studiato da molte band nu-metal.

I Sepultura imploderanno fino all’inevitabile split con il singer Max Cavalera (che avvierà i Soulfly e riprenderà in mano l’eredità dei Seps insieme al fratello Igor solo dal 2008 in poi nei Cavalera Conspiracy). Kisser e Paulo ancora oggi non arretrano di un millimetro ma la popolarità del monicker è decaduta da tempo. L’importanza della band di Belo Horizonte tuttavia, e il loro lascito discografico tra il 1987 e il 1996, non sarà mai messo in discussione.

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