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Consapevolezza e sincerità sono le chiavi del successo di Ultimo

Difficilmente ricordo, ma vado davvero a memoria, di un artista italiano capace nell’era dello streaming ad avere non uno, non due, ben tre album saldamente incollati alle prime posizioni della classifica Fimi per così tanto tempo come Ultimo. Il più recente, Colpa delle Favole, occupa il primo posto da cinque settimane senza preoccuparsi delle nuove uscite dei rapper e di personaggi del calibro di Daniele Silvestri. Gli altri due, Peter Pan e Pianeti, sono in top quindici da più di sessanta settimane. Cosa che, se la matematica non mi inganna, mi fa capire che i due dischi abbiano scollinato, e anche bene, l’anno di permanenza. Sicuramente converrete con me che trattasi di cifre da capogiro.

I numeri però non dicono tutto ma solo una parte, spesso quella più razionale. Per capire davvero il successo e la rapida ascesa dell’artista romano bisogna fare una cosa davvero semplice, ma tutto sommato difficile, soprattutto per chi passa le giornate attaccato a una tastiera per denigrare i successi degli altri, uscire di casa. L’Unipol Arena che ho trovato venerdì sera a Bologna, così come immagino lo siano stati tutti gli altri impianti prima e lo saranno in futuro quelli dopo questa data, era stracolma di gente. Tanti volti giovani, con una netta predominanza del sesso femminile, ma anche tanti adulti. Ultimo riesce a prendere davvero tutti. E durante le due ore abbondanti di concerto, ha spaziato all’interno del suo già vasto, vista la giovane età, repertorio. Accompagnato da una band davvero all’altezza della situazione, l’artista ha fatto cantare anche i muri del palazzetto eseguendo, tra le tante, successi come Il ballo delle incertezze, Pianeti, Giusy e I tuoi particolari.

Ultimo non parla molto tra un pezzo e l’altro, anzi non lo fa praticamente mai. “Io ragazzi non so parlare, mi dicono che dovrei farlo di più, ma io scrivo canzoni e riesco a esprimermi bene solo in questo modo. Sono qui per cantare”. Ha affermato poco prima di un tripudio di applausi nel bel mezzo del concerto. Una consapevolezza e una sincerità da apprezzare in un panorama musicale sempre più artefatto. Dove per dire anche la più semplice delle sciocchezze si fa ricorso a un autore.

Rosario Fiorello ha sempre affermato, tra il serio e il faceto, che perdere a Sanremo porti fortuna. Inizio a credergli. Perché a conti fatti non aver vinto Sanremo, forse, è stata la fortuna di Ultimo. Certo uno nella vita vuol sempre vincere, ma andare contro a un muro, specialmente quando dentro di sé si è certi del risultato ancor prima di averlo in pugno, fa tirar fuori il meglio di noi. Ovviamente solo dopo essere riusciti ad analizzare i motivi dell’apparente sconfitta.

Non conosco Ultimo ma da quello che ho visto e sentito penso sia riuscito a fare questo passo. Il fantastico momento che sta vivendo se lo merita tutto e se non si farà abbindolare dai consigli dei sapientoni che gravitano attorno a questo mondo, continuando a fare di testa propria, canterà a gran voce ancora per molto tempo.

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Dopo Milano, @ultimopeterpan conquista anche Bologna. E, anche nel giorno in cui il suo #ColpaDelleFavole si conferma al primo posto della classifica @fimitalia per la quinta settimana consecutiva, «Ultimo ha lasciato parlare la musica, la sua, quella che sin da piccolo non gli dà pace e che tanto gli ha dato da lottare prima di mettere a tacere tutti coloro che, nel percorso della vita, hanno tentato di scoraggiarlo. Dopotutto, non bastano cento sold out a dimenticare le giornate chiuso in stanza a sognare un mondo all’altezza della sua fantasia». 🗝🎈 • • • 📸: @mathiasmarchioni • • • #ultimo #ultimopeterpan #colpadellefavoletour #fatemecantà #ipocondria #quandofuoripiove #pianeti #tidedicoilsilenzio #bologna #concertiitalia #concertibologna #concerti2019 #concerti #welovelive

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Stefano Mazzone

Foto di Mathias Marchioni

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