Onstage
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I Thegiornalisti a Milano ci fanno credere ancora nel romanticismo

Noi siamo i Thegiornalisti e crediamo nel romanticismo.
È con questa frase a caratteri cubitali su un muro di led wall che viene inaugurata la prima data milanese di questa leg del tour LOVE. Manco a dirlo, ovviamente completamente sold out.
Uno slogan semplice quanto vero, un po’ indie, un po’ nazional popolare, un po’ di quelli ti-piace-vincere-facile. Ma-con-classe. Un claim che ha il sapore dei Thegiornalisti, che cantando d’amore si sono guadagnati prima l’etichetta di fenomeno indie e poi di fenomeno radiofonico riempi palazzetti. Ma senza mai perdere l’ingenuità di chi è innamorato del primo amore.

Gli è toccato cancellare la data prevista a Reggio Calabria qualche giorno prima, a causa di una forte laringotracheite che aveva colpito Tommaso Paradiso. Ma oggi, a Milano, la voce c’è, anche se un po’ più strapazzata del solito. “Non posso iniziare subito a canna, se no al quarto pezzo mi va via la voce”, ci avverte Paradiso, che non smetterà per tutta l’ora e mezza successiva di ricordarci che la sua voce non è al massimo. Ma ho la netta impressione che al pubblico che ha affollato il Forum di Assago interessi poco. C’è la musica, c’è l’atmosfera da grande festa dell’amore, e soprattutto ci sono loro, che cantano a squarciagola ogni singola parola, supportando Tommaso nelle note più alte.

E si, più che un solo concerto, quella di questa sera mi è sembrata soprattutto un’immensa festa colorata. Un pride del romantico senza speranza, che non ha paura di sembrare uno sfigato sempre innamorato della persona sbagliata. Una festa, lasciatemelo dire, con il light design più figo che ho visto negli ultimi mesi. E che ha raggiunto un incredibile picco anni ’80 con LOVE: “Questa prossima canzone è per tutte quelle persone che hanno ascoltato questo disco, che si chiama LOVE. Anche la canzone si chiama LOVE”. Ed eccole lì, le quattro lettere dell’amore, che si gonfiano e alzano sopra al primo livello di led wall.

Con Sold Out, che Tommaso inizia a cappella, si chiude il primo capitolo della serata. Segue una breve sessione acustica featuring Gabriele, un ragazzo pescato dal parterre, per Da sola/In the night. La festa è anche e soprattutto per il pubblico, che diventa sempre più protagonista.
Dalla mia tribuna, a metà concerto, mi cade l’occhio sul fondo del parterre, dove una mamma e una bambina, di circa 6 anni, ballano senza sosta ogni singola canzone. Si rincorrono, si spingono, saltellano quando parte la loro preferita. E diventano un po’ l’immagine della serata, per me. Perché chi se ne frega se i Thegiornalisti possono essere ancora considerati indie o no, se sono troppo mainstream o no, se si sono venduti o meno. Sono la colonna sonora italiana senza età. Sono quella musica senza troppe pretese che parla alla mamma e alla bambina. In modo un po’ sognante, un po’ ingenuo. Perché se è vero che il lighting e lo stage dei Thegiornalisti è da fuoriclasse, è anche vero che loro, i Thegiornalisti, hanno mantenuto la loro ingenuità. La stessa che fa muovere e parlare sul palco Paradiso con una certa goffaggine, ma tanto, siamo tra amici. Un’atmosfera da bar all’angolo che ti fa sentire a casa.

Una dopo l’altra ci suonano Questa nostra stupida canzone d’amore, New York, Riccione, Completamente e Felicità Puttana. E il Forum fatica a contenere le migliaia di voci che cantano all’unisono. Sul finale una pioggia di coriandoli colorati, degli stessi colori della bandiera della pace. Perché lo show dei Thegiornalisti è una celebrazione di tutto quello che c’è di buono. È semplice, è nazional-popolare, è alla portata di tutti. Ma non sto dicendo che è banale. Alla fine, nell’amore, di banale, non c’è proprio nulla.

La scaletta del concerto
L’ultimo giorno della Terra
Senza
Vieni e cambiami la vita
Love
Il tuo maglione mio
Una casa al mare
Controllo
Sold Out

Acoustic
Io non esisto
La gatta e la luna
Da sola / In the night

Fatto di te
Zero stare sereno
Milano Roma
Questa nostra stupida canzone d’amore
Proteggi questo tuo ragazzo
Dr. House
Tra la strada e le stelle
New York
Riccione
Completamente
Felicità puttana

Paola Marzorati

Foto di Francesco Prandoni

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