Onstage
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Il racconto del concerto di Slash a Milano

Ritorno nel nostro paese per Slash, insieme a Myles Kennedy e ai Conspirators, all’interno di un Fabrique completamente sold out da mesi. La band tornerà in Italia in estate prima a Servigliano (30 giugno, al Parco della Pace), quindi a Rock The Castle, headliner della seconda giornata del festival in programma il 6 luglio.

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Il concerto di Slash al Fabrique di Milano è una celebrazione di tutto il genere rock. Se vi chiedessero di chiudere gli occhi e pensare ad una icona di questo tipo di musica, quasi tutti penseremmo alla sua carnagione olivastra, ai suoi capelli riccioluti che cascano fuori dal famigerato cappello nero a bombetta. Pochi altri in vita riescono ad incarnare in maniera così schietta l’anima del rock. Troneggia con Angus Young, Brian May e pochi altri nell’olimpo delle divinità viventi. Slash è per questo motivo ambasciatore universale di una passione condivisa da milioni di persone e questa sera abbiamo l’occasione di celebrarla al meglio.

Accompagnato e splendidamente assecondato dai rodatissimi Conspirators, Slash si erge nella sua consolidata posizione di guitar hero che ha indirizzato milioni di musicisti in erba a ripercorrerne le gesta. Certo, uno show dei Guns N’ Roses è cosa ben diversa, ma la comfort zone creata con Myles Kennedy e i Conspirators gli consente di lasciare a casa tonnellate di aspettative, tensioni, ego smisurati con cui dividere i palchi.

L’effimera immagine di serena riconciliazione tra Axl e Slash, a cui è difficile credere fino in fondo, contrasta con la perfetta sinergia tra questi cinque fuoriclasse. Dopo tre dischi (quattro, se consideriamo l’all star album del 2010) e tanti tour in tutto il mondo, Slash ft. Myles Kennedy and The Conspirators sono una realtà concreta che doveva infrangersi sulla reunion dei Guns ed invece ci ha regalato un altro album (Living The Dream) e la possibilità di rivederli per altre due volte in estate oltre la data di questa sera.

Il Fabrique di Milano infatti è sold out e non solo di nostalgici del gruppo fronteggiato da Axl Rose. Ora questa band ha una sua storia, un suo sound, e molto di tutto questo è merito di Myles Kennedy, il finalmente ex sconosciuto reduce oltre che dalla carriera con gli  Alter Bridge  (che avrà presto un seguito con l’uscita di un nuovo album in autunno) anche del suo primo, coraggioso album solista Year Of The Tiger. Dopo infinite collaborazioni con i musicisti più importanti del circuito, riconoscimenti univoci da critica, colleghi e pubblico, Myles è stato negli ultimi anni battezzato come uno dei più grandi vocalist della nostra generazione, uno che può cantare praticamente tutto. Nella discografia degli album di Slash (Apocalyptic Love, World On Fire e l’ultimo Living The Dream) ha anche dato un contributo decisivo nel songwriting, così da rendere massima la credibilità live. Ora la setlist si è liberata dalle canzoni degli Slash’s Snakepit (primo gruppo del chitarrista dopo lo scioglimento dei Guns) e di quasi tutti i pezzi da novanta che nell’immaginario collettivo hanno la voce di Axl. Stasera sono in scena i Conspirators, e hanno molte cose da dire. Con una certa urgenza anche. Dopo il piacevole intermezzo del Southern Rock dal Mississippi dei Bishop Gunn, alle nove spaccate i nostri irrompono sul palco.

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Il richiamo per i selvaggi, The Call Of The Wild, è l’apripista di una setlist che vedrà i Guns citati solo con Nightrain. Sono i Conspirators i grandi protagonisti di questa parte della carriera di Slash con i loro tre album di successo. Living The Dream, l’ultimo disco registrato, è in vetrina. I pezzi nuovi si incastrano con una naturalezza disarmante nel vecchio repertorio, confermando una volta di più un meccanismo rodato al massimo. My Antidote, Serve You Right, rinforzano le file rappresentate dai nuovi singoli Mind Your Manners e Driving Rain, compare persino la ballatona The One You Love Is Gone. Qualche minuto di pausa per Myles con il mini set gestito dal bassista e cantante Todd Kerns, che fa esplodere le incendiarie We All Gonna Die e Dr. Alibi dal disco omonimo del 2010.

Apprezzatissimi i pezzi ormai classici del gruppo come Shadow Life, By The Sword, Starlight, Halo e Back From Cali, mentre chi voleva i solo di dieci minuti di Slash si può godere una lunga coda di Wicked Stone, dove il Nostro si impegna in un funambolico assolo di parecchi minuti prendendosi completamente il palco.

Menzione speciale come solito al cantante Myles Kennedy, che stasera si presenta con una canottiera decorata con la locandina de Lo Squalo di Steven Spielberg. Sempre impeccabile, dal timbro bellissimo e dall’estensione impressionante. Dopo lunghi anni di ininterrotto lavoro al microfono, migliaia di chilometri vissuti in tour per due band diverse e un disco solista, l’ho trovato per la prima volta un po’ contenuto, impegnato a gestirsi limando molti dei suoi acuti (è la prima volta che sento il ritornello di Starlight in tonalità bassa) ma con tantissima maestria. Solo chi lo segue assiduamente da anni si può accorgere di questa flessione, comunque bilanciata da una sempre più convinta presenza sul palco. Dopo questa parentesi con Slash si ricomincia con gli Alter Bridge che hanno già annunciato il nuovo disco e relativo tour. Speriamo che il Dio del rock ci preservi sempre in salute Myles Kennedy, patrimonio di tutti noi amanti della musica.

Il concerto di Slash con Myles Kennedy e The Conspirators è uno spettacolo pirotecnico, circense, dove i musicisti sono liberi di esprimersi al meglio senza pressioni milionarie. Meno grandioso di un concerto dei Guns ma anche più genuino, spontaneo. Tra i musicisti sul palco c’è passione per la musica e c’è rispetto reciproco, e tutto questo è evidente e espresso tramite un rock libero e viscerale che non può non conquistare una vasta gamma di fan.

Questa sera infatti c’è uno spettro incredibilmente eterogeneo di pubblico, dal fan dei Guns cresciuto con bimbi a seguito al ragazzino che costringe il genitore a portarlo a vedere quell’eroe sbucato dal passato ma ancora sulla cresta dell’onda. E noi, naturalmente, (abbondanti) trentenni che ancora cullano l’illusione che il rock sia indomito e non ingabbiato dalle regole del mercato.

Le foto del concerto

La scaletta del concerto
The Call of the Wild
Halo
Standing in the Sun
Ghost
Back From Cali
My Antidote
Serve You Right
Boulevard of Broken Hearts
Shadow Life
We’re All Gonna Die
Doctor Alibi
The One You Love Is Gone
Wicked Stone
Mind Your Manners
Driving Rain
By the Sword
Nightrain
(Guns N’ Roses cover)
Starlight
You’re a Lie
World on Fire
Avalon
Anastasia

Daniele Corradi

Foto di Francesco Prandoni

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