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The Kolors: «Con il nuovo album vogliamo spiazzare tutti»

A due anni di distanza dall’album OutThe Kolors hanno presentato il loro nuovo lavoro, You (Baraonda/Artist First), disponibile dal 19 maggio. La predilezione per i titoli molto brevi resta, ma stavolta Stash, Alex e Daniele hanno voluto fare le cose (realmente) per bene, concentrandosi tantissimo sulla produzione e sul sound da dare all’intero disco, che parte da ispirazioni molto diverse tra loro – e le manifesta in tutte le sue sfumature.

«La ricerca di identità sonora è naturale in una band, per cui non abbiamo paura di lasciarci ispirare. Non ci sarebbero stati i Beatles o i Pink Floyd se non avessero guardato a qualcuno, prima di trovare la propria strada» chiosa a questo proposito Stash in conferenza stampa. La band ammette senza mezzi termini, del resto, di venire in parte anche dal «mondo dello spettacolo» e di essersi posta la coerenza come obiettivo, nonostante l’apertura a nuove influenze.

Il risultato è un album quasi caleidoscopico, registrato tra Milano e Londra e con tantissime collaborazioni all’attivo: da Gucci Mane in What Happened Last Night («Gli piaceva tantissimo il brano») all’ex Oasis Andy Bell in Dream Alone («Non volevamo scadere nell’imitazione degli Oasis, per cui abbiamo mandato una mail a cui ha risposto Bell, che ci chiedeva se poteva arrangiare il brano. Lo consideriamo la punta di diamante di questo album»). La firma sulla produzione l’hanno poi messa anche Tommaso Colliva e Daddy’s Groove, mentre al missaggio troviamo l’impronta di ‘Spike’ Stent.

Insomma, un album molto lavorato e molto suonato, ben rappresentato – a detta della band – proprio dal brano You che dà il titolo all’intero lavoro. «La canzone riassume il concept del disco. Quando ti accorgi che ti stai comportando in un modo che non ti piace, ti rendi anche conto che stai buttando via il tempo. Lo sappiamo che dai Kolors non vi sareste aspettati tutto ciò. Infatti volevamo spiazzarvi».

L’idea generale era quella di creare quasi una playlist, che rispecchiasse il metodo di fruizione odierna della musica: «Noi ormai ascoltiamo la musica in quel modo. Spotify e piattaforme simili hanno cambiato tutto: dopo aver lavorato a Londra per quattro mesi con Colliva, ci siamo resi conto che serviva qualcosa con un’elettronica molto più pesante. E da lì è nato il singolo che fa da apripista al progetto, What Happened Last Night». Rispondono a questa esigenza anche la deep house di High («Il brano è stato prodotto a Londra, che è la culla di questo genere»), la delicata Souls Connected dedicata al nonno scomparso di Stash e No, «un assaggio di quello che era il nostro album precedente, che andava fortemente alla ricerca delle hit». The Kolors, insomma, non si risparmiano e promettono di fare altrettanto nei live: «Saranno diversi dai precedenti perché non ci piace ripeterci. Integreremo il mondo della musica suonata con la produzione elettronica». Non resta che ascoltarsi in loop You, in attesa di scoprire cosa ci faranno vedere e ascoltare sui palchi la prossima estate.

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