Onstage
foto-concerto-the-darkness-roma-09-novembre-2017

I Darkness sono ancora una rock band in piena forma

Non si fanno mai attendere troppo i The Darkness nel nostro Paese, ma è anche vero che difficilmente ci stufiamo del loro rock irriverente, ironico e pieno di energia. Così ecco il grande ritorno all’Alcatraz di Milano, in attesa di rivederli il 28 Giugno al Rock The Castle 2020 in compagnia dei miti del southern rock Lynyrd Skynyrd.

Sono passati attraverso un periodo buio, dopo Permission To Land, esordio straripante datato 2003, quando singoli di grande successo scalavano le classifiche e gli permettevano di tenere concerti da headliner in tutti i festival più importanti del mondo. La band vive di gioia e dolori sotto la luce riflessa del frontman Justin Hawkins e se lui sta bene, il gruppo corre. Viceversa, i The Darkness cadono nell’oblio. Questo è successo dopo segnali di chiaro deragliamento, fino a quando nel 2006 Justin deve iniziare il processo di disintossicazione e la spina viene staccata. Si riaccende però nel 2011, ed oggi abbiamo un frontman ed un gruppo in piena forma.

L’ultimo album in studio Easter Is Cancelled ci ha confermato il loro marchio di potente hard rock, con una mai doma vena irrisoria nei confronti di società e industria musicale, e perché no anche nei confronti del loro approccio al rock stesso come confermato dall’irresistibile video in accompagnamento alla canzone Rock And Roll Deserves To Die, allungando un filotto di buonissimi singoli e album dalla reunion in poi.

Come già due anni fa, nel Novembre del 2017, Justin sale sul medesimo palco dell’Alcatraz come una furia, a stento contenuto dentro la succinta tutina (bianca durante la prima parte di show, poi dopo il cambio diventerà rossa) Il feeling con il pubblico non è calato di una virgola, sempre grazie al carisma del frontman, vero mattatore e produttore di infinito entusiasmo.

Vi lamentate che i gruppi non sostengano abbastanza la loro musica nuova puntando solo sui cavalli di battaglia? Eccovi serviti: i The Darkness dedicano tutta la prima parte del concerto al nuovo lavoro Easter Is Cancelled che viene suonato nella sua interezza. Scelta coraggiosa ma che non lascia nulla allo spettacolo della già citata Rock And Roll Deserves To Die in apertura e la ballatona Heart Explodes, il più recente singolo in rotazione. Il set si chiude con la voce di Justin chiara e potente nella delicata e acustica We Are The Guitar Men.

La seconda parte è quella dei classici: si va da One Way Ticket a Love Is Only a Feeling, passando per Get Your Hands Off of My Woman a I Believe In a Thing Called Love, senza tralasciare la seconda parte di carriera e le più recenti Solid Gold e Barbarian. I ragazzi sono affiatatissimi, a cominciare dai fratelli Hawkins senza tralasciare il pittoresco bassista Frankie Poullain e il batterista dal cognome altisonante Rufus Taylor. Sono talmente bravi da far pensare che avrebbero dovuto avere un destino ancora più grande di questo, destino ridimensionato dai tanti problemi e intoppi personali.

I The Darkness sono stati il classico esordio troppo esplosivo per essere retto da rockstar che in fin dei conti, se pur immensamente talentuosi, sono esseri umani inseriti in un contesto più grande di loro. Alcuni sono più resistenti di altri, molti invece si frantumano sotto il peso del ritmo forsennato. Dobbiamo essere felici: Justin è riuscito a risalire la china con il suo biglietto per l’inferno che in fin dei conti, dopotutto, aveva anche l’opzione per il ritorno. Qualcuno urla dalla folla a Justin: “Vai tu a Sanremo!” Bel pensiero, ma i due mondi non possono essere più lontani di così stasera. Qui ci sono colore, lustrini, baffi e capelli lunghi. Rock’n’Roll vecchio stampo, e anche se forse il rock merita di morire, noi saremo sempre pronti ad onorarlo fino alla sua fine.

Daniele Corradi

Foto di Roberto Panucci

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI