Onstage
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I 70 anni di Tom Waits

Spegne oggi 70 candeline un’artista che può essere considerato a tutti gli effetti larger than life, come si usa dire di questi tempi. All’alba dei suoi 70 anni, Tom Waits ha ormai all’attivo più di 20 dischi di canzoni memorabili (tra album in studio, colonne sonore, live e rarità) e altrettanti film – nei quali si è cimentato non solo in veste di musicista, ma anche in qualità di attore, facendo la sua (s)porca figura accanto a vere e proprie stelle del cinema.

Davanti a tanta grandezza oggi non possiamo far altro che farci piccoli e rendergli omaggio con 50 sfumature di questa sua vita artistica, incontenibile come il magma di un vulcano costantemente in eruzione, di cui riusciamo ad afferrare soltanto alcuni piccoli zampilli infuocati. Tra questi, frammenti reali e immaginifici, episodi fantasiosi e storie poco credibili, citazioni irriverenti, battute ironiche e naturalmente tante, tantissime canzoni calpestate ai margini dei marciapiedi – eppure a loro modo splendenti, anche se illuminate soltanto dalla luce delle insegne ai neon di qualche locale notturno.

In totale abbiamo messo insieme venti aneddoti sulla sua vita, dieci canzoni, dieci film (e/o opere teatrali) e dieci perle di saggezza, aggiungendo poi, come ciliegina sulla torta, una playlist di 70 canzoni per 70 anni di vita vissuta da questo incredibile artista – che è forse l’unico al mondo per il quale l’aggettivo “incredibile” può essere usato sia in senso iperbolico che in senso letterale.

A questo punto, quindi, slacciate pure le cinture perché con Tom Waits allacciarle non serve a niente e fate buon viaggio.

ANEDDOTI:
1. Nascita – L’aneddoto più famoso è forse quello che riguarda la sua nascita. Tom Waits infatti ha raccontato più volte di essere nato sul sedile posteriore di un taxi, con la barba di tre giorni e di aver dovuto prendere fin da subito delle decisioni importanti, come quella di pagare la corsa al tassista e di cercarsi un lavoro. Dirà in seguito di essere riuscito a farsi assumere come sindacalista al reparto maternità, salvo poi essere licenziato, restando per questo parecchio disilluso dalla politica del sindacato.

2. Natale – Un’altra storia vera come lo splendore del falso è quella del suo primo pianoforte. Lo vide in una vetrina del banco dei pegni sotto i giorni di Natale. Dopo di che andò a chiamare sua madre per dirle che lo desiderava tanto e che se avesse imparato a suonarlo avrebbe fatto la vita da signore. A quel punto la mamma prese un mattone, spaccò la vetrina e tornarono a casa con il piano. Il resto è storia.

3. Zio Vernon aka “La voce” – Ci sono due zii che hanno avuto un’enorme influenza sul piccolo Tom, il primo è zio Vernon dal quale ha preso “in prestito” la voce. Pare infatti che a Tom sia venuta quella sua tipica voce da carta vetrata nel tentativo di imitare quella dello zio, che a sua volta l’aveva ottenuta a causa di un intervento chirurgico alla gola, durante il quale gli avevano lasciato dentro per sbaglio una garza e un piccolo paio di forbici.

4. Zio Robert aka “La Vista” – L’altro zio invece era quello che agli occhi del piccolo Tom sembrava . più figo di tutti perché se ne fregava delle regole e delle convenzioni, suonava l’organo in casa e aveva un pianoforte in giardino lasciato fuori a prendere la pioggia. Era tutto scassato, ma Tom imparò a suonarlo lo stesso usando solo i tasti neri rimasti integri. Un giorno Tom, affascinato dallo stato di disordine organizzato in cui lo zio teneva la casa, chiese a sua madre se poteva incasinare la sua stanza alla stessa maniera. A quel punto la madre gli disse la verità, cioè che lo zio Robert era cieco.

5. Ray Charles – Pare che Tom sia stato un grandissimo fan di Ray Charles, al punto da aver coniato la famosa massima “L’amore è cieco. Dio è amore. Ray Charles è cieco. Quindi Ray Charles dev’essere Dio spesso ripresa da Vinicio Capossela nei suoi concerti.

6. Tatuaggi – Quando aveva 14 anni Tom aveva cominciato a lavorare come lavapiatti al Napoleone’s Pizza House, di cui parlerà nella canzone The Ghosts Of Saturday Night. Ma la cosa divertente è che in quel periodo si era fatto anche i suoi primi due tatuaggi: “sulla schiena ho la mappa di Eastern Island. E sullo stomaco ho il menù completo del Napoleone’s Pizza House. Dopo un po’ hanno fatto a meno del menù. Mandavano fuori me, mi toglievo la maglietta e restavo accanto ai tavoli”.

7. AlberghiTom soprattutto agli inizi amava alloggiare presso motel scalcagnati e bettole poco raccomandabili. Col tempo aveva addirittura elaborato un “sistema sofisticatissimo” per individuarli. Quando arrivava in una città nuova, sceglieva a caso un presidente americano e chiedeva di essere portato all’hotel che portava il suo nome. Incredibilmente funzionava sempre, così riusciva a finire “in quei posti veramente strani, quelle stanze con le macchie sulla tappezzeria, le voci fumose lungo i corridoi, a dividere il bagno con un tipo con l’ernia. Guardavo la tv nell’atrio coi vecchi. Sapevo che in questi posti c’era della musica. E delle storie. Era quello che cercavo”.

8. Frank Zappa – Quando era ancora agli inizi Tom fu reclutato per aprire i concerti di Frank Zappa, pur non avendo nulla in comune con la sua musica. I fan lo contestarono ferocemente al punto che Tom ha ricordato così quei momenti: “Mi fa venire ancora gli incubi. Frank mi appare in sogno e mi chiede com’è la folla? Faccio sogni dove il piano prende fuoco e il pubblico si fa sotto con le torce e poi mi trascinano via e mi prendono a bastonate… insomma penso che sia stata una bella esperienza”.

9. Privacy – All’epoca di Small Change, anno di grazia 1976, Tom fece l’errore di scrivere sulla copertina del disco il suo numero di telefono del Tropicana (l’infimo motel dove era solito alloggiare). La leggenda narra di un fan particolarmente insistente che lo chiamò nel cuore della notte lanciandosi in un profluvio di complimenti ed elogi su quanto fosse l’unico in grado di capirlo veramente. Tom allora non rimase certo insensibile e rispose così: ”Sì, certo tutto questo è bellissimo, però io qui sto cercando di dormire”, e riagganciò.

10. Mtv prima di teSempre nel 1976 prima ancora dell’avvento di Mtv, Tom Waits fece realizzare un cortometraggio di animazione per il branoThe One That Got Away che a tutti gli effetti può essere considerato il primo video musicale della storia. A ideare il disegno del personaggio principale fu Keith Newton che poi divenne uno dei principali disegnatori della Disney.

11. Disney –Tom Waits partecipò anche a un disco tributo alla musica dei film della Disney, per il quale realizzò una sua particolare versione della canzone di Biancaneve e i sette nani Heigh Ho (The Dwarf ‘s Marching Song). Ma invece di fischiettare allegramente mentre vanno a lavoro i nani di Tom Waits sembrano più dei condannati ai lavori forzati, incatenati in qualche girone dell’inferno. Naturalmente quelli della Disney rimasero parecchio turbati da tutto ciò, con piena soddisfazione di Tom.

12. Rickie Lee JonesÈ stata una delle relazioni artistiche e sentimentali più importanti di Tom Waits. La cantante non ha mai parlato molto volentieri di quel periodo, ma come spesso accade nelle relazioni tra cantanti (vedi alla voce Nick Cave/Pj Harvey o Cat Power/Bill Callahan) è riuscita a metterlo in musica in modo talmente toccante da non aver bisogno di aggiungere altro, provate, ad esempio ad ascoltare il modo in cui canta Rainbow Sleeves (scritta per lei dallo stesso Tom) o A Lucky Guy senza farvi venire le lacrime agli occhi e il groppo in gola.

13. Chuck E. Weiss – Musicista e amico fraterno, andava a comporre con Rickie e Tom un terzetto inseparabile, un po’ alla Renato Zero e sorelle Bertè del periodo romano… Il brano più famoso di Rickie Chuck E’s in love parla proprio di lui ed è nato per caso da una telefonata tra Chuck e Tom, al termine della quale Waits guardò Rickie e le disse: “Chuck si è innamorato”.

14. Arresto – Una sera a Tom e Chuck furono anche arrestati dalla polizia per disturbo della quiete pubblica e “adescamento di omosessuale”. In realtà avevano semplicemente preso le difese di un ragazzo che stava per essere picchiato da dei “tizi” che poi risultarono essere dei poliziotti in borghese. Tom ricorda di essersi ritrovato sbattuto a terra con violenza e una pistola puntata alla testa. Al processo furono dichiarati non colpevoli.

15. Frito il bandito – Un giorno Tom venne a sapere che in uno spot dei tacos della Frito-Lay stavano utilizzando una sua canzone, Step Right Up, che – ironia della sorte – era stata scritta proprio contro la svendita dell’arte nei confronti della pubblicità. Anche se non aveva concesso l’utilizzo del brano, il colosso degli snack aveva deciso di utilizzarlo lo stesso facendolo cantare in modo praticamente identico da un imitatore. Tom andò su tutte le furie e anche sta volta vinse la causa.

16. Kathleen Brennan Waits ha raccontato in diversi modi il primo incontro con quella che sarebbe diventata poi la sua compagna, collaboratrice e futura moglie Kathleen Brennan. In uno dei più frequenti lei era una suora e viveva in un convento, ma per fortuna la notte di Capodanno ottenne un permesso per andare a un veglione, durante il quale conobbe Tom e decise di “lasciare Dio” per stare con lui.

17. Keith Richards – Per le registrazioni di Rain Dogs Tom riuscì ad ottenere la collaborazione del chitarrista immortale degli Stones, il quale oltre a regalargli alcuni riff impagabili, gli spiegò il segreto del “capello sulla lente”, che sostanzialmente è l’imprecisione, l’errore, quell’effetto per cui le canzoni di Tom Waits a volte sembrano essere state calpestate in sala di incisione. É come un capello che rimane per sbaglio sulla lente del fotografo, ma poi quello sbaglio assume un significato e diventa fondamentale.

18. The Replacements – Tom era un amante della musica di alcuni gruppi rock che considerava spiriti affini, tra questi c’erano sicuramente i Pogues di Shane MacGowan e i Replacements di Paul Westerberg con i quali una sera si ritrovò a scolare qualche drink al Formosa Cafè di West Hollywood per poi finire in studio a registrare qualche pezzo in amicizia, dopo essersi scolati un’altra bottiglia di Jack Daniel’s. Il risultato di quella serata è stato pubblicato di recente nel cofanetto dal gruppo di Minneapolis Dead Man’s Pop uscito per celebrare I 30 anni di Don’t Tell a Soul. Consigliato per chi davvero “conosce la notte”.

19. Strumenti InusualiTom Waits è famoso per aver utilizzato strumenti musicali poco convenzionali: uno di questi è sicuramente il Conundrum che lo stesso Tom ha descritto comeuna croce di metallo che ricorda vagamente uno strumento di tortura cinese. Colpendola con forza fa il suono di una porta di una prigione che si sta chiudendo dietro di te. È una sensazione stupenda colpire qualcosa in quel modo. Battila più forte che puoi con un martello. Ti fa stare bene ed è terapeutico”.

20. Tempo e orologi – Chiudiamo con quello che è forse l’episodio più assurdo e nonsense di tutta la sua carriera: un giorno una signora si avvicinò a Tom Waits nei pressi di un’edicola e gli disse: “Mi scusi signore, è questo il posto dove vivono gli orologi?”. Tom le rispose cortesemente: ”Certo, questo è il posto dove vivono gli orologi”. La donna allora gli domandò chi fosse e lui le rispose: “Padre Tempo”, lei esclamò “Papà!” e allargò le braccia. Tom non se la sentì di smentirla, così come noi non ce la sentiamo di smentire lui, perciò prendiamo tutto per buono e cogliamo l’occasione per ascoltare ancora una volta un capolavoro come Time.

CANZONI:
1.Ol’ 55 – La prima canzone che apre il primo album di Tom Waits (Closing Time) è una canzone dedicata a una macchina; potrà sembrare superficiale, ma in realtà quella dell’automobile è una tematica ben radicata nella tradizione rock americana in quanto simbolo di libertà. Da quella più generica dei Beatles  –Drive My Car – e dei Beach BoysIn My Car – alla Mercedes di Janis Joplin, la Corvette di Prince, la Cadillac di Bruce Springsteen, ecc. sono moltissimi gli artisti che hanno parlato dell’automobile o della libertà di guidare – avete presente il video di1979  degli Smashing Pumpkins no? Ecco quella sensazione di benessere e libertà assoluta che la guida è in grado di darti è ben descritta dal primo verso del brano di Tom:

Ho tirato fuori la mia vecchia ’55 / ho messo in moto lentamente / mi sentivo in pace con me stesso / Dio sa che mi sentivo davvero vivo

Per Waits la Cadillac del 55 non è solo un’auto, ma il simbolo di una filosofia di vita alla On The Road  di Jack Kerouac.

2.(Looking For) The Heart of Saturday Night – Anche la canzone che dà il titolo al secondo album di Tom Waits è una celebrazione della libertà di guidare – a cui si aggancia anche la speranza di trovare qualcosa di importante. Non a caso il brano comincia con il rumore dei clacson e prosegue così:

Hai fatto il pieno di benzina / Al volante / Con il braccio attorno al tuo tesoro / nella tua Oldsmobile / Scorre veloce la strada / E tu cerchi il cuore del sabato sera

3 e 4.  I Hope I Don’t  Fall in Love with You + I Never Talk to Stranger – Anche se si trovano su due album diversi, le due canzoni vanno in coppia perché sono una lo specchio dell’altra o forse una il finale alternativo dell’altra. Nella prima Tom nota una ragazza al bar dei cuori solitari e spera di non innamorarsene perché non ha il coraggio di alzarsi e andarle a parlare. Resterà al tavolo a fare mille ipotesi finché lei non se ne andrà via da sola. Nella seconda invece farà esattamente il contrario di quello che dice il titolo e comincerà un dialogo con una donna, riprodotto nella canzone attraverso un fantastico duetto con Bette Midler, alla fine del quale i due constateranno che in effetti non sono più sconosciuti.

5. Tom Traumbert’s Blues – Il brano di apertura di Small Change è uno dei classici pezzi di Tom Waits che ribaltano l’anima. Parla di un uomo che si è perso in un paese straniero, ma soprattutto che si è perso nei fumi dell’alcool. Non riuscirà mai a tornare a casa perché tutti i soldi che trova li spende nel bere. Continuerà quindi a vagare inutilmente per le strade della città, come dice Il ritornello della canzone, che cita Waltzing Matilda – un brano sul viaggio senza meta, appartenente alla tradizione popolare australiana di fine 800, in cui il protagonista è un vagabondo che finisce per morire annegato. Allegria!

6. Somewhere – il brano di apertura di Blue Valentine, ovvero il disco perfetto per suicidarsi a Natale oppure a San Valentino, ricordandosi di mandare una cartolina come Christmas Card from a Hooker in Minneapolis firmata da un Romeo sanguinante (Romeo is bleeding). Il brano in realtà è un riadattamento tratto da un musical su Romeo e Giulietta ambientato ai tempi della guerra tra bande nella New York degli anni 50. Un mix tra Gangs Of New York di Scorsese e Romeo+Giulietta di Baz Luhrmann accompagnato dall’angoscia scartavetrata di Waits che dice che “da qualche parte c’è un posto per noi”.

7-8. Jersey Girl + Johnsburg, Illinois – Sono le due canzoni esplicitamente dedicate a sua moglie Kathleen e muovono entrambe da un luogo ben preciso. La prima parte dal New Jersey dove la moglie di Tom Waits ha trascorso buona parte della sua infanzia e arriva sui palchi di tutto il mondo grazie alla cover di Bruce Springsteen che ne farà uno dei suoi inni. La seconda invece parte proprio dalla cittadina di origine di Kathleen e dura giusto il tempo di un verso, che è una dichiarazione d’amore fulminea – come fa un uomo quando mostra la foto della moglie che tiene nel portafoglio prima di infilarsela di nuovo in tasca”. Ma in realtà sappiamo benissimo che il luogo da cui partono veramente entrambe le canzoni è il cuore di Tom (This One from the Heart).

9. Rain Dogs – Il brano è tratto dall’omonimo album al quale collaboreranno Marc Ribot e Keith Richards. Il titolo rappresenta un neologismo coniato dallo stesso Tom per descrivere i vagabondi senza fissa dimora – che per certi aspetti sono simili a dei cani randagi sotto la pioggia, perché proprio come loro hanno perso tutti i loro punti di riferimento e non sanno più dove andare

10. Get Behind The Mule – è un lamento blues contenuto nell’album Mule Variations, che nelle intenzioni iniziali doveva essere un disco interamente basato sui sogni di Kathleen, seguendo una tecnica di scrittura già consolidata da moltissimi altri artisti, da Micheal Stipe a David Bowie fino a Fellini che disegnava i suoi sogni per trasformarli in film. Nello specifico, però, questo blues fa riferimento alla storia di Robert Johnson, che secondo la leggenda aveva venduto l’anima al diavolo per imparare a suonare la chitarra, ragion per cui poi morì giovanissimo (potete recuperare la sua storia integrale nella puntata di ReMastered: Devil at the Crossroads disponibile su Netflix). Invece secondo il padre di Robert il diavolo non c’entrava nulla, il problema era che suo figlio “non aveva voluto mettersi dietro il mulo ad arare” ed è questa la frase da cui deriva il titolo del brano.

CINEMA & TEATRO
1. Un sogno lungo un giorno – il primo vero punto di contatto importante tra Tom Waits e il mondo del cinema avviene grazie a Francis Ford Coppola. Il regista di capolavori come Il Padrino e Apocalypse Now si innamorò a tal punto delle canzoni di Tom da decidere di affidargli la scrittura dell’intera colonna sonora di questo film, dandogli un’unica indicazione: “qualsiasi cosa tu scriva che abbia attinenza con l’amore, l’avventura romantica, la gelosia e gli abbandoni può trovare posto nel film”. Alla fine ci trovò posto lo stesso Tom che fece una piccola particina, da cui poi prese avvio una lunga e duratura carriera parallela.

2. Daunbailò – Film di Jim Jarmuch in cui Tom Waits interpreta un Dj che finisce in carcere – dal quale poi evaderà insieme ai suoi compagni di cella interpretati da Roberto Benigni e John Lurie. Per la caratterizzazione del personaggio Tom si ispirerà a un dj che ascoltava alla radio da ragazzo, detto Lonely Lee Baby Sims perché durante le sue trasmissioni pregava gli ascoltatori di passare a trovarlo per non sentirsi solo. Tom pensava fosse caduto nel dimenticatoio, in realtà ben presto scoprirà a sue spese che non solo era ancora in circolazione, ma era diventato anche famosissimo e soprattutto non aveva gradito la sua rappresentazione, per la quale Tom dovette scusarsi, ovviamente a modo suo: “Nessuna offesa, Lee Baby, è stato fatto tutto con amore e affetto… Non querelarmi”.

3. Coffee and Cigarettesaltro film di Jim Jarmuch composto da 11 episodi incentrati sul piacere della combinazione caffè e sigaretta. L’episodio cult è proprio quello che vede come protagonisti Tom Waits e Iggy Pop che interpretano loro stessi, mentre sono seduti al tavolo di un bar e chiacchierano in maniera più o meno amabile di “musica e medicina”. E ovviamente dei due temi principali del film. Qui potete vedere l’intera scena.

4. The Imaginarium of Doctor Parnassus- Nel film di Terry Gilliam – che è passato tristemente alla storia per essere stato l’ultimo film interpretato da Heath Ledger prima della sua prematura scomparsa – Tom Waits interpreta un ruolo che gli calza a pennello: quello del cattivo della storia, che in questo caso non è un cattivo qualunque, ma il cattivo per eccellenza – ovvero il diavolo in persona – anche se forse come dice un verso di una sua canzone Non c’è nessun Diavolo, è soltanto Dio quando è ubriaco (Ndr. Heartattack and Vine).

5. Dracula di Bram Stocker Film di Francis Ford Coppola al quale Tom volle partecipare a tutti i costi per approfondire i lati più oscuri e sinistri della sua personalità. La forza di volontà con cui si calò nella parte di Mr Renfield lo portò a sottoporsi anche a prove fisiche particolarmente inquietanti, come infilarsi davvero in bocca gli insetti di cui si nutriva il suo personaggio e portare veramente quei marchingegni infernali per bloccare le mani (si trattava di morse metalliche che erano state progettate da alcuni pianisti italiani al fine di correggere col dolore la posizione delle dita sul pianoforte).

6. Frank’s Wild Years – Musical teatrale basato sul brano omonimo, contenuto nell’album Sworfishtrombonesin cui il protagonista medio borghese decide di dare fuoco alla sua villetta (in stile Edward Norton all’inizio di Fight Club). Tom ha descritto l’opera come una via di mezzo tra Eraserhead di David Lynch e La vita è meravigliosa di Frank Capra perché sembra possedere le caratteristiche di entrambi: “È contorto, deforme, di cattivo gusto e violento… una cosa per famiglie!”.

7. Big TimeDal musical di cui sopra venne tratto anche un “film” che non era un vero e proprio film, ma una sorta di ponte a metà strada tra la trasposizione filmica dell’opera teatrale e il collage di filmati estratti dai concerti. Come disse lo stesso Tom le critiche furono discordanti: “Penso che le chiamino proprio così – critiche discordanti. Una diceva ‘ i maestri del pianoforte ne resteranno traumatizzati’ che è una delle mie preferite. Un altro ha detto che sembrava come se le riprese fossero state fatte dentro lo stomaco di un animale malato. Ecco queste furono le critiche positive. Io lo raccomando”.

8. La Leggenda del re pescatoreAltro film di Terry Gilliam in cui Waits ha una piccola parte in cui interpreta un ex veterano di guerra sulla sedia rotelle, che inveisce contro tutto e tutti. La scena ci riporta mentalmente a Soldier’s Things una delle poche canzoni di protesta di Tom Waits, in cui l’esperienza della guerra si riduce a una scatola di cianfrusaglie venduta per un dollaro.

9. Black Rider Opera teatrale basata su una leggenda tedesca dell’800 in cui il protagonista vende l’anima al diavolo per ottenere l’amore di una fanciulla. Waits si convinse a partecipare al progetto quando seppe che la scrittura della versione moderna dell’opera era stata affidata ad uno dei suoi miti, lo scrittore della beat generation William Burroughs, a proposito del quale dichiarò: “sembrava in grado di cogliere una visione anticipatrice delle cose, nella loro completezza e nel loro aspetto cinico”. Definizione che potrebbe essere applicata tranquillamente allo stesso Waits.

10. Alice – Altra opera teatrale a cui Tom Waits partecipa con entusiasmo per via della sua tematica compromettente, ovvero il rapporto reale e malsano tra lo scrittore Lewis Carroll e Alice Liddel, la ragazzina su cui si basa il personaggio di Alice nel paese delle meraviglie. Per la gioia della Disney la colonna sonora dell’opera verrà pubblicata anche come album a sé stante in contemporanea con quella di un’altra opera teatrale intitolata Blood Money.

CITAZIONI:
1. Aldilà e Religione -“Non so cosa ci sia là fuori o lassù. Forse c’è un piccolo ufficio. Come quando ti rimuovono la macchina a New York…devi andare giù al molo 74, e sono le 4 di mattina, e c’è uno schermo di plexiglass. Sarà spesso più di dieci centimetri, con dei fori di proiettile e una vecchia con un paio di occhiali bifocali, seduta davanti a una macchina da scrivere. La puoi vedere, è là la tua macchina, incatenata a centinaia di altre auto […]. Dev’essere una cosa simile. Dopo che sei morto voglio dire…la gente pensa che tutto sarà semplice, ma fatemi il piacere…sarà un incubo organizzato”.

2. Vocazione -Waits ha dichiarato di aver deciso di fare il cantautore professionista “perché fondamentalmente ero pigro, irresponsabile, impaziente, disorganizzato, un pessimo pianificatore e mi piaceva dormire fino a tardi”.

3. Caos –“io ho bisogno di un posto che sia incasinato, così posso osservare il caos, è come un dizionario visivo”.

4. Notte – La notte è musica. Non riuscivo a dormire sulla ventitreesima a New York – era una Jam Session di musica da traffico. Puoi sentire una melodia, un’orgia di clacson, vetri infranti […] c’è tutta quella sostanza che se ne sta lì a implorare di essere usata ed è lì, a portata di mano.

5. Donne – “Non ho mai incontrato qualcuno che avesse un album di Tom Waits e che ce l’abbia fatta con una ragazza. Io li avevo tutti e tre, e questo non mi è stato d’aiuto”.

6. Versatilità e prolificità – Waits si è sempre buttato a capofitto in numerosi progetti di svariata natura (musica, cinema, teatro, ecc.) e ovviamente ha spiegato la cosa a modo suo: “Beh, sai bisogna essere sempre attivi, dopo tutto nessun cane è mai riuscito a pisciare su una macchina in corsa, capisci cosa voglio dire?”

7. CinemaWaits ha dichiarato che passare dal canto alla recitazione è come “passare da fare bootleg a riparare orologi”. Lo considera un lavoro molto faticoso: “Devi truccarti in macchina e rimanere sobrio. C’è veramente un gran lavoro da fare per cercare di essere naturali, è come cercare di fermare un proiettile con i denti”.

8. Cinema e Musica – Quando gli chiesero se il cinema stesse in qualche modo influenzando la sua musica Tom rispose: “Ho sempre più coraggio a inserire illusioni ottiche nelle canzoni dato che sono diventato più consapevole delle capacità che la musica ha di dare immagini mentali. Comincio con un’immagine visiva e poi in qualche modo ne faccio la colonna sonora. Questo mi dà idee in continuazione”.

9. New York – “Devi essere un po’ sbalestrato. Se non ti adegui, New York ti spezza perché è lei stessa ad essere sbalestrata. Non è rotonda, è come un girotondo e tutte le volte che ti fermi è sempre in un posto diverso. Così se cerchi di procedere per linee rette ti stronca. Ma poi ti imbatti in un tassista rumeno che in auto manda a tutto volume musica rumena. Ha una foto di Malcolm X sul cruscotto e in testa porta un berretto della Budweiser e ha le scarpe spaiate – una da tennis e una Oxford. E ti parla di un locale del Queens. È pazzesco, è eccitante, ti dà assuefazione…richiede un allenamento speciale”.

10. Scrivere canzoni – Chiudiamo infine con la citazione in cui Tom ci spiega perché continuare a scrivere canzoni:
Le canzoni hanno davvero strani effetti sulle persone – e, a volte, si sa, possono anche salvarti la vita. Alcune sono come piccole infermiere; altre sono in grado di uccidere; certe muoiono schiacciate sul parabrezza e altre non se ne andrebbero mai via di casa. Le colpisci, ma non se ne vanno; Altre ancora non vedono l’ora di andarsene, e non saranno mai scritte. Sono piccole bastarde ingrate. Esiste un solo vero motivo per continuare a scrivere canzoni. È come ha detto Miles Davis. Perché sei stanco delle vecchie”.

In realtà è dal 2011 ormai che non esce un disco nuovo di Tom Waits, ma quando arriverà sappiamo già che sarà inutile chiedergli cosa ha fatto in tutto questo tempo. Probabilmente ci risponderà come Robert De Niro In C’era una volta in America con quel “Sono andato a letto presto” che nel caso di Tom diventa: “Ero Imbottigliato nel traffico”.

Tutti gli aneddoti e le citazioni sono contenuti nei seguenti testi che consigliamo a chiunque volesse approfondire:

  • Tom Waits – Dalla parte sbagliata della strada di Barney Hoskyns
  • Wild Years – La vita e il mito di Tom Waits di Jay S. Jacobs
  • Tom Waits – Il Fantasma del sabato sera (interviste sulla vita e la musica) a cura di Paul Maher Jr.
  • Vita di Tom Waits di Patrick Humphries

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