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Arriva YouTube Music, presto disponibile anche in Italia

Martedì 22 maggio YouTube lancerà YouTube Music, il nuovo servizio con cui Google cercherà (nuovamente) di inserirsi in maniera incisiva nel panorama di servizi streaming legati alla musica. Negli anni ha già cercato di scalfire il dominio di competitor come Spotify, Apple Music e Tidal con YouTube Red, Google Play Music e YouTube Music Key ma finora non è riuscito ad imporsi.

Il nuovo servizio, secondo quanto spiegato a Pitchfork da T. Jay Fowler, dirigente di YouTube, YouTube Music offre “un’esperienza profondamente personalizzata, fatta di contributi sia audio che video. Grazie a Google Assistant fornirà suggerimenti di ascolto basati sul momento della giornata, il luogo in cui ci si trova, il tipo di pezzi che si ha voglia di sentire, la situazione in cui ci si trova”.

“I giorni in cui bisogna passare da un’app di musica e YouTube all’altra sono finiti. Qualsiasi cosa vorrete ascoltare, guardare o scoprire, la troverete qui. YouTube Music è un nuovo servizio fatto per la musica: canzoni ufficiali, album, migliaia di playlist e canali di artisti a cui si aggiunge l’enorme archivio di YouTube fatto di remix, performance live, cover, video musicali che non si trovano da nessun’altra parte – organizzati e personalizzati. Per la prima volta tutte le direzioni in cui si può muovere la musica porteranno in un solo posto” si legge nella nota ufficiale diramata sul blogpost di Alphabet, la holding a cui fa capo Google dal 2015.

Settimana prossima YouTube Music debutterà in soli cinque Paesi – USA, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e Messico – con un’opzione premium (prima di pubblicità) in abbonamento a 9,99 dollari al mese, ma a quanto pare presto arriverà anche in altri Paesi, tra cui l’Italia.

Tra le importanti novità in arrivo, c’è anche la segnalazione in automatico dei crediti di un video (producer, autore, artista, etichetta, ecc…) non nella descrizione come avviene ora, ma in una nuova area che sarà necessario compilare per tutti – video amatoriali compresi – e che includerà anche informazioni come il sito internet di riferimento o il canale social. Informazioni che YouTube utilizzerà ancora di più per individuare e bloccare i contenuti che violano il copyright.

Redazione

Foto di Photo by Rachit Tank on Unsplash

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