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Sziget 2019, l’abbraccio dei The National

Siamo allo Sziget 2019, il principale festival europeo di agosto che si svolge, come da tradizione, sull’isola di Obuda a Budapest. Da oggi e fino al 13 agosto vi accompagneremo con report live e stories. Il 10 è la giornata dei The National come headliner.

Il mio primo giorno allo Sziget Festival è andato in scena, in realtà, a settantadue ore di distanza dall’inizio dell’evento più atteso dell’estate musicale europea. Intorno alle 14, non appena indossato il bracciale magico e attraversato il famoso ponte di benvenuto, l’isola di Obuda, di fronte a Budapest, si presenta ancora sopita e confusa. Con un calendario di una settimana con oltre mille spettacoli su 60 palcoscenici, ogni serata termina alle luci dell’alba.

Desiderando ma non potendo contare sul dono dell’ubiquità, è di fondamentale importanza stilare un proprio calendario per non perdersi gli artisti di proprio interesse. Per il 10 agosto, l’appuntamento più atteso è quello con i The National. Prima, sul Main Stage, si susseguono il talentuosissimo Mura Masa e tutta l’energia di Macklemore. Sulla scia dello spassionato consiglio di amici, mi fermo al Mastercard Stage per il live di Tamino. Nato da madre belga e padre egiziano, porta con sé la responsabilità di un nome d’eccezione, in onore del protagonista de Il Flauto Magico di Mozart. Responsabilità che si trasforma quasi in destino: la voce calda, malinconica, profonda si interseca a melodie ammalianti, arpeggiate con sfumature orientaleggianti. Una grande presenza scenica e tanti i rimandi che non possono non venire in mente, da Jeff Buckley a Leonard Cohen.  Un grande regalo che mi ha fatto intonando Seasons, uno dei brani che più amo di Chris Cornell e pilastro della colonna sonora del film di Cameron Crowe, Singles.

Il 10 agosto allo Sziget Festival, però, è anche il giorno del set delle due band italiane. Sull’Europe Stage, gli I Hate My Village infiammano l’atmosfera, già climaticamente incandescente. Con Nicola degli Universal Sex Arena alla voce, al posto di Alberto Ferrari, bloccato da una laringite, la superband sfodera i suoi assi nella manica: ritmo, virtuosismi, talento, coesione e la giusta dose di follia del frontman che scende a ballare con i presenti. La stessa calorosa accoglienza è riservata ai Coma Cose e alla loro Mancarsi, illuminata dal tramonto.

Sono ancora seduta sul prato dominato dalle luci della ruota panoramica, quando, spaccato il secondo delle 22, appaiono in scena Matt Berninger, i gemelli Aaron e Bruce Dessner e Scott e Bryan Devendorf e l’ormai immancabile Padma Newsome. I The National salutano l’infinito pubblico dello Sziget con You had your soul with you, traccia d’apertura anche del loro ultimo lavoro in studio I Am easy to find, pubblicato lo scorso 17 maggio. Gli arrangiamenti al pianoforte e l’accompagnamento dei fiati che lo contraddistinguono sono valorizzati dalla dimensione live che infonde magia e intensità a Hey Rosey, where is her head, Rylan e Light years. Alla voce profonda, malinconica, seriosa del frontman, ai testi introspettivi, lucide e preoccupate descrizioni del macrocosmo e del microcosmo americano in un viaggio dal 2000 a oggi, fa da contraltare l’entusiasmo e la ricerca di contatto di Matt. Il cantante è inarrestabile: corre sulla passerella, si stende, si allunga verso il pubblico, scende verso le transenne, si lascia abbracciare, indossa una fascetta di fiori, prima attorno alla fronte, poi come giarrettiera. I need my girl congiunge i cuori in una stretta d’emozioni e Mr November si trasforma in un unico coro ( I won’t fuck us over / I’m Mr. November). Una resa sonora impeccabile, l’equilibrio dei ricercatissimi set strumentali, la performance straordinaria di Berninger e la presenza della linea vocale femminile non solo come accompagnamento ma anche come protagonista, rende il concerto un’esperienza totalizzante, quasi spirituale. Sulle ultime note di About today, i The National ringraziano, si inchinano, si perdono in quella sensazione di stupore, tipica dell’atmosfera di questo festival. E noi, anche oggi, siamo pronti a stupirci.

Setlist The National

You Had Your Soul With You
Don’t Swallow The Cap
Bloodbuzz Ohio
Guilty Party
Hey Rosey
Oblivions
The Day I Die
The System Only Dreams In Total Darkness
Where Is Her Head
I Need My Girl
Graceless
Fake Empire
Rylan
Light Years
Mr. November
Terrible Love
About Today

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