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Thom Yorke a Collisioni: il concerto totalizzante

La prima delle cinque date italiane di Thom Yorke è ospitata dalla cornice unica del Festival Collisioni di Barolo. Un salotto ideale per un concerto che ha nell’esclusività la sua caratteristica preponderante.

Il palco della rassegna del Collisioni è incastonato al centro del paese in provincia di Cuneo, un mondo fuori dai tempi e dalle dinamiche della vita di tutti i giorni, un luogo raggiungibile solo dopo una lunga camminata o un viaggio di qualche minuto sulle navette messe a disposizione dall’organizzazione, un processo necessario di purificazione dalle scorie inquinanti del tran tran ossessivo che ognuno di noi, in questi tempi, è costretto a subire.

Si arriva davanti al palco per il concerto del frontman dei Radiohead già predisposti all’abbandono totale alla sua arte, perché è questo il patto che i presenti hanno dovuto stipulare per godere al massimo dell’esperienza visiva e sonora di questa seconda tranche del tour italiano di Tomorrow’s Modern Boxes, un tour che da qualche settimana si è però trasformato nel tour promozionale di ANIMA, il nuovo album del musicista inglese.

I fan della vecchia guardia dei Radiohead si sono rassegnati da tempo all’assenza dei riff di chitarra e dei ritornelli sing along, catapultati in un vortice di evoluzione musicale che anche nell’ultimo A Moon Shaped Pool ha investito pezzi nuovi e recuperati da registrazioni vecchie di 25 anni. L’elettronica ha riempito le canzoni ed è diventata protagonista assieme all’abbandono progressivo delle strutture classiche di ascolto, registrazione, composizione, marketing promozionale. Il fan dei Radiohead è abituato ad aspettarsi di tutto ma è soprattutto assuefatto alla sensazione di non doversi sedere mai in una comfort zone compiaciuta e assecondata dall’artista, un facile compromesso a cui oggi in molti stanno cedendo. Con il percorso solista di Thom tutto questo è accentuato all’ennesima potenza.

Confermata dall’ultimo lavoro ANIMA, la tendenza è quella di una sperimentazione sempre più marcata, volta alla scoperta di nuove connessioni sensoriali tra melodie e ritmi psichedelici, loop ossessivi che hanno lo scopo di imbrigliare le attenzioni degli ascoltatori per portarli poi nelle zone di luce ed ombra che formano l’universo artistico dell’artista. Il concerto di stasera è un viaggio allucinato nella testa di Thom Yorke, un’esperienza che funziona solo se ci si abbandona completamente alle sue direttive. Non è un caso che gli episodi più potenti siano stati proprio i pezzi nuovi di ANIMA, quelli che hanno accompagnato il sorprendente marketing promozionale (Not The News si poteva ascoltare chiamando un numero che compariva in misteriosi poster disseminati nelle maggiori città mondiali che pubblicizzavano una misteriosa impresa a nome Anima Technologies che si proponeva di ritrovare i tuoi sogni smarriti) e presenti nel corto omonimo diretto da Paul Thomas Anderson disponibile sulla piattaforma Netflix. Impossile Knots, Dawn Chorus e appunto Not The News richiamavano all’ascoltatore le immagini del meraviglioso corto trasformando l’esperienza in qualcosa di avvolgente e totale.

Il set era totalmente privo di episodi presi dalla discografia dei Radiohead, come Yorke ci ha abituato a parte pochissime eccezioni (nella data al Fabrique di Milano nel maggio 2018 aveva suonato Spectre, il pezzo scartato per l’omonima colonna sonora del film su 007). La carriera solista è quindi la protagonista assoluta. I pezzi di The Eraser (2006), Tomorrow’s Modern Boxes e del progetto degli Atoms For Peace (Amok, 2013) hanno creato un flusso unico di esperienza musicale, accompagnata da ingegneria visiva di enorme impatto, il tutto completato dalle movenze allucinate di Thom che ballava, suonava la chitarra, cantava e si spostava al laptop, ringraziava il pubblico e lo estasiava con il suo timbro ormai entrato nell’immaginario di una generazione intera insieme ai più grandi del suo tempo. Interference, scelta per iniziare è perfetta per immergere il pubblico nel contesto sonoro dello spettacolo. Particolarmente efficaci Black Swan, Has Ended e la bellissima Default dall’album Amok.

Impossibile dividere lo show dalla cornice del Collisioni e di Barolo, un salotto che dialoga con l’ambiente prettamente riservato al palco. Ci si incontra per le vie del paese prima del concerto, si beve vino e si chiacchiera, si contemplano le meravigliose colline vestite di vigne che circondano la valle della provincia di Cuneo, guardando il sole svanire e lasciare spazio al mondo rinchiuso nella testa di Thom Yorke. Dopo un’ora e mezza di luci, colori e musica, tornando a casa lo spettacolo aggiuntivo di una Luna morsa da un’eclissi parziale. Cosa chiedere di più da una serata di musica?

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