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Gli Slipknot battono il caldo: in 20mila al Bologna Sonic Park

Dopo i Metallica sotto la pioggia, un altro evento metal imperdibile si è svolto ieri sera, giovedì 27 giugno 2019, al Bologna Sonic Park: gli Slipknot hanno suonato al termine di una giornata a dir poco rovente, e non solo per le temperature (che hanno superato i 40 gradi nel bacino dell’Arena Parco Nord, anche ben oltre il calare del sole). A riscaldare ulteriormente l’atmosfera e gli animi dei 20mila fan in attesa degli headliner, ci hanno pensato il post-hardcore dei Black Peaks e gli Eluveitie, con il loro folk metal, e soprattutto i Corrosion Of Conformity, oltre ai nostrani Lacuna Coil (che a breve dovrebbero pubblicare un album di inediti), i veterani del thrash metal originario della Bay Area, i Testament, e la carica vichinga degli Amon Amarth.

Prima di parlare del live della band di Des Moines, occorre dedicare una piccola parentesi all’ultimo anno di vita degli Slipknot, un periodo decisamente complicato ma che per questo non ha tagliato le gambe ai Nostri, anzi. A proposito, il frontman Corey Taylor, ha subito recentemente una complicata operazione chirurgica a entrambe le ginocchia, che non ha comunque impedito al cantante di correre e saltare su un palco che sembra fatto apposta per essere esplorato. E che pare tanto una vecchia fabbrica abbandonata, piena di grate, ventole e strutture metalliche.

In secondo luogo, lo storico percussionista Chris Fehn (per intenderci, l’ormai ex Pinocchio) non fa più parte del combo, in seguito a una causa legale intentata contro Taylor e il collega nonché fondatore Shawn Crahan, ed è stato sostituito da un misterioso nuovo membro, di cui ancora non si conoscono né volto né identità (ma possiamo testimoniare che, chiunque sia, è un degno sostituto di Fehn e sul palco non si risparmia di certo). Il sopracitato Crahan, per finire, è stato colpito da un terribile lutto, la morte improvvisa della figlia appena 22enne.

Ma i nove mascherati dell’Iowa sono stati abituati negli anni alle avversità, riuscendone completamente temprati e più forti ogni volta. Una storia tragica, ma duratura, grazie a una continua rinascita attraverso il dolore, come recita uno dei temi portanti di We Are Not Your Kind, sesto album degli Slipknot atteso per il prossimo 9 agosto. Proprio quest’anno poi, la formazione statunitense celebra i vent’anni dalla pubblicazione di Slipknot (uscito il 29 giugno 1999), il disco da cui è iniziato tutto, l’opera che li ha portati allo status di leggende del metal contemporaneo, e che ce li ha consegnati ancora oggi, a distanza di due decenni, acciaccati, pieni di lividi e cicatrici, ma vivi più che mai.

E ce lo dimostra la perfomance a Bologna, ovviamente, come succede da qualche anno a questa parte, seppur priva della violenza insensata degli esordi, in grado ancora di stordire e di far scaturire un potere, quello della catarsi, che è uno dei segreti del successo imperituro della band. Un rito liberatorio collettivo, che inizia a montare sull’intro (515) per poi esplodere del tutto sul ritornello di People = Shit. Il popolo dei maggots, nonostante la stanchezza di una giornata sotto il sole a temperature proibitive, rese ancora più roventi dall’utilizzo di spettacolari pyros (provvidenziale è la stata la distribuzione gratuita di acqua) e il ritardo di circa mezz’ora sulla scaletta da parte degli headliner, ha partecipato senza riserve, dato fondo alle ultime energie disponibili, cantando insieme a Taylor e vorticando in piccoli e grandi circle pit. Un seguito composto da fan di tutte le età, con una buona rappresentanza di giovanissimi a tenere viva la fiamma e a garanzia del futuro.

La scaletta, ha dato ovviamente ampio respiro all’album di esordio (sono ben cinque infatti i pezzi estratti da Slipknot), toccando comunque tutta la carriera della band di Des Moines, fino ad arrivare alle più recenti Unsainted e All Out Life. Lo spettacolo degli Slipknot è ancora di altissimo livello, e la dedizione dei fan che hanno animato la prima giornata del Bologna Sonic Park ne è una delle manifestazioni più evidenti.

La scaletta del concerto
(515) / People = Shit
(sic)
Get This
Unsainted
Disasterpiece
Before I Forget
The Heretic Anthem
Psychosocial
The Devil in I
Prosthetics
Vermilion
Custer
Sulfur
All Out Life
Duality
Spit It Out
Surfacing

Chiara Borloni

Foto di Mathias Marchioni

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