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Statuto live a Pordenone, il report del concerto

Più di 35 anni sulla cresta dell’onda, tra modernismo e il calcio di una volta: così si può riassumere il concerto che attualmente gli Statuto stanno portando in giro per l’Italia, un Football Tour che sabato 26 gennaio 2019 è sbarcato al Rock Town di Cordenons (PN). Un concerto-evento, visto che la data friulana è inserita all’interno di un weekend dedicato al movimento, reso noto anche grazie ad opere come Quadrophenia, e che presenterà numerosi pezzi fuori dalla scaletta.

Non che manchi l’omaggio allo sport più amato dagli italiani, anzi: lo spazio sarà ampio, doveroso e sentito. E due sono quei momenti che ti fanno capire che la nostalgia degli Statuto è quella di un calcio genuino, “quando i giocatori avevano le maglie dalla 1 alla 11 e la difendevano con il cuore” e con le partite alla domenica non spezzettate per esigenze televisive, come denunciato nell’introduzione a quella Controcalcio scritta con Enrico Ruggeri. Il primo è in Facci un gol, brano dedicato al loro “dio del calcio” Paolino Pulici, e poi in Ragazzo ultrà, che racconta il mondo passato del tifo organizzato. Non mancano anche le chicche arrangiate per questo tour, come i temi di 90° Minuto, Domenica Sprint e Tutto Il Calcio Minuto Per Minuto proposti come intermezzi azzeccati tra alcune tracce.

Pur con gli effetti dell’età ben visibili, gli Statuto mostrano un tiro e un carisma da fare invidia a gruppi più giovani, con il frontman Oskar e il batterista Naska sugli scudi, con l’ultimo protagonista in più momenti di assoli nei quali ha messo in luce il suo talento, come ad esempio nel bridge di Rabbia e stile.

Una band che con Va tutto bene fa un bilancio della propria ultratrentennale carriera e che non rinnega il suo passato. E se Abbiamo vinto il Festival di Sanremo, dedicata a Toto Cutugno, e Piera sono i due episodi forse più noti del loro intero repertorio, sconvolge ancora l’attualità di un pezzo come Ghetto inciso nel 1986, mentre lascia un sentimento agrodolce il dialogo tra padre e figlio di Un giorno di festa. Non manca infine l’omaggio ai Mods, con la traccia Io Dio, e Pugni chiusi dedicata ad un loro amico ora residente a Pordenone.

Una band che forse è stata fin troppo figlia di un certo filone (le similitudini con i Madness sono troppe) ma che negli anni ha dimostrato comunque di essersi costruita un bagaglio solido grazie anche a delle esibizioni live convincenti. Gli Statuto hanno dalla loro grandi ritornelli (Solo tu) e una sezione ritmica tra le più convincenti in circolazione; un collettivo che, a conti fatti, avrebbe forse meritato di raccogliere qualcosa in più.

Nicola Lucchetta

Foto di Chiara Buonvino

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