Onstage
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I Subsonica accendono il Forum

Sono da poco passate le nove quando dei led disturbati annunciano l’arrivo dei Subsonica sul palco. Il ritorno al Forum della band torinese è targato Bottiglie rotte, il primo singolo dell’ultimo nato in Casasonica: 8. Il disco, l’ottavo, ha riportato i Subsonica in giro per l’Italia dopo le rispettive esperienze parallele. Tra i protagonisti della serata, il palco, un’imponente struttura semovente che, nel corso della serata, cambierà forma più volte.

A scaldare i presenti ci pensano classiconi come Discolabirinto, Up Patriots To Arms e Nuova ossessione. «Vi abbiamo lasciati caldi e vi ritroviamo caldi», così Samuel prende atto dello stato di forma del pubblico, che attendeva questo ritorno da Una Foresta Nei Club. Dopo questo breve tuffo nel passato, è però tempo di nuovo album. «Questo è un pezzo che parla dei nostri esordi», Jolly Roger apre la triade dedicata ad 8 che terminerà con la martellante Punto Critico. Anche sulle note del nuovo disco il pubblico tiene botta, dimostrandosi quantomai preparato. Un Samuel in formissima capisce allora che su questa disponibilità ci si può lavorare e comincia a giocare con gli spettatori, invitandoli a saltare per tutto il corso del concerto. Prima di una breve pausa, che segnerà la fine della prima parte del concerto, la band si cimenta in una cover riuscitissima di Boys Don’t Cry dei Cure.

Archiviata la pausa, si riparte alla grande con Samuel che prende il volo e si lascia sollevare da una pedana che lo porta a diversi metri da terra per Respirare. Ad impreziosire la serata, come per le altre date del tour, arriva Willie Peyote. Il rapper, torinese anche lui, raggiunge la band sul palco per L’incubo e per proporre poi un suo pezzo e Radioestensioni, tratto dal primo omonimo album dei Subsonica. Una collaborazione che funziona, quella con Willie, che si dimostra, ancora una volta, un artista poliedrico da non relegare esclusivamente all’universo nel quale siamo soliti collocare i rapper. Lo show riprende e tocca il suo punto più alto con Depre, tra i brani più attesi della serata, amatissimo dal pubblico e sul quale anche i più restii al movimento si sono dovuti scatenare. È poi Max a prendere la parola, riservando un grazie a tutti coloro che, da vent’anni, accompagnano la band. Qualcuno, però, nel viaggio, si è perso. È il caso di Carlo Rossi, produttore e compositore vicino alla band e scomparso nel 2015 a causa di un incidente. A lui è dedicata Le onde, un delicato saluto che i Subsonica hanno deciso di riservargli in 8. Un momento davvero intenso, che culmina in un applauso sentito da parte del pubblico.

In chiusura, c’è tempo per quello che è probabilmente il brano più celebre dei Subsonica. Samuel, visto il periodo, decide di presentarlo proprio come se fosse a Sanremo. Di Casacci, Romano, Di Leo: Tutti i miei sbagli. Se i seggiolini avessero potuto cantare, probabilmente l’avrebbero fatto, per non sentirsi gli unici che, in quel del Forum, non intonavano quello che ormai è un classico della musica italiana.

I Subsonica, all’appuntamento coi palazzetti, si presentano alla grande, complice anche il warm up europeo che li ha visti protagonisti anche all’estero. Il segreto, probabilmente, sta proprio nell’essere riusciti a mantenere la stessa formazione per così tanto tempo, garantendo il perfetto funzionamento dei meccanismi della band. Non meno importanti, la continua voglia di intrattenere, di regalare al proprio pubblico uno spettacolo sempre nuovo, fanno dei Subsonica un gruppo senza data di scadenza. Non esiste stasi, ma una continua ricerca di tensione creativa grazie alla quale ogni membro accende l’altro, generando quella che è per i Subsonica un’enorme fonte di energia. Energia che viene, nel corso del live, riversata tutta sul palco e percepita in maniera chiara e definita dal pubblico.

La scaletta
Bottiglie rotte
Discolabirinto
Up patriots to arms

Nuova ossessione
Jolly Roger
Fenice
Punto critico
Liberi tutti
Il diluvio
Perfezione
 
Boys Don’t Cry (The Cure)
L’incredibile performance di un uomo morto
Respirare
Cieli in fiamme
L’incubo
(con Willie Peyote)
I cani (con Willie Peyote)
Radioestensioni (con Willie Peyote)
La glaciazione
Nuvole rapide
Veleno
Aurora sogna
Depre
Le onde
Il cielo su Torino
L’odore
Abitudine
Benzina ogoshi
Tutti i miei sbagli
Strade

Felice Ragona

Foto di Francesco Prandoni

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