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Microchip Emozionale dei Subsonica compie 20 anni

Il 26 agosto 1999 esce per Mescal Microchip Emozionale, il secondo disco dei Subsonica. Da molti ritenuto come uno degli episodi più importanti della discografia contemporanea, il suo valore non è stato messo in discussione da stampa e fan stessi, aiutando il collettivo torinese a diventare una delle band più importanti del panorama nazionale.

20 ANNI FA…
I Subsonica non arrivano da sconosciuti alla pubblicazione del loro album simbolo, come non è sconosciuta la loro visione artistica. Li avevamo notati con un disco omonimo che, grazie a singoli come Cose che non ho e Radioestensioni, aveva permesso loro di farsi apprezzare da un pubblico ampio. Per quello mainstream è innegabile che il maggior contributo sia arrivato da quella riedizione di Per un’ora d’amore dei Matia Bazar, incisa per il disco solista di Antonella Ruggiero Registrazioni Moderne, con la quale ottennero importante visibilità su network radiofonici e televisivi, non solo con il videoclip ma anche con esibizioni dal vivo.
L’impronta musicale era ben chiara, un vero e proprio laboratorio artigianale italiano, con Max Casacci in cabina di regia che guarda dritto alla scena elettronica britannica, in quel momento storico in bilico tra big beat, jungle e drum n bass (con dischi come New Forms di Roni Size & Reprazent che ai Mercury Prize superò perfino i Radiohead di OK Computer).

IL DISCO
Microchip Emozionale arriva in un momento storico di grande fermento per la musica italiana: se il mainstream è territorio di Ligabue/Jovanotti/Litfiba, che non a caso incisero proprio in quell’anno il singolo Il Mio Nome E’ Mai Più, il sottobosco godeva di un grande seguito anche a livello mediatico: Afterhours, Bluvertigo, Marlene Kuntz, ma anche nomi meno conosciuti come i trevigiani Estra, i Malfunk e gli esordienti Verdena vantavano di importanti numeri.
I Subsonica avevano però una marcia in più: musica ben radicata sulla tradizione italiana ma che guarda ad un mercato internazionale. Un gruppo, per dirla breve, che se avesse inciso pezzi in inglese avrebbe sfondato con facilità anche al di fuori dell’Italia.

Molto si è detto e scritto sul secondo lavoro dei Subsonica ma il pensiero più diffuso rimane quello che la band non ha più inciso un disco di quello spessore, spettro con il quale ha convissuto per molti anni ed esorcizzato, alla loro maniera, con il brano Benzina Ogoshi. Pensiero che non è giustificato però, vista la qualità mediamente alta che caratterizza l’opera omnia dei piemontesi.
Una cosa è però certa: Microchip Emozionale è il disco che capita una volta nella vita non per una sola band, ma per un’intera generazione o per un intero filone di band e che segna, inevitabilmente, un confine netto tra passato e futuro. Facendo un paragone, è stato per la musica italiana ciò che è stato Songs In The Key Of Life di Stevie Wonder per il pop internazionale; c’è un prima e un dopo questi due album in tutto, dall’approccio al pezzo alla melodia all’aver sdoganato certe sonorità poi diventate di uso comune.
Non c’è un passo falso su questo lavoro, partendo sin dai suoni: perfetti, moderni ancora oggi, dal piglio internazionale. Sembra uscito dalla Bristol dei Massive Attack o da un club della cosmopolitana Londra ma, in realtà, esce da una città ex industriale che passava anch’essa da un declino tipico delle città post-industriali ad una rinascita che sarebbe arrivata di lì a poco in quella che poi sarebbe diventata Casasonica.

Sui singoli episodi è inutile perdere tempo, visto che siamo di fronte ad undici potenziali hit che tengono incollati all’ascolto dall’inizio alla fine e brani che, a distanza di anni, trovano spazio fisso nelle scalette dei loro concerti. E se con Sonde si parte in un viaggio futuristico, è con Colpo di pistola, Liberi tutti e Aurora sogna che ci si scontra con i primi singoli radiofonici, con la seconda che offre anche lo spunto per il titolo del disco.
Un disco fatto per ballare, e non per la presenza di Claudio Coccoluto su un remix de Il mio DJ, ma anche per la presenza di brani che flirtano con il funk come Depre e Strade, o capitoli più dance come Discolabirinto, incisa con Morgan dei Bluvertigo. Non mancano infine episodi autobiografici come Il cielo su Torino, omaggio moderno alla loro città.
Il disco ottenne un ottimo risultato di vendite, superando le 100.000 copie, e farà da volano ad un tour che li vedrà esibirsi in contesti più ampi come l’MTV Day bolognese, senza dimenticare i contesti dei club.

…E OGGI
Chi pensava che i Subsonica avessero raggiunto il loro apice artistico, non si sarebbe mai aspettato di doversi ricredere pochi mesi dopo. Nel 2000, infatti, parteciparono a Sanremo con la canzone Tutti i miei sbagli, che poi venne inserita nella riedizione del loro disco.
La band cambiò forma già nel periodo immediatamente successivo: Pierfunk lascia i Subsonica venendo sostituito da Vicio, con una lineup che è ancora quella di oggi e che pubblicherà sei album successivamente.
Il seguito del gruppo crescerà esponenzialmente nel corso del ventennio successivo, parimenti al ruolo di primaria importanza nella scena nazionale di una band che, partita nel bel mezzo degli anni Novanta, ha conquistato un successo di pubblico trasversale dal punto di vista generazionale e di estrazione cultural-musicale.

Nicola Lucchetta

Foto di Elena Di Vincenzo

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