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Vasco Modena Park il film recensione

Tre ore di film per riscoprire l’evento Vasco Modena Park

Che il Vasco Modena Park non fosse stato un concerto “normale”, lo si era capito subito dopo aver appreso i numeri incredibili che è riuscito a macinare lo scorso 1 luglio. Con 220mila spettatori e un Guinness dei Primati guadagnato per l’occasione, Vasco Rossi è definitivamente entrato nella storia della musica mondiale.

“Il live è un momento magico, il più importante per uno che scrive canzoni. Questa mia avventura è andata oltre ogni mia immaginazione” confessa Vasco in una scena di Vasco Modena Park – Il Film, l’ultima creatura in ordine di tempo partorita in seguito a quella magica notte.

Proprio quei momenti indimenticabili, arricchiti da materiale inedito e dalle riflessioni del rocker di Zocca, brilleranno di nuova luce dal 4 al 7 dicembre in tutti i cinema italiani, grazie alla pellicola diretta da Pepsy Romanoff, che abbiamo avuto il piacere di guardare in anteprima.

Le riprese dall’alto con cui si apre il film lasciano i brividi, riuscendo solo in parte a trasmettere la fibrillazione legata alle ore che hanno preceduto il grande live del Komandante. L’attimo che anticipa l’ingresso in scena dell’artista, di solito apice di ansia, emozione e adrenalina, è proposto in modo efficace ed emozionante. Sulle celebri note di Così Parlò Zarathustra, Vasco si appresta a salire le scale che lo condurranno sul palcoscenico: il suo sguardo è sereno, non tradisce paura alcuna. Sarà perché in fondo quella è la sua festa, quella che aspettava da tanto e che celebra i 40 anni di carriera. Sarà perché migliaia di voci intonano “Olè Olè Olè Vasco Vasco” da molto tempo e più di 400mila occhi non vedono l’ora di posarsi su di lui.

“Benvenuti alla festa epocale di Modena Park! Benvenuti al concerto che non avrà mai fine! Benvenuti alla leggenda, al record mondiale!” grida Vasco Rossi a inizio serata, nel boato più totale.

In quasi tre ore di film si ripercorre gran parte della scaletta del Vasco Modena Park, attraverso gli occhi innamorati del pubblico, co-protagonista assoluto della pellicola. Come dei discepoli dinanzi al proprio Messia, l’energia sprigionata dall’unione tra Vasco e il suo popolo investe tutto e tutti. Neanche lo schermo del cinema riesce ad arginare questa sorta d’incantesimo, poiché in pochi minuti cori e urla sfrenate si diffondono anche in sala.

Verrebbe quasi da chiedersi come sia possibile che un artista del suo calibro (e della sua età) riesca ancora a conservare così tanta voglia di donarsi alla propria gente. La risposta sembra arrivare da Vasco stesso: “Io non scrivo per compiacere, ma per comunicare che ho dei problemi, che non sto bene.” dice in una clip del film, “Credo alle canzoni che toccano il cuore, che consolano”.

La potenza di fuoco del Blasco, più rock che mai grazie al fondamentale apporto della sua superband, non fa prigionieri. Partendo da Colpa d’Alfredo, la celebrazione della storia della più grande rockstar del nostro Paese volge al termine sulle note di Albachiara.

Ma non c’è da disperare, perché Vasco non ha alcuna intenzione di fermarsi. Per tornare a vederlo dal vivo basterà aspettare “solo” fino alla prossima estate, quando sarà in tour negli stadi italiani. La storia continua e, nel frattempo, va in scena al cinema!

Michelangelo Paolino

Foto di Francesco Prandoni

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